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Estorse denaro ad un carrozziere: preso taglieggiatore

MARASSI
Estorse denaro ad un carrozziere: preso taglieggiatore

In manette è finito Paolo Bocchi, genovese di 46 anni. Il 5 maggio sfuggì all’arresto all’interno dell’officina di Gianfranco Casale. Tre persone furono prese in flagranza di reato. Bocchi riuscì a fuggire. Dopo un mese di latitanza ora è in carcere.

Quando i suoi complici erano finiti nella rete della polizia, lui era riuscito a scappare. Dopo quasi un mese di serrate indagini anche il quarto malvivente che tentò con le botte di estorcere danaro al carrozziere Gianfranco Casale è stato arrestato. In manette è finito Paolo Bocchi, 46 anni, genovese, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. In cercere troverà i suoi vecchi “soci”: Salvatore Marino, 44 anni, Angelo Scaglione, 50 anni e Paolo Gennarelli, 51 anni. L’indagine è stata condotta dagli investigatori della squadra Mobile genovese.

I primi tre arresti risalgono al 5 maggio scorso e furono effettuati in flagrante.

Secondo quanto ricostruito a suo tempo dal capo della Mobile Claudio Sanfilippo, due degli arrestati, Scaglione e Marino, sono pregiudicati collegati con la famiglia mafiosa dei Fiandaca. Due investigatori della sezione criminalità organizzata nel pomeriggio di quel venerdì 5 maggio erano andati a parlare col titolare della carrozzeria e proprio mentre i due poliziotti si trovavano negli uffici della ditta era arrivata un’auto con a bordo Marino, Gennarelli e Scaglione. Al seguito altre due persone in scooter. Uno di questi era Bocchi. Casale era sceso nell’officina ad accogliere i tre uomini, mentre gli investigatori erano rimasti nell’ufficio, per seguire gli avvenimenti nel monitor del circuito chiuso. I poliziotti hanno assistito ad uno scambio di battute. A parlare, avevano spiegato alla Mobile, era stato Gennarelli, che aveva affrontato il carrozziere chiedendogli i soldi. Subito dopo, secondo la ricostruzione, Marino aveva dato un pugno in faccia all’artigiano, che era crollato a terra perdendo i sensi. I tre taglieggiatori erano stati arrestati, mentre il carrozziere era stato portato al pronto soccorso
Paolo Bocchi era riuscito ad allontanarsi a bordo dello scooter. Il suo volto era rimasto impresso nelle immagini registrate dal sistema a circuito chiuso. Nel corso dell’ultimo mese gli investigatori si sono messi sulle tracce, componendo un quadro probatorio a suo carico che ne ha determinato l’arresto. “ Ciclicamente venivano nella carrozzeria che ho rilevato nel 1996 a Marassi- aveva raccontato la vittima- Chiedevano soldi. All’inizio non li avevo presi sul serio. Recentemente hanno iniziato a fare sul serio. Mi hanno picchiato. Il più violento era Gennarelli. Ho dato loro quanto volevano. Sono tornati. Millantavano di essere affiliati ai Fiandaca “. Dopo le parole i malviventi sono passati subito ai fatti. “ Stavano parlando, volevano altri soldi oltre a quelli che mi avvano già estorto alla fine di aprile- aveva aggiunto l’uomo- Improvvisamente mi hanno colpito. Io ho perso i sensi e la polizia è intervenuta “.

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