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La Tributaria in azione per "mazzette" negli autotrasporti

L’INCHIESTA – La Polizia Tributaria in azione dopo la denuncia
di una delle vittime, “costretta a chiudere” la sua attività

“Paga altrimenti perdi il lavoro”

Chiedeva mazzette, arrestato dirigente di una nota società di autotrasporti.

”O paghi quanto ti ho chiesto, o sei fuori: hai capito?”. Ricatti, belli e buoni. Messi in atto secondo gli inquirenti da A.C., 36 anni, genovese, dirigente di un importante azienda di trasporti e logistica che opera nel capoluogo ligure. Arrestato nei giorni scorsi dal Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, dopo che una delle sue presunte vittime, piccoli trasportatori sotto contratto con la sua compagnia, ha addirittura ceduto la propria attività: affossato dalle ingenti pretese. Che potrebbero aver fruttato al trentaseienne circa centomila euro.

Le indagini del reparto della Finanza, comandato dal Maggiore Antonio Del Gaizo, sono partite dopo la denuncia di un “padroncino”. Ovvero il titolare di un impresa individuale: in pratica un furgone messo a disposizione di aziende che richiedono servizi di trasporto.

Secondo quanto appurato dagli inquirenti, C. avrebbe richiesto da almeno due di questi soggetti una parte del loro fatturato. E più precisamente il 10%. O, in alternativa, cinquanta euro per ogni viaggio commissionato. Se si tiene conto che ciascun padroncino poteva compiere fino a tre consegne al giorno, la cifra si fa davvero cospicua.

In cambio il dirigente avrebbe concesso loro di continuare a collaborare con l’azienda. In caso contrario, sarebbe stato stracciato ogni contratto.

Da quel primo contatto, i militari hanno continuato a scavare. Coordinati dal pubblico ministero Francesca Nanni, hanno effettuato diversi controlli sull’operato dell’indagato. Difeso dall’avvocato Vittorio Fasce. Portando alla luce un’attività illegale che sarebbe iniziata qualche anno fa.  Col passare dei giorni si è fatto vivo un altro piccolo trasportatore vessato. Il quale, ascoltato, avrebbe ricostruito lo stesso scenario oppressivo. Quello che ha costretto uno di loro a mandare per aria il proprio lavoro. Prosciugato e martellato dai pesanti ricatti, l’uomo non ha potuto fare altro che vendere baracca e burattini per non finire in mezzo a una strada. Sul lastrico.

Durante l’interrogatorio di garanzia, A.C. non avrebbe negato di averli presi, quei soldi.

Ora la speranza degli inquirenti, smosse le acque con le prime manette, è quella di ricevere nuove segnalazioni. Da parte di altri autotrasportatori in difficoltà.

Il fenomeno infatti non è una novità. Anzi, l’impressione di chi sta svolgendo le indagini è che questo genere di vicende siano più diffuse di quanto si pensi.

In un settore quello dei trasporti e della logistica, che a Genova è fondamentale, in un porto, uno dei più importanti del Mediterraneo, che ogni giorno richiede di movimentare merci e container in grandi quantità.

Nei prossimi giorni la Guardia di Finanza proseguirà con gli accertamenti nei confronti del dirigente accusato e arrestato. Verranno passati al vaglio minuzioso dei militari i suoi conti correnti. Per cercare di mettere insieme la rete di pressioni illecite che sarebbero state esercitate da C.

R.C.

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