Costituzione incostituzionale e Antimafia mafiosa
Mentre, con rara tempestività, l'Authority blocca gli spot-vergogna di Mediaset sul referendum a tre giorni dal referendum, e mentre molti leader dell'Unione replicano con un efficacissimo "Votiamo No per difendere la Costituzione da Bossi e Berlusconi e poi la riscriviamo con Berlusconi e Bossi", il Venerdì di Repubblica azzecca il miglior manifesto per il No. Foto dell’acuto Calderoli e titolo: "Comprereste una Costituzione usata da quest’uomo?". All’interno, l'album di famiglia dei padri ricostituenti nella baita del Cadore: oltre al Gianduja di Bergamo Alta, svettano il piccolo Nania (An), il medio Pastore (FI), il quasi alto D'Onofrio (Udc) e il molto alto Brancher (FI). E' a questi cinque pensatori rupestri che dobbiamo la controriforma che fa dell'Italia una repubblica dittatoriale di stampo caucasico-bananiero. E che, come scrive Michele Ainis sulla Stampa, è una "legge illeggibile": 8.533 parole, per giunta in sanscrito-ostrogoto, con danni irreparabili non solo alla democrazia, ma anche alla grammatica e alla sintassi. L'articolo 70 dei costituenti veri, quelli del '48, è di 9 parole; quello dei ricostituenti al grappino ne conta 585. Per giunta incomprensibili. Figurarsi gli sforzi intellettuali dei Magnifici Cinque per partorire concetti alati quali "gli enti autonomi hanno iniziativa autonoma", "lo statuto è approvato con legge approvata", "la regione interessata ratifica le intese della regione medesima", "l'espressione del parere che ogni Consiglio può esprimere". Roba da ernia al cervello. Ma, oltrechè con le leggi della lingua, alcuni di loro hanno rapporti conflittuali con le leggi penali. Brancher pagava tangenti al Psi e al Pli e, condannato in primo e secondo grado, l'ha fatta franca in Cassazione per prescrizione e abolizione del falso in bilancio. Nania ha una condanna definitiva per lesioni e una in primo grado per la sua villa abusiva a Barcellona Pozzo di Gotto. Calderoli, a parte i processi per le camicie verdi e le botte alla polizia in via Bellerio, deve ancora spiegare insieme a Brancher i generosi fidi di Fiorani, che derubava i clienti vivi e morti, ma i leghisti e i forzisti li trattava coi guanti. Ora la domanda è: chi eventualmente viola la legge può riscrivere la Costituzione?
Pare un gioco di parole. Ma non lo è. Nei giorni scorsi, in commissione Affari costituzionali, s'è tenuto un appassionante dibattito sul tema: può un imputato di mafia far parte della commissione Antimafia? Già il fatto che qualcuno abbia posto il problema. significa che il no è tutt'altro che scontato. Infatti alla fine è passato il sì. Tenetevi forte, perché questa è strepitosa. Angela Napoli, deputata calabrese di An e persona seria, propone di escludere dall'Antimafia i parlamentari sotto processo per mafia. Orazio Licandro, noto giurista catanese eletto nel Pdci, sgrana gli occhi: "Perché, non sono già esclusi?". Scorre il testo base delle legge istitutiva della nuova commissione Antimafia e scopre che no, non lo sono. Così propone un emendamento ad hoc. Ma il rifondatore comunista Francesco Forgione, che pure in Sicilia ha condotto battaglie solitarie contro mafia & politica, obietta: "Non sarà un affievolimento delle prerogative del parlamentare?". Il ds Luciano Violante, altro antimafia con le stimmate, concorda: "La materia è delicata, meglio lasciarla al buon senso del singolo parlamentare e dei presidenti delle Camere". Il meglio però lo dà Giampiero D'Alia (Udc): "C’è il rischio di creare una disparità inaccettabile: il pericolo è che possa far parte dell’Antimafia un condannato, ad esempio, per falso in bilancio". Si potrebbe stabilire che è escluso qualunque condannato e imputato, ma la soluzione viene scartata a priori: poi si faticherebbe a coprire gli organici. Dunque la proposta non passa: se ne riparlerà martedì in aula. Presto sapremo pure chi è l'imputato di mafia che aspira a far parte dell’Antimafia. Esclusi Provenzano e Messina Denaro, che non sono (almeno per ora) in Parlamento, il cerchio si stringe intorno ai 6 parlamentari indagati o imputati per concorso esterno: Romano (Udc), Malvano, Firrarello, Giudice e Dell'Utri (FI), Cusumano (Udeur). Ora analogo dibattito si accenderà in altre commissioni. Escludere gli imputati di pedofilia dalla commissione Infanzia? Precedente pericoloso. Escludere gli imputati di stupro dalla commissione Pari Opportunità? Allora chiamiamola Dispari Opportunità. Escludere gli evasori fiscali dalla commissione Finanze? Si rischia di favorire gl'imputati di abigeato. Escludere i rapinatori dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza? Attentato alle prerogative parlamentari. Escludere i ladri e i loro avvocati dalla commissione Giustizia? Sarebbe la prima volta, pare brutto.
