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D’Ambrosio grida all’ingiustizia “Se i giudici dissero: andate avanti”

L’ex procuratore di Milano: anche la Cassazione sbaglia, ricordiamoci di Piazza Fontana

D’Ambrosio grida all’ingiustizia “Se i giudici dissero: andate avanti”

Rinviare a un altro Tribunale vuol dire prescrizione certa. Così si esenta dalla pena una persona condannata: è una scelta molto grave. Da questa vicenda viene un messaggio: chi è ricco e potente, ed ha l’avvocato del premier, ha più possibilità di farla franca. E’ terribile…


di Ferruccio Sansa


Milano- “Senza fiato. Appena ho saputo che la Cassazione in pratica aveva assolto Previti mi è mancato il respiro. Certo, bisogna aspettare la motivazione, ma…”, Gerardo D’Ambrosio – uno dei padri del pool Mani Pulite, ex procuratore di Milano e oggi senatore del centrosinistra – ci pensa un attimo, poi non si trattiene, non sarebbe da lui:” Eh sì, la prima reazione è che questa sia una sentenza ingiusta. Giovedì sera abbiamo assistito ad una sconfitta della Giustizia italiana, non della procura o dei magistrati di Milano”.


Senatore, sembra proprio che lei non abbia dubbi. La Cassazione ha sbagliato?

“Dico che non sarebbe la prima volta. Ricordiamoci che cosa successe quando ail processo di Piazza Fontana fu trasferito da Milano a Catanzaro”.


Ma quella di oggi è un’altra storia.

“L’interpretazione che è stata data dalla Cassazione è pesante. In pratica si è deciso di mandare esente da pena una persona che ha commesso un reato, che era stata condannata. Perché rinviare a un altro Tribunale, a questo punto, vuole dire soltanto una cosa: prescrizione”:


Previti, tanto per fare un nome, potrebbe ancora essere dichiarato innocente, non crede?

“Se la Cassazione avesse prosciolto Previi nel merito non avrei niente da ridire. In base alle norme vigenti la Suprema corte avrebbe potuto contestare anche il merito, ma non lo ha fatto, ha puntato tutto sulla competenza. Questa scelta ha un senso ben preciso”.


Possibile che i magistrati milanesi non abbiano rilevato prima la propria incompetenza?

“Adesso si accusa la Procura di Milano, ma almeno sei magistrati – oltre alla stessa Cassazione – si erano già espresso sulla competenza di processo. Non si può onestamente pensare che tutti i magistrati milanesi abbiano un unico indirizzo politico”.


Un altro processo simbolo della storia italiane finisce in nulla.

“L’impressione è che tutto cada nel nulla. Mi chiedo che cosa pensino adesso i cittadini”.


Già che cosa penseranno?

“Questa vicenda trasmette un messaggio: chi è ricco e potente, chi è l’avvocato del premier ha più possibilità di farla franca. Se l’imputato fosse stato un semplice cittadino, forse questo processo non sarebbe stato così lungo, non si sarebbe arrivati alla prescrizione”.


Previti doveva assistere alle sedute del Parlamento, non crede?

“Non credo che l’onorevole Previti brillasse per la sua presenza in Parlamento prima del processo. Poi c’è stato chi, come lo stesso Luciano Violante, ha detto che i parlamentari non possono essere processati durante i giorni di assemblea. Alla fine si è detto anche che non poteva nemmeno essere presete in tribunale anche nei giorni di commissione. Il risultato è che facevano le udienze del processo soltanto il sabato”.


Ma quali saranno le conseguenze della sentenza?

“C’è il rischio che Previti resti in Parlamento. Ma vi rendete conto? A parte il fatto che in questo processo era stato condannato nel merito, bisogna ricordare cosa disse durante le udienze: le somme di cui si discuteva non erano frutto di corruzione, ma “solo” di evasione fiscale. Insisto: questa vicenda è estremamente diseducativa. Come possiamo stupirci se poi la gente non paga le tasse?”


Ora, però, la Cassazione ha annullato le condanne. E anche dal centrosinistra si sostiene che “ la Procura di Milano dovrebbe fare una riflessione”.

“Vabbè, quella frase l’ha detta uno della Margherita…”


Sempre un membro della maggioranza…

“Quando ho visto che i due terzi dei votanti erano a favore dell’indulto ho provato una delusione profonda”:


Che cosa insegna il processo Sme? Che cosa si deve cambiare?

“Presenterò una proposta di legge: serve una riforma per ridurre drasticamente la lunghezza dei processi attraverso una nuova disciplina dei ricorsi in Cassazione delle impugnazioni. Non è possibile arrivare a una pronuncia di incompetenza dopo dieci anni. E poi si può arrivare a un processo snello e veloce senza toccare le garanzie”

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