Panoramica su corruzione e illegalità "istituzionale" in Calabria
PANORAMICA
(da Nuova Cosenza – quotidiano on line)
sulla corruzione e l’illegalità “istituzionale” in Calabria
(solo dalle ultime settimane, pur se 22 Consiglierei Regionali -su 50- meritano maggiore attenzione…ci penseremo!)
Il capogruppo dei DL, Sculco, accusato di concussione. Chiesta la condanna
09/11 La condanna ad otto anni di reclusione è stata chiesta dal pm, Pier Paolo Bruni, per Enzo Sculco, attuale capogruppo della Margherita al Consiglio regionale della Calabria. Sculco è imputato nel processo che si sta celebrando davanti ai giudici del Tribunale di Crotone per presunti illeciti che sarebbero stati commessi quando era vice presidente della Giunta provinciale crotonese nell' amministrazione allora presieduta da Carmine Talarico, anche lui imputato nel procedimento. Per il pm, la cui requisitoria è durata sei ore, Sculco sarebbe responsabile dei reati di frode in pubbliche forniture, truffa, finanziamento illecito dei partiti, falso ideologico, estorsione, corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio. Il pm ha chiesto anche la condanna a due anni di reclusione per Talarico, in continuazione con la precedente condanna a 3 anni e 8 mesi inflittagli lo scorso 10 ottobre dallo stesso Tribunale. I reati contestati a Talarico sono quelli di concussione, minacce, frode in pubbliche forniture, truffa e falso. Per tutti gli altri 15 imputati nel processo il pubblico ministero ha chiesto la condanna a pene variabili da uno a tre anni di reclusione. La sentenza dovrebbe essere emessa il prossimo 30 novembre.
Tesi sotto inchiesta: Indagati i Sindaci di Cosenza e Rende e due consiglieri regionali. Coinvolti altri 17 amministratori.
31/10 Finanziamenti ed appalti nei settori dell'informatica e dell'ambiente: sono questi i filoni dell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che ha portato all'emissione di 21 informazioni di garanzia in cui vengono ipotizzati i reati di associazione per delinquere e truffa. L'inchiesta, di cui e' titolare il sostituto procuratore Luigi de Magistris, riguarda le attivita' della Tesi, societa' mista pubblica-privata operante nel settore informatico ed ambientale, la cui gestione ha visto coinvolti, trasversalmente, esponenti del centrosinistra e del centrodestra. Ad erogare i finanziamenti sulla gestione dei quali vengono ipotizzati illeciti, che sarebbero stati commessi tra le fine degli anni '90 ed il periodo attuale, sono stati l'Unione europea, lo Stato e la Regione Calabria, che figurano nell'inchiesta, dunque, come parti lese.
Tra gli indagati, tutti coinvolti nell'inchiesta per il ruolo che hanno svolto nelle attivita' della Tesi, ci sono due consiglieri regionali della Calabria, Antonio Acri, dei Ds, ex presidente della Provincia di Cosenza, e Mario Maiolo, della Margherita; i sindaci di Cosenza, Salvatore Perugini, della Margherita, e di Rende, Umberto Bernaudo; Mario Bozzo, ex consigliere comunale di Cosenza ed attuale presidente della Fondazione Carical; Michelangelo Spataro, capogruppo dell'Udeur nel Consiglio comunale di Cosenza; Michele Montagnese, presidente dell'Asi di Vibo Valentia, esponente del centrodestra, e Luciano Vigna, ex commissario della Federazione di Cosenza di Alleanza nazionale. L'inchiesta riguarda gli appalti ottenuti dalla Tesi nel settore informatico, per quanto riguarda la Regione Calabria, e dall'Ufficio del Commissario per l'emergenza ambientale. Milioni di euro sull'utilizzo dei quali il sostituto procuratore Luigi de Magistris vuole verderci chiaro, ipotizzando illeciti riguardanti l'effettiva utilizzazione delle somme per i fini cui erano destinate. A dare notizia dell'emissione delle informazioni di garanzia sono stati, con due distinte dichiarazioni, i sindaci Perugini e Bernaudo. L’inchiesta nasce dagli sviluppi di quella sull’ambiente denominata Poseidone e che, probabilmente, intreccia l’attività di Tesi che a questo punto è passata sotto il setaccio del PM che ha svolto le indagini.
Avviso di Garanzia a Perugini "Un avviso ingiusto"
31/10 Il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, ha ricevuto oggi un avviso di garanzia. Lo ha reso noto lo stesso Perugini in un comunicato nel quale afferma che "dalla lettura dell'avviso, generico e senza precise contestazioni, reputo si tratti dell'indagine che il dott. De Magistris sta compiendo sulla società Tesi Spa". Sull'attività della Tesi, una società informatica, è in corso un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro coordinata dal sostituto Luigi De Magistris. "In questa società, su designazione congiunta della Provincia di Cosenza, del Comune di Rende e del Comune di Cosenza che ne sono soci - ha aggiunto Perugini - ho ricoperto la carica di membro del Consiglio di sorveglianza dal mese di gennaio 2005 al giugno 2006, epoca in cui ho rassegnato le dimissioni per essere stato eletto Sindaco di Cosenza. In questo brevissimo periodo ho partecipato ai lavori di non tutti i Consigli di sorveglianza, che tra l'altro non ha compiti e funzioni dirette di gestione, bensì di controllo e indirizzo. Questa, e unicamente questa, è l'attività che ho svolto all'interno della società, in rappresentanza degli enti locali, finalizzata alla salvaguardia dei livelli occupazionali". "Da qualche mese - ha sostenuto Perugini - sono sindaco della città di Cosenza per un suffragio popolare democraticamente ricevuto ed ho improntato, insieme alla Giunta ed al Consiglio, l' azione amministrativa all' insegna del rapporto dialogante con i cittadini, della corretta informazione, della pratica quotidiana dei principi di legalità e trasparenza dell' attività dell' Ente locale". "Ecco perché - ha aggiunto - intendo far conoscere ai cosentini che oggi, assai inaspettatamente, ho ricevuto la notifica di una informazione di garanzia che mi vede oggetto di indagine giudiziaria".
