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Palermo, sbarcano i ragazzi antimafia

La nave è giunta in Sicilia per il 14esimo anniversario della morte del giudice. A bordo mille studenti da tutta Italia. "Riaccendiamo la speranza"
Palermo, sbarcano i ragazzi antimafia
"Qui per Falcone e la legalità"
L'arrivo a Palermo della nave della legalità

PALERMO - Hanno le facce un po' stanche, ma allegre e scanzonate. Hanno attraversato il Tirreno per lanciare il loro grido di libertà contro la mafia. Sono sbarcati in mille questa mattina a Palermo intorno alle 8, nel giorno della memoria, per il 14esimo anniversario della strage di Capaci, nella quale morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Sono studenti di scuole medie e superiori, provenienti da tutta Italia, ritrovatisi ieri al porto di Civitavecchia per imbarcarsi sulla prima "Nave della legalità".

Un viaggio speciale organizzato dalla Fondazione Giovanni e Francesco Falcone, e inserita nell'ambito di "Verso sud", tour della legalità realizzato dal ministero dell'Interno. Sono stati accolti dalle sorelle Maria e Anna Falcone, dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e dal sindaco, Diego Cammarata. In corteo raggiungeranno l'aula bunker dell'Ucciardone dove si confronteranno con chi combatte ogni giorno la criminalità organizzata.

Loro il giudice Falcone lo hanno conosciuto soprattutto attraverso le parole degli insegnanti. E si sono preparati durante l'anno per questo giorno, lavorando su progetti legati alla legalità. Conoscenza ed entusiasmo: gli ingredienti con i quali affrontano questa giornata importante e con cui vivranno il momento cruciale del "memorial day": il corteo che dall'Ucciardone li porterà all' "Albero Falcone" dove alle 17.58, ora dell'agguato di Capaci, Palermo si fermerà e tutto dovrà per un po' tacere. A parlare saranno i loro slogan: "Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti". "Spezziamo la mafia, riaccendiamo la speranza". "Si può spezzare un fiore ma non si può impedire la primavera".

Ai giovani giunti a Palermo con le magliette bianche, con impressa l'immagine di Giovanni Falcone circondato da ragazzi e la scritta "Il suo lavoro, il nostro presente. Il suo sogno, il nostro futuro", ha voluto subito rivolgere la parola il procuratore Grasso: "È stato meraviglioso vedervi arrivare e vedere l'immagine di Giovanni Falcone che si avvicinava sempre più verso la sua città". "Siete straordinari - dice loro Maria Falcone - voi riaccendete la speranza nel cuore degli adulti. E potrete dire in futuro 'Noi c'eravamo in quel secondo sbarco dei mille. Non vi fermate'", li ha esortati ancora la sorella del magistrato.

Con loro ha viaggiato l'ex ministro Luigi Berlinguer: "Sono combattenti della legalità, ambasciatori dei veri valori. Non sono qui per una gita: hanno studiato, si sono informati, sanno tutto. Rappresentano veramente la speranza del Paese". C'è anche il vice ministro alla Pubblica istruzione, Mariangela Bastico, che lancia subito una proposta: "Per mesi le scuole italiane hanno elaborato lavori e progetti sulla legalità e sulla mafia. Occorre raccogliere questo patrimonio di conoscenze e sensibilità perchè non vada disperso e costituisca una banca dati sulla legalità per le scuole. E la Fondazione Francesca e Giovanni Falcone può essere il centro catalizatore di questo sforzo".

Per questi studenti è prevista una mattinata intensa presso l'aula bunker del carcere Ucciardone, il luogo nel quale, venti anni fa, nel febbraio del 1986, iniziò il maxiprocesso che si concluse con 342 condanne di esponenti di Cosa nostra. In programma momenti di dibattito e confronto, con la partecipazione di esponenti del mondo giudiziario, politico, istituzionale: attesi, tra gli altri, il ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, Ilda Boccassini, Giuseppe Ayala, Giancarlo Caselli, Carla del Ponte, Piero Grasso, Gioacchino Natoli, Marcelle Padovani, Giannicola Sinisi, Claudio Martelli. In città c'è anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Seicento bambini, inoltre, saranno coinvolti dal Sap in un torneo sportivo e alle 17.58, ora dell'agguato di Capaci, la città si collegherà in diretta con Aosta dov'è previsto l'arrivo dei ciclisti tedofori del Memorial Day 2006. La giornata si concluderà al Teatro Politeama con l'Orchestra sinfonica siciliana. Mentre la giunta dell'Anm propone la sospensione delle udienze e un momento di raccoglimento nell'aula magna del Palazzo di giustizia, aperto agli avvocati e alla città.


