In marcia contro tutte le mafie
23.03.2006 - IL SECOLO XIXL'INIZIATIVA
Al corteo organizzato dalla "Casa della Legalità" anche i familiari del giudice Scopelliti,
assassinato a colpi di lupara
IN MARCIA CONTRO TUTTE LE MAFIE
Giovani da Locri a Rivarolo per dire no alla criminalità organizzata
di Enzo Galiano
Trampolieri, mangiafuoco, giullari. Canti, slogan e tamburi. Uno protesta colorata ma ferma. In piazza contro la mafia. I ragazzi di Locri aprono il corteo che, ieri, dalle 15,30 alle 17:30, ha paralizzato il traffico a Rivarolo e spezzato in due la Valpolcevera.
"Vogliamo crescere in una terra libera" è scritto sullo striscione dei giovani calabresi. Circa centocinquanta persone hanno preso parte al "Cammino contro le mafie" organizzato dalla Casa della Legalità e della Cultura. L'iniziativa si è svolta a Rivarolo perchè è qui, in via Piombelli, la sede dell'associazione diretta da Christian Abbondanza e "fondata il 17 dicembre 2004 come luogo di promozione di attività e iniziative della Fondazione Antonino Caponnetto, del Centro Falcone-Borsellino, di liberaMente, di Libera contro le Mafie, Rete del Bottone e di Riferimenti - Coordinamento Antimafia".
Il sacrificio dei magistrati in prima linea nella lotta alle mafie ispira il lavoro della Casa della Legalità che, dopo aver istituito un Osservatorio sulle Mafie, si accinge ad aprire anche sedi a Roma, Firenze e Locri. "Questa di oggi è la continuazione della marcia contro la criminalità organizzata svoltasi ieri (martedì, ndr) a Torino su impulso dell'associazione Libera di Don Luigi Ciotti", spiega Abbondanza: "La Liguria è al primo posto per infiltrazione della 'ndrangheta". A Torino erano in 40.000, a Genova sono 150 ma la forza ideale dei manifestanti è identica. Sfilano don Andrea Gallo "il proibizionismo arricchisce la mafia", il segretario regionale della quercia, Mario Tullo, "la mafia è anche un problema del nord", Patrizia Poselli di Rifondazione, Andrea Agostini di Legambiente. Fanno capolino i candidati DS Roberta Pinotti e Graziano Mazzarello, "Questo diventerà un appuntamento fisso allargato ai ragazzi delle scuole", anticipa il Presidente della Circoscrizione della Valpolcevera, Gianni Crivello, accanto all'assessore alle Istituzioni Scolastiche, Andrea Sassano.
"La mia è anche una testimonianza di una bambina di 7 anni che ha perduto il padre, colpevole di fare il proprio lavoro in una terra difficile". Rosanna Scopelliti, 22 anni, studentessa di lettere all'università La Sapienza di Roma, è in prima fila con i Ragazzi di Locri. La figlia del giudice Antonino Scopelliti, assassinato dalla mafia a colpi di lupara il 9 agosto 1991 in Calabria, si riconosce con entusiasmo nel movimento dei ragazzi di Locri, alla ribalta nazionale dopo l'omicidio del vicepresidente del Consiglio della Regione Calabria, Francesco Fortugno, il 16 ottobre 2005.
"Ammazzateci tutti" è lo slogan che ha fatto accendere i riflettori sulla ribellione dei giovani della Locride. "Ammazzateci tutti" scandiva anche ieri a Rivarolo la variopinta delegazione calabrese composta da una ventina di adolescenti. Sei trampolieri (4 calabresi e 2 teatro scalzo) guidano il corteo, che parte alle 15:30 da via Piombelli e prosegue lungo le strade principali del quartiere: via Canepari, via Jori, via Certosa, via Fillak e ritorno.
Il corteo si ferma Abbondanza scandisce "La presenza dei mafiosi va denunciata alle autorità, da oggi basta silenzio". Qualcuno si affaccia alla finestra, altri escono dai portoni. "Questa zona è ribatezzata Piccola Riesi, per prendere in affitto una casa qui bisogna essere originari di quel paese" dice Abbondanza. Ma, soprattutto, "Da queste parti alcuni mesi fa, è stato visto passeggiare un boss del clan Madonia, latitante". La marcia contro le mafie fa tappa in via Fillak, dove al grido "Ammazzateci tutti", i ragazzi di Locri si sdraiano sulle pedonali. Il corteo devia in via Brin, alle 17:30 circa si scioglie in via Piombelli.
La figlia del Magistrato
SCOPELLITI: "LA NOSTRA VOCE E' L'ANTIDOTO CONTRO L'OMERTA"
di Enzo Galiano
"Il silenzio è il cibo si alimenta la 'ndrangheta e la mafia. Manifestazioni come questa servono a estirpare il cancro della mafia, diffuso al sud ma purtroppo radicato anche al nord". Rosanna Scopelliti, che ieri a partecipato a Rivarolo alla manifestazione contro le mafie dalla Casa della Legalità, ha 22 anni e idee molto chiare: "la mia - continua - è anche la testimonianza di una bambina di 7 anni alla quale hanno ucciso il padre solo perchè voleva svolgere onestamente il proprio lavoro in una terrra difficile". Il giudice Antonino Scopelliti fu assasinato il 9 agosto 1991 a Campo Calabro. La sua colpa: non aveva voluto rinunciare a presiedere il Maxi Processo alle cosche mafiose palermitane istruito da Giovanni Falcone. "Gli offrirono anche dei soldi, ma lui ovviamente non cedette", ricorda la figlia di Scopelliti, studentessa di Lettere all'Università La Sapienza di Roma. Nella capitale Rosanna ha sempre vissuto con la famiglia, originaria di Campo Calabro. "E pensare che mio padre in Calabria si sentiva al sicuro". Invece il magistrato trova la morte proprio nel suo paese, dove era in vacanza con la famiglia. Una tragedia che ha segnato la vita di Rosanna: "Non so ancora cosa farò dopo la laurea, di certo proseguirò nel mio impegno per diffondere la cultura della legalità. Soprattutto tra i giovani che sono il futuro". Rosanna Scopelliti sarà la responsabile della nuova Casa della Legalità di Roma: non abbiamo ancora una sede, ma sono certa che la troveremo". La voglia del cambiamento e la passione civile dei ragazzi di Locri hanno conquistato Rosanna: "Manifestare uniti è l'arma per combatere l'omertà". I ragazzi di Locri invitati ieri dalla Casa della Legalità per la marcia contro le Mafie a Rivarolo sono stati ospitati nella locale parrocchia del Santissimo Nome del Gesù in via Pongoli. Molti di loro fanno parte della cooperativa di animazione "la Gurfata", creata con i finanziamenti statali per le aree ad altra concentrazione mafiosa. "Anche a Locri siamo sostenuti dal mondo laico e cattolico senza riserve" dice Luca Maiolo, 17 anni, di Stignano, piccolo paese della Locride. Più pessimista è Patrizia Prestia, responsabile della cooperativa sociale Mistja, da cui è nata "la Gurfata" attiva a Locri: "La nostra attività è ignorata dalle Istituzioni".
