Lombardi: lo Stato non ha dimenticato la Calabria
Secondo il Procuratore capo della dda «la prova è la presenza qui adesso di Piero Grasso e di Giampaolo Ganzer»
Lombardi: lo Stato non ha dimenticato la Calabria
COSENZA – «Lo Stato non è latitante, non si è dimenticato della Calabria. Lo dimostra la presenza qui stamattina del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e del comandante dei Ros il colonnello Giampaolo Ganzer. Ma soprattutto lo dimostra l'operazione messa in campo». Il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Mariano Lombardi, ha sottolineato l'impegno delle massime autorità del Paese al fianco della Calabria nella lotta alla malavità. Ed ha aggiunto: «Certo non si può sempre vincere. Ma l'importante è essere presente. E lo Stato è presente. Ci sono sentenze di taglio negativo per l'accusa? Se la battaglia si perde si è combattuta male. I processi chiusi negativamente per l'accusa evidentemente sono stati impostati e condotti male. Ma c'è la volontà di riaprirli, sino a quando le sentenze non saranno definitive».
Sulla necessità di poggiare le inchieste su basi più che solide è intervenuto anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: «Bisogna dare concretezza a queste operazioni perché devono reggere all'esame dei giudici. Altrimenti il pericolo è che siano dei boomerang perché gli imputati tornano più forti di prima proprio per le assoluzioni. Riprendono in mano il potere e abbiamo visto che parecchi di queste assoluzioni e scarcerazioni hanno provocato l'inizio di ulteriori scontri e guerre di mafie». Il numero uno dell'Antimafia ha poi parlato della criminalità nomade, che a Cosenza e nel Cosentino è radicata e pericolosa: «Il metodo di tipo mafioso viene mutuato da altri tipi di organizzazioni criminali, che si alleano e vengono utilizzate per fare attività sporca mentre gli altri fanno gli affari». Sul caso Fortugno Grasso si è trincerato dietro un impenetrabile no comment: «Le indagini sono in corso e non posso parlare delle indagini in corso».
La probabilità di rilanciare le tesi dell'accusa dopo alcune clamorose assoluzioni delle ultime settimane è stata sottolineata anche dal procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Emilio Ledonne: «Vedremo se ci sarà lo spazio per ulteriori impugnazioni. Ma a mio parere è necessaria un'ulteriore verifica, non fermandosi al giudizio di primo grado che va comunque rispetto». Il procuratore Piero Grasso ha poi messo l'accento sull'importanza dell'operazione "Missing" quale simbolo di una Giustizia che non dimentica: «Non ci sono omicidi e delitti archiviati sui quali non si lavora più. Appena ci sono spunti investigativi si riprendono le indagini e si continua. Un altro elemento importante è che i killer di un tempo con il passare del tempo, anche a causa delle reciproche eliminazioni all'interno dei gruppi, sono diventati capi e reggenti attuali delle cosche».
Il procuratore aggiunto della Dda catanzarese, Mario Spagnuolo, ha tra l'altro sottolineato il ruolo cruciale avuto nel supporto logistico alle indagini dal prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena: «Il suo intervento è stato funzionale nella fase logistica. Che non è assolutamente secondaria perché non è possibile avere a che fare con una mole di documenti come quelli dell'inchiesta "Missing" senza avere alle spalle un'adeguata struttura logistica. Il prefetto De Sena è stato assolutamente sensibile di fronte alle nostre esigenze e ci ha messo a disposizione una serie di elementi fondamentali. A cominciare da esperti di software per l'acquisizione informatica dei documenti».
Il colonello dei Ros Giampaolo Ganzer ha sottolineato il ruolo cruciale avuto nell'inchiesta dai collaboratori di giustizia: «Sono stati fondamentali e hanno costituito la base su cui verificare sia con dei riscontri tradizionali che con attività tecniche sul territorio, acquisizioni a volte datate ma che hanno trovato conferma nell'attualità».
Il vice ministro dell'Interno Marco Minniti ha commentato il blitz antimafia sottolineando come «da Cosenza arriva la conferma che pur in una situazione complessa lo Stato non sta lesinando sforzo alcuno nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Ai magistrati, agli uomini del Ros, dell'Arma dei Carabinieri di Cosenza e a tutte le forze di Polizia quotidianamente impegnate in questa offensiva – ha concluso – va il plauso del Governo e mio personale». Il vice presidente dell'Antimafia Angela Napoli ha parlato di «un energico colpo dello Stato alla criminalità non solo per avere messo mano alle alte cupole dell'organizzazione criminale, ma soprattutto per avere dato, alle vittime dei reati e alla Calabria onesta, una forte risposta su tanti delitti commessi nell'ultimo trentennio».
L'ex sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli ha commentato la "Missing" dichiarando che «ricostruendo anni di efferati delitti perpetrati dalle cosche e colpendo i capi della 'ndrangheta, dimostra che quando c'è la volontà di raggiungere determinati obiettivi i risultati si ottengono come quello messo a segno oggi. È una riposta questa ai tanti calabresi che invocano a gran voce giustizia sui delitti di mafia e non solo».
Il senatore dell'Ulivo Nicola Latorre ha parlato d «una bella giornata per la Calabria e il Mezzogiorno. L'operazione denominata "Missing" testimonia la lotta alla criminalità di uno Stato che non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia».
(d.m)
