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Per gli investimenti in Liguria, Toscana e Romagna soldi dall'Est

18.01.2006 – la Repubblica

IL RETROSCENA
Per gli investimenti in Liguria, Toscana e Romagna il banchiere utilizzò capitali provenienti dall´Est
Spuntano misteriosi finanzieri russi negli affari immobiliari di Fiorani. La testimonianza di un intermediario romagnolo: "Con Lodi c´erano uomini d´affari dell´Est, con molti soldi"

Il braccio destro del banchiere Aldino Quartieri tentò anche di acquistare il Grand Hotel di Rimini, ma l´operazione sfumò

di MARCO PREVE

GENOVA - Le mille avventure di Fiorani. Adesso spun-ta la pista russa: affari immobiliari con i potenti finanzieri russi e ucraini, anche una trattativa per il Grand Hotel di Rimini. Sì, quello di Fellini. E poi progetti edilizi da cento milioni di euro in Liguria e voli in elicottero con il mini-stro alle Attività Produttive, Claudio Scajola.
Lo snodo delle attività immobiliari, secondo gli investi-gatori, sarebbe Aldino Quartieri. Attraverso il suo fido commercialista, l´ex patron della Bpi avrebbe controlla-to le sorti di decine di operazioni immobiliari in mezza Italia: a Lodi, ma anche in Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Da mesi gli inquirenti cercano il bandolo della matassa, perché attraverso gli affari immobiliari Fiorani avrebbe smaltito guadagni accumulati in modi non pro-prio leciti. Adesso uno degli intermediari svela il retro-scena di questi affari segreti e parla di «finanzieri russi» che avrebbero coperto le spalle a Lodi. L´uomo si chiama Piergiovanni Mazzucco, un riminese che am-mette qualche vecchio guaio con la giustizia e sostiene di avere «un´avviata professione di intermediario ramo immobiliare». Il suo nome sarebbe spuntato da una de-nuncia di cui si occupa il pm genovese Sergio Merlo e che sta aprendo un nuovo fronte di indagine (dopo Mi-lano, Roma e Lodi) anche nel capoluogo ligure. Un´inchiesta nata per una questione di minacce nei confronti di due architetti genovesi, Daniele Bianco e Gerolamo Valle, entrati in rotta di collisione con Fiorani e i suoi. «Era il 2004 - racconta Mazzucco - incontrai Quartieri e Fiorani in banca a Lodi. Mi chiesero di me-diare, senza pressioni, per il progetto sull´ex area Ital-cementi di Imperia. Un mega-progetto da cento milio-ni». La questione stava a cuore a Fiorani che nell´autunno 2003, per un sopralluogo, sorvolò la città in elicottero insieme con il ministro Claudio Scajola e con il costruttore Ignazio Bellavista Caltagirone, quest´ultimo indagato per Antonveneta e attualmente impegnato nella realizzazione del nuovo porto turistico della città rivierasca.
Non solo. Per sostenere quell´investimento milionario sarebbero arrivati milioni di rubli, il che apre nuove pro-spettive all´inchiesta che potrebbero portare lontano. Evidenziare rapporti con la finanza dei paesi dell´Est. Due i vantaggi: ampia disponibilità economica e pochi controlli sulla provenienza del denaro. «Sì, c´erano de-gli uomini d´affari russi - racconta Mazzucco - gente se-ria con parecchi soldi. Parteciparono a diversi incontri, perché a Imperia volevano costruire un centro commer-ciale. Erano convinti, ma quando sono sorti tutti quei problemi hanno mollato». I problemi erano legati al rifiu-to dei due architetti di modificare le volumetrie del pro-getto. Una decisione che avrebbe sottoposto i due pro-fessionisti a molte pressioni. Da quelle soft di ex espo-nenti del Pci come Angelo Tromboni e di Andrea Billè (figlio dell´ex presidente della Confcommercio) ad altre decisamente più "rudi", una serie di telefonate dalla Si-cilia provenienti da utenze di soggetti indagati per ma-fia. Personaggi che, secondo gli investigatori, avrebbe-ro avuto contatti telefonici con società della Bpi. Un´altra pista, fili che legano Lodi con l´Est europeo e con ambienti in odore di criminalità organizzata.
La procura di Genova ha già accertato gli stretti rapporti tra Mazzucco, Quartieri e i russi. A tirare le fila degli af-fari potrebbe essere stato un commercialista milanese amico di Quartieri e noto per i suoi contatti con società dell´Est. Spunta così la storia del Grand Hotel di Rimini. Come scrive anche L´Espresso, Quartieri tentò di ac-quistare attraverso due mediatori l´Hotel di Amarcord. Racconta Mazzucco: «Io ero uno degli intermediari. Quartieri parlando dell´affare mi fece vedere un muc-chio di carte, come se ce l´avesse già in pugno. Ma an-dò tutto in fumo perché quelli chiedevano 130 milioni. Troppi». La Advance Hotel , società proprietaria, dichia-ra: «Mai avuto rapporti con la banca di Lodi». A parte un fido da 1,8 milioni di euro con l´istituto di Fiorani. Niente, però, di illecito o sospetto.

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