Nuovo procedimento penale a carico di Andreotti
Perugia. La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Gup del tribunale di Perugia, Claudia Matteini: Il procedimento penale a carico del senatore a vita Giulio Andreotti, per diffamazione aggravata nei confronti del magistrato Mario Almerighi, avrà seguito.La prima udienza si terrà il 31 ottobre prossimo. Annullata pertanto la delibera del Senato della Repubblica del 31 gennaio 2001, secondo la quale Andreotti ha formulato delle opinioni da “Parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni”. Mentre secondo la Consulta, affermare che “Almerighi è un pazzo, dica quello che vuole, mi procura solo divertimento”. Oppure “Magari mi fa un’azione penale, mi farebbe guadagnare forse qualcosa in sede civile”. Secondo la Corte sono dichiarazioni “che oltre a caratterizzarsi per la pesantezza, fanno emergere un interesse tutto personale del senatore verso la vicenda. Interesse estraneo alla funzione parlamentare”. Il tutto risale all’ottobre del 1999, quando Andreotti rilasciò alcune dichiarazioni sul magistrato Almerighi. In particolare lo accusava di aver detto alcune falsità riguardo ad una telefonata intercorsa tra il senatore e l’allora ministro di Grazia e Giustizia, Virginio Rognoni. In questo colloquio telefonico, Andreotti avrebbe pregato il ministro di non procedere nei confronti del giudice Corrado Carnevale, contro il quale era stato presentato un esposto al Csm. Andreotti aveva altresì aggiunto di ritenere particolarmente grave che a rendere dichiarazioni false fosse un magistrato. Al prossimo dibattimento, Mario Almerighi si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Giuseppe Zupo, che spiega “Era giusto celebrare il processo. Non abbiamo intenti punitivi, ma è doveroso restituire dignità ed onore all’uomo ed al magistrato”.
Ribatte Giulia Buongiorno, legale del senatore a vita “parliamo di critiche assolutamente legittime, comunque siamo allenati ad attacchi di ben altro livello”
L’altro difensore di Andreotti, il professor Coppi spiega “Esistono delle sentenze, sulla base delle quali si afferma che le cose sostenute dal dottor Almerighi sono state smentite e contraddette dal ministro Rognoni e dal suo capo di Gabinetto”.
Riccardo Castagneri
