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Allarme usura anche a Nord


CREDITO ILLEGALE
Il mercato nero del denaro, da tempo diffuso al Sud, oggi non ha più frontiere
Spese pazze e gioco
Allarme usura anche a Nord. Genova, Milano, Torino, Forlì le città più a rischio.
L'impegno dei gruppi legati alla Chiesa per contrastare il fenomeno


da Milano Giovanna Sciacchitano

Genova, Milano, Torino, Forlì, Verona e Gorizia sono le città più esposte al rischio di usura nel Nord secondo gli indicatori di criminalità - fra cui le denunce di reato - in base a una ricerca effettuata dal sociologo Maurizio Fiasco e diffusa ieri all'incontro organizzato a Milano dalla Fondazione San Bernardino, organismo promosso dalle diocesi e Caritas di Lombardia. All'appuntamento erano presenti anche la Fondazione San Matteo di Torino e la Fondazione Santa Maria del Soccorso di Genova, insieme a monsignor Alberto D'Urso e padre Massimo Rastrelli, rispettivamente segretario e presidente della Consulta nazionale antiusura che si sono confrontati con gli operatori delle fondazioni e dei centri di ascolto delle Caritas diocesiane.
«Si finisce nelle mani degli usurai perché non si riesce a pagare un fornitore - spiega monsignor D'Urso - o molto spesso perché si fa il passo più lungo della gamba, perché si è abbagliati da messaggi fuorvianti, perché si è vittime del gioco d'azzardo... Per tanti motivi e noi accompagniamo queste persone per cercare di uscire da un tunnel pericoloso».
La Consulta nazionale antiusura è un'associazione costituita nel 1995 in base a un'esplicita motivazione cristiana nell'ambito di un'azione di promozione umana delle comunità cristiane e delle direttive della Cei. Chi vuole contattare la Consulta può cercare la fondazione più vicina sul sito www.consultantiusura.it. «Le fondazioni ascoltano le persone e le famiglie indebitate e che sono a rischio di usura fornendo una consulenza legale e finanziaria. Del resto oggi in Italia un milione e ottocento persone sono sotto la soglia di povertà e quindi facilmente preda degli usurai. A loro diciamo, se siete in difficoltà, non esitate a chiedere aiuto». Le fondazioni non erogano direttamente prestiti, ma forniscono alle banche convenzionate le garanzie necessarie per l'accesso al credito di persone che altrimenti si vedrebbero negare ogni possibilità. Oggi la pressione dei media e il perseguimento di stili di vita superiori alle proprie possibilità spinge molte famiglie, un po' in tutta Italia, a bussare alle porte del mercato nero del denaro. «Proprio per questo cerchiamo di far capire come si gestisce un bilancio domestico - ha osservato Luciano Gualzetti, presidente della Fondazione San Bernardino - promuoviamo corsi di formazione ai centri di ascolto della Caritas diocesiana e stiamo preparando una campagna pubblicitaria incentrata sul tema della prevenzione».
Il problema dell'usura investe il Nord e tutta l'Italia. Ma soprattutto il Sud. Le dieci province a maggior rischio di usura sono Trapani, Agrigento, Crotone, Taranto, Bari, Foggia, Vibo Valentia, Messina, Benevento e Caltanissetta. Dall'incontro è emersa una buona notizia, che è una vera e propria boccata d'ossigeno per chi si occupa dei problemi legati all'indebitamento, il recente stanziamento destinato al Fondo per la prevenzione dell'usura di settantamilioni di euro.

fondazioni
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La tendenza all’indebitamento eccessivo è in aumento anche in Lombardia. Come nel resto del Nord Italia a causa della crisi economica e dell’incapacità di gestire il budget familiare. Per questo la Cei ha promosso a Milano la costituzione della Fondazione San Bernardino come organismo anti-usura di ispirazione ecclesiale. L’attività della Fondazione nei primi sei mesi dell’anno ha messo in evidenza un ammontare complessivo di debiti per circa 2 miliardi e 700.000 euro, cifra che conferma i dati preoccupanti evidenziati a livello istituzionale. Le posizioni prese in carico sono state 99 su 100 contatti. Di questi 81 si riferiscono alla diocesi di Milano, mentre l’invio da parte di altre Diocesi lombarde è contenuto, anche se in crescita costante. Delle posizioni prese in carico, 15 sono giunte in comitato di valutazione e per nove sono stati decisi stanziamenti per un totale di 96.600 euro. Le pratiche sono state avviate grazie alla convenzione con le banche di credito cooperativo alle quali la Fondazione offre una garanzia peri al 60% dell’accordato. Per ora i fondi utilizzati provengono unicamente dai versamenti delle Diocesi. Sempre nel Nord, la Fondazione San Matteo di Torino è stata contattata da 4.000 persone o famiglie in difficoltà. Mentre la Fondazione ligure Santa Maria del Soccorso si sono rivolte 4.500 persone. (G.SC.)

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