Scoperta a Mileto un'armeria della 'ndrangheta
L'arsenale tra Comparni e San Giovanni
Scoperta a Mileto un'armeria della 'ndrangheta
di Marialucia Conistabile
Vibo Valentia
Tre giorni di ricerche. Passo dopo passo tra cespugli e rovi, nelle campagne fra Comparni e San Giovanni di Mileto. Zone impervie e per questo sicure, ideali per nascondere lupare, esplosivo e bombe; kalashnikov e munizioni d'ogni tipo.
Disseminato in un'area di circa venti chilometri quadrati, stipato in tubi di plastica e capaci contenitori, è stato trovato dai carabinieri un arsenale. Il fiuto di Bolman, pastore tedesco dell'Unità cinofila del Goc, non ha fallito. È stato lui, infatti, a portare i militari nei posti giusti, dell'armeria della 'ndrangheta, dove c'erano fucili a canne mozze, calibro 12 e mitragliatori; serbatoi e caricatori; oltre 400 munizioni di vario calibro, di cui 130 per il kalashnikov, 40 chilogrammi di polvere pirica e bombe d'ogni foggia. Un campionario molto vario questo che, dai classici ordigni a miccia lunga di oltre mezzo chilo l'uno, spaziava a bombe di minore peso fino ai classici "petardi" in grado però di fare parecchi danni e rumore e di trasformarsi in armi letali con l'aggiunta di chiodi o pallini.
Complessivamente di ordigni ne sono stati rinvenuti oltre 500 di alto e medio potenziale, mentre si perde il conto dei petardi. Insomma una santabarbara in piena regola, ma anche una sorta di self-service di piombo ed esplosivi nella disponibilità del braccio armato della "locale" del posto. E tra Comparni e San Giovanni, compreso Mileto, un solo nome conta: quello di Pasquale Pititto, fedelissimo dei Mancuso di Limbadi, e capo indiscusso del gruppo Pititto-Prostamo-Iannello.
Sul materiale sequestrato i carabinieri – l'operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Vibo, al comando del cap. Giuseppe Mazzullo, della stazione di Mileto, dei Cacciatori e dell'8. Elinucleo – hanno disposto una serie di accertamenti per verificare se sia stato utilizzato in azioni di fuoco
