Mafia, scoperti canali di riciclaggio - 13 arresti a Palermo
Palermo, 07:07
MAFIA: SCOPERTI CANALI RICICLAGGIO, 13 ARRESTI A PALERMO
Personale della Direzione investigativa antimafia sta eseguendo 13 ordini di custodia cautelare emessi dalla Dda di Palermo a conclusione di un'indagine che ha consentito tra l'altro di scoprire i canali di riciclaggio utilizzati da Cosa Nostra negli ultimi anni. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Vincenzina Massa su richiesta del procurtore aggiunto Giuseppe Pignatone e dei sostituti Maurizio De Lucia e Ambrogio Cartosio.
Nell'operazione sono impegnati uomini del centro Dia di Palermo, che stanno anche eseguendo numerose perquisizioni.
L'indagine riguarda un periodo compreso tra il 2001 e il 2005. I particolari saranno resi noti alle 11 in una conferenza stampa del procuratore capo Francesco Messineo.
Palermo, 07:52
MAFIA: ARRESTI PALERMO, PER RICICLARE SI PERDEVA AL CASINO'
Passava per i tavoli verdi il lavaggio dei soldi dei boss. E' quel che emerge dalle indagini che la notte scorsa hanno portato all'operazione "Saint Vincent" della Dia di Palermo per l'esecuzione di 13 ordini di custodia cautelare. I riciclatori del denaro sporco vincevano perdendo. Il "Casino' de La Vallee" era frequentato da un gruppo di 'sfigati', di sfortunatissimi giocatori siciliani presentati da un 'porteur', un procacciatore di clienti originario di Trapani, Michele Maiorana, ma con azienda e lussuosa abitazione nel centro di Palermo. Maiorana e' uno degli arrestati. Proprio questo della apparente jella era il singolare, ma semplicissimo meccanismo che consentiva il reimpiego di denaro sporco. I giocatori ottenevano fiches versando assegni di altre persone, vittime di usura o prestanome dei boss, e poi andavano via, anche senza giocare: le fiches venivano cedute ad altri, che potevano legittimamente ottenere denaro liquido o assegni 'puliti'. Se invece dai cassieri fossero tornate le stesse persone che avevano cambiato gli assegni, in ossequio alla normativa antiriciclaggio, si sarebbero dovute riprendere i titoli di credito che avevano versato. Il sistema illecito non era sfuggito agli esperti dirigenti del Casino', messi anche in allarme dalle continue richieste di informazioni provenienti dagli investigatori della Dia. La Procura antimafia di Palermo ha poi avuto la dimostrazione della fondatezza dei propri sospetti grazie ad alcune conversazioni intercettate, in cui funzionari della casa da gioco valdostana rimproveravano Maiorana perche' le persone che portava ai tavoli perdevano ribaltando ogni statistica: 'I giocatori - annotano gli inquirenti - mediamente ritirano, al termine delle giocate, presso l'ufficio fidi del Casino' (restituendo le fiches di cui sono in possesso) il 48% delle somme cambiate; nel caso dei clienti di Maiorana la percentuale scende al 5; ed e' contrario ad ogni logica ritenere che siano tutti cosi' 'sfigati''. Sempre secondo i dati statistici, un giocatore che scambia 5.000 euro resta nella casa da gioco sei ore: fra i clienti di Michele Maiorana, invece, c'era chi si faceva dare 20 mila euro in fiches e restava nei locali solo un quarto d'ora.
Palermo, 08:15
MAFIA: ARRESTI PALERMO, PER RICICLARE SI PERDEVA AL CASINO' (2)
L'indagine era partita nel 2001 da una segnalazione dell'Ufficio italiano cambi, riguardante un versamento sospetto, da 40 milioni di lire, effettuato in una banca di Saint Vincent da un palermitano dal reddito molto modesto, Giuseppe Morreale, fratello di due presunti mafiosi.
L'inchiesta consenti' di scoprire che Morreale era al centro di un giro di usura e di gioco d'azzardo, ma la svolta avvenne con la collaborazione del pentito Francesco Campanella, il collaboratore che parla di mafia e politica e che si e' autoaccusato di avere procurato a Bernardo Provenzano la carta d'identita' con cui il boss affronto' nel 2003 il viaggio a Marsiglia dove fu operato di prostata. Proprio durante quella trasferta i guardaspalle che avevano accompagnato il padrino, Nicola Mandala' e Ezio Fontana, erano spesso andati a giocare al Casino'. Passione per il gioco ma non solo: anche riciclaggio in grande stile, ha spiegato Campanella, le cui dichiarazioni sono state confermate dalle indagini gia' svolte dalla Dia e che il pentito non poteva conoscere. 'Un formidabile riscontro', dicono nella Procura diretta adesso da Francesco Messineo. Il collaborante ha detto di essere stato con Mandala' a Saint Vincent. Pur non ricordandone inizialmente il nome (ma lo ha riconosciuto in foto) l'ex segretario dei giovani dell'Udeur ha parlato di Michele Maiorana, il 'porteur', procacciatore di clienti, che accredito' presso la casa da gioco, fra gli altri, anche Nicola Mandala'. Il pentito ha raccontato fra le altre cose di aver visto il presunto killer scambiare 50 mila euro di fiches con un'equivalente somma in contanti. Operazione sulla carta non consentita: 'Il cassiere nicchio' - ha raccontato il pentito - Maiorana gli schiaccio' l'occhio; Mandala' gli passo' o 2 o 300 euro di mancia e il cassiere diede i 50 mila in contanti'. In teoria, a Mandala', che aveva vinto, sarebbero dovuti tornare gli assegni che egli stesso aveva depositato all'ingresso in casa da gioco. Ma quello era denaro sporco da ripulire.