da "la repubblica on line"


Messaggio a Maria Falcone in occasione della ricorrenza della strage
"Il suo esempio ha dato frutti, l'attacco alla Repubblica è stato fermato"
Napolitano nell'anniversario di Capaci
"Il Paese sia unito contro la mafia"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ROMA - Contro la mafia ci deve essere "un impegno che deve instancabilmente proseguire e vedere unite le forze sociali e politiche del Paese". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, in occasione dell'anniversario della strage di Capaci.
"Quattordici anni orsono - scrive Napolitano - la strage di Capaci segnò il culmine dell'attacco mafioso contro lo stato democratico. L'angoscia e l'allarme di quelle ore restano incancellabili nella mia memoria". L'Italia, ricorda il capo dello Stato, "fu brutalmente colpita nelle persone di uno dei suoi più degni, combattivi e moderni magistrati, Giovanni Falcone, della sua valorosa consorte e collega Francesca Morvillo, degli agenti Antonio Montinaro, Rocco di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza".
Ma la battaglia e l'esempio di Giovanni Falcone, prosegue Napolitano, "diedero i loro frutti. L'attacco mafioso alle istituzioni repubblicane fu fermato, L'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, nonostante le difficoltà, è continuata con successo, anche se ad un prezzo ancora elevato di rischi e sacrifici. Sono stati anche di recente assicurati alla giustizia alcuni dei più pericolosi capi dell'organizzazione criminale. Le indagini e gli interventi repressivi - si legge ancora nel messaggio - hanno conosciuto nuovi sviluppi, volti a contrastare vecchie e nuove forme di penetrazione e aggressione mafiosa".
"Nel nome di Giovanni e Francesca Falcone, la Fondazione da lei presieduta, cara signora Maria, - conclude Napolitano - ha dato e continua a dare un contributo prezioso alla diffusione della cultura della legalità, alla mobilitazione di tutte le forze sane della società e in particolar modo delle generazioni più giovani per la conquista di condizioni di sicurezza e convivenza civile in Sicilia".



da ANSA on line

Strage Capaci, in strada per non dimenticare

PALERMO - Musica, canti, balli: si può dire anche così 'no' alla mafia. Lo hanno fatto le migliaia di ragazzi (5.000 secondo gli organizzatori) che dal carcere dell' Ucciardone hanno raggiunto in corteo l'albero che è diventato il luogo di ritrovo delle commemorazioni che ogni anno ricordano la strage di Capaci.

Siamo un popolo che reagisce - ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso parlando ai ragazzi dal palco allestito in via Notarbartolo - stiamo seguendo l'insegnamento di Falcone che dopo qualunque colpo si rialzava e diceva: prima o poi riusciranno a capire".

Ma in questa giornata di festa le istituzioni hanno preferito avere un ruolo marginale lasciando la scena ai ragazzi. E loro, gli studenti arrivati da tutta Italia con la Nave della legalità, hanno gridato il loro basta alla criminalità alternandosi sul palco in un improvvisato spettacolo di musiche e poesie. "Mai come adesso - ha osservato il consigliere del Csm Luigi Berlinguer, attivo sostenitore di questa iniziativa - hanno sostituito le parole così bene. La 'joie de vivre' di questi ragazzi è stata più eloquente di mille dichiarazioni". I ragazzi dunque sono stati i veri protagonisti della giornata e Maria Falcone, la sorella del giudice palermitano, ne ha premiati alcuni: i ragazzi di 'Addio pizzo', il comitato antiracket nato a Palermo due anni fa, e gli ormai famosi Ragazzi di Locri, quelli che hanno reagito all'omicidio di Fortugno con il provocatorio invito 'E adesso ammazzateci tutti'.

Confusi tra la folla magistrati del tribunale di Palermo, tra cui Alfredo Morbillo, fratello della moglie di Falcone, Rita Borsellino e don Ciotti, arrivato da Torino per partecipare a questo evento. L'atmosfera di festa si è interrotta soltanto quando, dalla tromba della fanfara della polizia alle 17.58, ora della strage di Capaci, sono uscite le prime note del Silenzio.


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