"Sono assolutamente estraneo ai fatti oggetto dell'indagine". A sostenerlo è stato il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, raggiunto oggi da un'informazione di garanzia nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sulla società informatica Tesi. "S'impongono, allo stato - ha sostenuto Perugini in una dichiarazione - due valutazioni. La prima sul piano giudiziario: pur se profondamente colpito e amareggiato, perché convinto di avere bene e correttamente operato, e conoscendo il significato e la funzione dell' informazione di garanzia, ho provveduto a nominare l'avvocato di mia fiducia che chiederà immediatamente al giudice di sentirmi al fine di rappresentare le ragioni di ogni mia assoluta estraneità rispetto ai fatti oggetto dell' indagine e per consentire l' adozione di consequenziali e tempestivi provvedimenti". "La seconda - ha proseguito Perugini - sul piano politico-istituzionale: pur avvertendo gravissimo disagio e profonda amarezza, mi sento ulteriormente responsabilizzato ed impegnato a condurre azioni politico-amministrative nel rispetto delle istituzioni, delle leggi, nel perseguimento dell' interesse esclusivamente pubblico e collettivo. Ciò nella linea proposta agli elettori di Cosenza e da questi condivisa e votata. Mi tranquillizza la serenità della mia coscienza e la storia del mio impegno politico e personale, reputando ingiusta anche la semplice notifica di una informazione di garanzia".
Bernaudo “Attendo che la Magistratura faccia il suo lavoro”
31/10 "Pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione riguardo la vicenda Tesi, potrei essere destinatario di un avviso di garanzia, in relazione alla mia partecipazione al Cda della società nell'anno 2001". A sostenerlo, in una dichiarazione, è stato il sindaco di Rende, Umberto Bernaudo. "Ovviamente - ha aggiunto - ripongo la mia più totale fiducia verso l'operato della magistratura, anche se la mia breve partecipazione al Cda di TESI si è caratterizzata, né poteva essere diversamente, per l'impegno profuso nella difesa degli interessi del Comune di Rende che rappresentavo e di quelli dei dipendenti con i quali mi sono sempre rapportato per avere il polso della situazione che, già all'epoca, era molto preoccupante". "Devo solo aggiungere - ha sostenuto Bernaudo - che ho rassegnato le mie dimissioni, dopo aver constatato l'impossibilità di concretizzare l'obiettivo di una stabilità finanziaria della società che consentisse di mantenere i livelli occupazionali raggiunti e salvaguardare le professionalità faticosamente riconquistate dopo il fallimento del Crai. Non credo che la brevità del periodo e l'azione svolta possa far pensare ad ipotesi di reato cosi gravi, ma attendo che la magistratura faccia il suo lavoro e mi consenta di chiarire il ruolo svolto"
Indagati due consiglieri regionali. 21 le persone coinvolte
31/10 Sono complessivamente 21 le informazioni di garanzia emesse dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi de Magistris, nell'ambito dell'inchiesta sulla Tesi, società mista pubblico-privata che opera nel settore informatico ed ambientale. Tra gli indagati, tutti coinvolti nell'inchiesta per i ruoli che hanno svolto a vario titolo nelle attività della Tesi, ci sono anche due consiglieri regionali della Calabria, Antonio Acri, di 64 anni, dei Ds, ex presidente della provincia di Cosenza, e Mario Maiolo, di 43, della Margherita. Il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, è indagato nella qualità di ex componente del Consiglio di sorveglianza della Tesi. Ha trovato conferma, inoltre, che nell'inchiesta è indagato anche il sindaco di Rende, Umberto Bernaudo, ex componente del Consiglio d'amministrazione della Tesi. Nei confronti delle 21 persone coinvolte nell'inchiesta vengono ipotizzati i reati di associazione per delinquere e truffa in merito alla concessione ed all'utilizzo da parte della Tesi di finanziamenti erogati dall'Unione europea, dallo Stato e dalla Regione Calabria che figurano nell'inchiesta, dunque, come parte lesa. L'indagine riguarda fatti compresi tra la fine degli anni '90 ed il periodo attuale. L'inchiesta ha come oggetto anche gli appalti ottenuti dalla Tesi nel settore informatico, per quanto riguarda la Regione Calabria, e dall'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale. Tra gli indagati anche Mario Bozzo, di 67 anni, ex consigliere comunale di Cosenza ed attuale presidente della Fondazione Carical; Michelangelo Spataro (47), capogruppo dell'Udeur nel Consiglio comunale di Cosenza; Michele Montagnese (61), presidente dell'Asi di Vibo Valentia, e Luciano Vigna (34), ex commissario della Federazione di Cosenza di An. Gli altri indagati sono Francesco Capocasale (51), Filomeno Pometti (71), Pasquale Citrigno (51), Renato Pastore (62), Antonio Gargano (67), Pietro Macrì (42), Lucio Sconza (61), Ennio Lucarelli (67), Giorgio Sganga (63), Mario Mirabelli (40), Mario Gimigliano (72), Mariano Gallucci (81), Nicola Costantino (41).