Palermo, 08:18
MAFIA: ARRESTI PALERMO, RICICLATI A SAINT VINCENT MILIONI EURO
Da un giro di bische clandestine e di usura, gestito col benestare della mafia, a un gioco grande, molto piu' grande: grazie a indagini tradizionali, a intercettazioni telefoniche e ambientali e alla collaborazione del pentito Francesco Campanella, la Direzione investigativa antimafia di Palermo ha messo le mani su un riciclaggio in grande stile. Decine di milioni di euro appartenenti a Cosa Nostra venivano movimentati da disoccupati, sulla carta nullatenenti o nullafacenti: epicentro dell'operazione il Casino' de La Valle'e di Saint Vincent, utilizzato dai clan di Villabate e Santa Maria di Gesu' come una specie di lavanderia in cui 'ripulire' il denaro sporco. Due coniugi dal reddito quasi inesistente, da soli, hanno movimentato due milioni di euro fino al 2002, altrettanti fino al 2004. Un disoccupato, un milione 195 mila euro nel 2003 e 955 mila l'anno dopo. Tredici arresti sono stati eseguiti nella notte su ordine del gip Vincenzina Massa, che in 547 pagine di ordinanza ha accolto quasi del tutto la richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Pignatone, Maurizio de Lucia e Ambrogio Cartosio. Ordinate numerose perquisizioni in varie localita'. Uno solo degli arrestati ha ottenuto i domiciliari, per gli altri e' stata ordinata la custodia in carcere.
Indagati a piede libero anche due dipendenti del Casino' valdostano: si tratta di Leo Duroux, capo dell'Ufficio fidi, e di Renato Pan, addetto all'ufficio assegni. Il giudice non ha ritenuto che nei loro confronti vi fossero gravi indizi, nonostante una serie di elementi di sospetto indicati dai magistrati dell'accusa. Ordinato anche il sequestro di conti correnti, denaro liquido, automobili di grossa cilindrata.
Riciclaggio aggravato, concorso esterno in associazione mafiosa, usura, violazione delle normative antiriciclaggio i reati contestati a vario titolo agli indagati. Il Casino' come struttura e' risultato estraneo al reimpiego del denaro di provenienza illecita e anzi alcuni dirigenti, a partire dal 2004, hanno adottato contromisure per evitare che il riciclaggio continuasse, collaborando con gli inquirenti. Ma nel corso dell'indagine sono emerse presunte complicita' e connivenze a vari livelli, dai cassieri che avrebbero violato le normative antiriciclaggio in cambio di cospicue mance, ai dirigenti che avrebbero dato consigli ai danarosi clienti isolani, che avrebbero cercato di conservare a dispetto dei sospetti che andavano emergendo.
Palermo, 09:08
13 ARRESTI PALERMO, RICICLATI A SAINT VINCENT MLN EURO
Da un giro di bische clandestine e di usura, gestito col benestare della mafia, a un gioco grande, molto piu' grande: grazie a indagini tradizionali, a intercettazioni telefoniche e ambientali e alla collaborazione del pentito Francesco Campanella, la Direzione investigativa antimafia di Palermo ha messo le mani su un riciclaggio in grande stile. Decine di milioni di euro appartenenti a Cosa Nostra venivano movimentati da disoccupati, sulla carta nullatenenti o nullafacenti: epicentro dell'operazione il Casino' de La Valle'e di Saint Vincent, utilizzato dai clan di Villabate e Santa Maria di Gesu' come una specie di lavanderia in cui 'ripulire' il denaro sporco. Due coniugi dal reddito quasi inesistente, da soli, hanno movimentato due milioni di euro fino al 2002, altrettanti fino al 2004. Un disoccupato, un milione 195 mila euro nel 2003 e 955 mila l'anno dopo. Tredici arresti sono stati eseguiti nella notte su ordine del gip Vincenzina Massa, che in 547 pagine di ordinanza ha accolto quasi del tutto la richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Pignatone, Maurizio de Lucia e Ambrogio Cartosio. Ordinate numerose perquisizioni in varie localita'. Uno solo degli arrestati ha ottenuto i domiciliari, per gli altri e' stata ordinata la custodia in carcere. Indagati a piede libero anche due dipendenti del Casino' valdostano -.
