Don Ciotti, serve testo unico sui beni confiscati
Don Ciotti, serve testo unico sui beni confiscati.
Fondatore "Libera" propone anche nuova agenzia nazionale
"Bisogna lavorare sul piano politico a un testo unico sui beni confiscati; alla legge 109 del '96 sono seguite altre norme che hanno determinato delle contraddizioni che vanno risolte''. Lo ha detto Don Luigi Ciotti, fondatore di 'Libera', partecipando a un incontro a Palermo organizzato da Legacoop Sicilia che ha lanciato una raccolta di firme per la promozione di un disegno di legge d'iniziativa popolare sulla gestione dei beni confiscati a Cosa nostra. In base agli ultimi dati disponibili, in possesso di 'Libera', sono stati fino ad ora confiscati 7.199 beni ma soltanto 3.301 sono stati destinati. La Sicilia risulta al primo posto per numero di confische: 3.168. Assieme a un testo unico "che dovrebbe poi essere esportato anche a livello europeo per intercettare i patrimoni delle organizzazioni criminali che fanno grandi affari soprattutto nei paesi dell'est", Don Ciotti auspica la "costituzione di un nuovo
organismo che si occupi dei beni dal sequestro alla destinazione, e che sia meno burocratico". "Penso - ha aggiunto - ad una Agenzia nazionale oppure a una struttura che funzioni da braccio operativo del Demanio". Per il fondatore di 'Libera' "occorre utilizzare i beni sottratti ai mafiosi nel modo migliore, evitando il mancato uso o la distruzione come purtroppo avviene oggi". "Questi beni sono cosa nostra - ha concluso Don Ciotti - nel senso che sono dell'intera collettivita".
