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Sanità, Leone stimola la Conferenza dei sindaci

Locri - L'assessore alla Salute fautore di una gestione solidale

Sanità, Leone stimola la Conferenza dei sindaci

«Il campanilismo può essere solo deleterio. Rischio di un aumento della sfiducia»

di Antonio Condò

C'è il serio rischio, anzi, secondo alcuni sta purtroppo diventando ogni giorno di più "certezza", che negli abitanti, negli utenti, nei pazienti della Locride possa affievolirsi sempre più la fiducia nelle istituzioni sanitarie e nei servizi che la sanità riesce ad offrire. Ad accelerare, aumentandola, la parabola discendente è il martellante susseguirsi di notizie che, con cadenza settimanale, da alcuni mesi a questa parte non dipinge certo a tinte allegre il quadro prepotentemente presentatosi agli occhi dell'opinione pubblica soprattutto dopo lo scioglimento dell'As n.9 di Locri, «dove sono state riscontrate - si legge nella nota stampa ufficiale del Consiglio dei Ministri n .53 del 27.4.2006 - forme d'ingerenza da parte della criminalità organizzata».

Lo scioglimento dell'Azienda, come si ricorderà, è stato deciso con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Capo del Governo e su deliberazione del Consiglio dei Ministri del 27 aprile scorso a seguito delle verifiche effettuate dalla Commissione d'accesso nominata dall'allora Ministero dell'Interno, Giuseppe Pisanu, su richiesta del prefetto Luigi De Sena, all'indomani dell'omicidio del vice presidente del consiglio regionale, Franco Fortugno.

«Aspetti specifici, ben delineati che non avrebbero certo dovuto condizionare, se non addirittura infangare, l'attività che quotidianamente - da anni - centinaia di operatori sanitari, medici e paramedici, ma anche personale amministrativo ed ausiliario, portano avanti con zelo e professionalità, nell'esclusivo interesse collettivo», dicono oggi tantissimi "osservatori" ed addetti ai lavori. Certo è che tra incertezze ed altalene politico-istituzionali, "giochi strategici" e decisioni non sempre convincenti, tra notizie shoccanti ed un'offerta sanitaria giocoforza claudicante, si avverte un calo generalizzato (non sempre giustificato) della fiducia del cittadino verso la Sanità della Locride.

Va bene, ci dice, qualcuno, c'è, o c'è stato, del marcio ma perché lasciarsi sfuggire i reali obiettivi di concretezza? Da qualche parte si dovrà pur ripartire senza penalizzare chi, invece, andrebbe premiato per avere prodotto sia in termini qualitativi che quantitativi. L'As 9 è un'Azienda territoriale che deve coesistere in un regime di gestione solidale che veda finalmente il "cittadino-paziente" unico e vero attore protagonista.

Una sintesi, questa, di riflessioni, di considerazioni raccolte per strada tra quanti, esperti o meno, osservatori o addetti ai lavori, temono che d'una situazione contingente, certamente poco felice, possano approfittare i soliti detrattori (non sempre disinteressati) con conseguenze inimmaginabili per le quali a farne le spese sarebbe sempre e solo lui: il cittadino!

«Sono seriamente preoccupato per la situazione che s'è venuta a creare e sono altrettanto deluso per le risposte, che almeno fino ad ora, hanno dato, o non sono riuscite a dare, le istituzioni regionali ed i vari organismi dirigenziali da esse fin qui espressi», dice al nostro giornale Piero Emilio Leone, assessore alla salute del Comune di Locri nella giunta guidata dal sindaco, Francesco Macrì. Leone è quel che si dice "l'uomo giusto al posto giusto" considerata la sua pluriennale esperienza quale dipendente dell'As di Locri. «Nessuno ha la bacchetta magica, ma durante i vari incontri istituzionali avuti ho trovato disponibilità e comprensione», dice a proposito della Commissione straordinaria attualmente alla guida dell'Azienda dopo lo scioglimento deciso dal Governo. «Qui - aggiunge - bisogna fare i conti con mali che si trascinano da oltre un decennio; non sarà facile porvi rimedio in pochi mesi».

A proposito dell'Atto aziendale recentemente varato (il documento finora ha accumulato solo totali dissensi, ndc) l'assessore Leone precisa di non voler fare «distinzione tra Locri, Siderno, Gerace, i tre centri sede di stabilimenti ospedalieri (per Gerace, struttura mai entrata in funzione, auspica la lungodegenza, ndc). Credo solo, precisa, che in questi casi il campanilismo sia solo deleterio e che la sanità non debba mai essere mischiata alla politica». Leone si dice preoccupato per il «calo di ricoveri e di domanda di sanità malgrado vi siano utenti desiderosi di restare qui, anche perché a volte - aggiunge con amarezza - sono costretti a prestarsi il denaro per ricoverarsi, o ricoverare un congiunto, fuori regione». L'assessore è convinto che questo dipenda pure dalla mancata copertura di tantissimi posti di primario (pare che per 8 Unità Operative sia prossima la soluzione) e non nasconde che vorrebbe «vedere più unita la Conferenza dei sindaci. Le aspettative sono tante - conclude - perché deludere?».

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