Politica e massoneria, intrigo sul Melograno
Terremoto giudiziario L'imprenditrice Settimia Castagna parla al telefono e svela che al Comune di Parghelia si preparava una crisi
Politica e massoneria, intrigo sul Melograno
Dalle intercettazioni anche inutili tentativi per arrivare al procuratore Laudonio
di Nicola Lopreiato
Ultimati gli interrogatori di garanzia da parte del gip, i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Salerno hanno impresso una forte accelerata all'inchiesta Dinasty 2. Da due giorni, infatti, è in atto una raffica di interrogatori da parte dei pm e degli agenti della squadra Mobile, che agiscono sotto il coordinamento del dirigente Rodolfo Ruperti. Ieri sono stati sentiti alcuni avvocati e dipendenti del Tribunale. Non solo indagati ma anche persone informate sui fatti.
Obiettivo degli investigatori è quello di fare luce su altri filoni aperti nel corso dell'inchiesta che ha visto al centro delle indagini una complessa trama di rapporti corruttivi che sarebbe stata ordita dal giudice Patrizia Pasquin, presidente della sezione civile del Tribunale. Funzionali al suo progetto anche imprenditori, avvocati, politici, e liberi professionisti nei confronti dei quali i magistrati della Distrettuale hanno chiesto e ottenuto dal gip misure restrittive.
E mentre gli interrogatori investigativi vanno avanti a ritmo serrato, dall'inchiesta, che ha provocato una vera e propria bufera giudiziaria, emergono ulteriori particolari. In primo piano sempre le intercettazioni telefoniche. Ed è proprio da un colloquio tra Settimia Castagna e Teresa Callà che emergono altri particolari. Quest'ultima "incalzata" dalla Castagna dice che in Italia esistono tantissime logge massoniche, ma che a Vibo ce ne sono 4 o 5, indipendenti l'una dall'altra, «la più grossa e la più potente è quella con avvocati e magistrati e un ingegnere di cui non ricordo il cognome...». Ed a proposito di massoneria l'amica di Settimia Castagna aggiunge che alla Procura di Catanzaro c'è «un altro massone di m... e che il sindaco di prima era massone».
Altra conversazione che è entrata a far parte dell'inchiesta riguarda la conversazione tra Settimia Castagna e la sorella Mirella. L'imprenditrice racconta di un acceso diverbio tra il sindaco di Parghelia e il geometra dell'ufficio tecnico Achille Sganga per la realizzazione di un parcheggio. A tal proposito Settimia Castagna (e siamo ad un intercettazione del 4 marzo dello scorso anno) annunciava che avrebbe cominciato a lavorare per fare cadere l'amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Calzona. La stessa aggiungeva nel corso del colloquio che il giudice Pasquin si stava attivando con l'avvocato Michele Accorinti a farlo passare nella Margherita. Un'operazione politica di questo tipo, secondo quanto ipotizzava la Castagna, sarebbe stata utile per fare saltare la coalizione e fare cadere il sindaco. Al punto che l'imprenditrice così commentava, riferendosi all'amministrazione comunale di Parghelia: «Ora i giochi diplomatici sono terminati, si entra in guerra» Settimia, infatti, temendo delle ripercussioni sui lavori che dovevano iniziare per la realizzazione del complesso turistico Melograno Village che doveva sorgere sul litorale di Parghelia. Il complesso, infatti, dovrebbe essere realizzato entro il 2007, se entro questo termine non dovesse essere realizzato la società dovrebbe pagare una penale del 10% sull'importo ammesso a finanziamento. Da qui una serie di timori, primo fra tutti una ipotetica inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia sul Melograno Village e la smania di avvicinare il procuratore Alfredo Laudonio tramite un certo Rocco. Avvicinamento che viene in più occasioni sconsigliato alla Castagna perché avrebbe potuto sortire l'effetto contrario.
Settimia, da quanto emerge dalle indagini, in un colloquio con tale Rachele diceva di essere a conoscenza delle indagini della Procura di Salerno nei confronti della Pasquin ma era convinta che si trattava di indagini scaturite dalle denunce dell'avvocato Francesco Tassone dall'accanimento della Massoneria nei confronti del giudice.
