La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

Presa la gang del pizzo

QUEZZI – Arrestato il quarto bandito che taglieggiava un carrozziere

Presa la gang del pizzo


Non c’è il tre senza il quattro. Dopo nemmeno un mese di indagini è finito in carcere, nei giorni scorsi, il quarto componente della banda che il 5 maggio aveva tentato di taglieggiare, per l’ennesima volta, un carrozziere di Quezzi. E’ Paolo Bocchi, genovese di 46 anni, residente in via Napoli 15/4, nel quartiere di Oregina. Ha raggiunto nel penitenziario di Marassi Salvatore Marino, Angelo Scaglione e Paolo Gennarelli.
Il quarantaseienne è stato riconosciuto attraverso le telecamere di sorveglianza dell’officina. Puntate per l’occasione, venticinque giorni fa, in direzione dell’entrata. Due agenti della squadra mobili infatti erano riusciti a prendere il flagrante i tre compagni perché il carrozziere aveva deciso di denunciarli. Dopo diverse estorsioni, concesse per paura, ogni sua remora si era volatilizzata. Un coraggio che i poliziotti avevano premiato organizzando proprio quell’imboscata.
Due si erano nascosti dentro al locale. E quando il gruppo di delinquenti aveva fatto la sua comparsa, erano rimasti in attesa della richiesta. Arrivata immediatamente: “Ci devi dare diecimila euro”. Con tanto di “timbratura”: un violento pugno sul volto del meccanico quarantacinquenne.
E’ in quel momento che gli agenti erano intervenuti fermando tre aggressori. Bocchi invece era riuscito a dileguarsi.
Ma la sua presenza è rimasta impressa nei nastri. Da quelli la sezione criminalità organizzata della squadra mobile, diretta da Claudio Sanfilippo, è partita. Arrivando nei giorni scorsi al pluripregiudicato di Oregina.
Il giudice per le indagini preliminari, visionate le prove schiaccianti fornite dagli inquirenti, non ha potuto fare altro che emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il quarantaseienne. Tentata estorsione e lesioni personali sono i reati contestati.
Si aggiunge così un altro tassello all’attività degli uomini di via Diaz. Che da tempo cercavano di convincere le vittime del pizzo a vincere i timori di ritorsioni e farsi vivi nei loro uffici.

 

Stampa Email

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento