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Due uomini carbonizzati ritrovati nel catanzarese


I cadaveri carbonizzati di due uomini ritrovati nel catanzarese. Uno dei due era un latitante. Si tratta di un omicidio mafioso. Indagini alla DDA

20/11 Aveva scelto una zona isolata circondata dai boschi della Presila catanzarese per nascondersi Massimiliano Falcone, il latitante di 32 anni di Roccelletta di Borgia, che non e' riuscito pero' a sfuggire ai killer che lo hanno raggiunto e ucciso assieme al cugino Davide Iannoccari, di 24, di Catanzaro. I due sono stati prima raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco, molto probabilmente una pistola semiautomatica come testimoniato dai fori d' entrata dei proiettili, e poi dati alle fiamme lungo un viottolo adiacente alla strada provinciale che da Catanzaro conduce nell' altopiano silano, in territorio del comune di Sorbo San Basile. A scoprire i due cadaveri sono stati, nella mattinata di oggi, alcuni operai idraulico forestali impegnati in un cantiere della zona. Sono stati loro a dare l' allarme ai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Catanzaro che sono immediatamente giunti sul posto ed hanno effettuato i primi rilievi. L' inchiesta, affidata in un primo tempo al magistrato di turno Andreana Ambrosini, e' stata assegnata al sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese, Mariacarla Sacco. All' identita' dei due uccisi - a cui si e' arrivati con una certa difficolta' per il fatto che i lineamenti erano stati sfigurati dalle fiamme secondo un rituale tipicamente mafioso - si e' giunti grazie al ritrovamento di alcuni oggetti in oro e ad alcuni documenti che portavano addosso. Ulteriori particolari sulle modalita' del delitto, potranno emergere dagli esiti dell' esame autoptico che verra' eseguito nei prossimi giorni. Ricercato da tempo per un tentato omicidio Falcone, ritenuto esponente non di secondo piano della criminalita' del catanzarese e legato alle cosche della fascia ionica, si ritiene si nascondesse nella zona di montagna dove con tutta probabilita', per tutto il periodo della sua latitanza, era assistito dal cugino, anche lui con qualche precedente ma non di grande peso. La latitanza di Falcone, destinatario di un provvedimento di sorveglianza speciale, si protraeva ormai da diversi anni. L' uomo era stato arrestato per un duplice tentato omicidio avvenuto il 24 luglio del 2000 nella zona di San Floro.


Le vittime conoscevano gli assassini

20/11 Sono stati trovati lungo un viottolo che dalla strada provinciale per la Sila conduce in un bosco i due cadaveri carbonizzati scoperti stamattina da alcuni operai idraulico forestali in una zona isolata del comune di Sorbo San Basile. Sui cadaveri sono stati rilevati alcuni fori di entrata di proiettili di calibro non ancora accertato. Nelle vicinanze del luogo del delitto non è stata trovata alcuna automobile. L'ipotesi che viene presa in considerazione dagli investigatori è che i due sconosciuti conoscessero le persone che li hanno uccisi perché sono arrivati insieme a loro sul posto in cui è accaduto il duplice omicidio.


Indagine assegnata alla DDA di Catanzaro

20/11 E' stata assegnata alla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro l' indagine sul duplice omicidio di Sorbo San Basile. Ad occuparsi dell' inchiesta sara' il sostituto procuratore Mariacarla Sacco. Secondo quanto emerso dalle prime indagini il latitante Massimiliano Falcone, che aveva 32 anni, era originario di Roccelletta di Borgia, mentre Iannoccari aveva 24 anni ed era di Catanzaro. I due erano cugini. Gli inquirenti non escludono che Falcone si nascondesse nella zona dove e' stato raggiunto dagli assassini assieme a Iannoccari che potrebbe avere assistito il parente in questo periodo di latitanza. Secondo le risultanze dei primi rilievi, e a giudicare dai fori sui cadaveri, a sparare contro i due potrebbe essere stata una pistola semiautomatica.

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