I signori delle alcove 'Noi affittiamo e basta'
«Io affitto a persone in regola, sia con il permesso di soggiorno che con la professione. Quello che poi uno fa in casa sua, non sono problemi miei ma semmai della polizia». Salvatore Canfarotta, raccontano le malelingue della città vecchia, è uno dei "padroni" del centro storico...Sono suoi, o comunque della sua famiglia, molti degli appartamenti della zona tra via della Maddalena e via Garibaldi dove, come raccontato nei giorni scorsi da Repubblica, si consuma l' assalto sempre più massiccio della prostituzione al cuore istituzionale e nobile di Genova. Fosse solo questione di cosce e decoro, ma si dice che con gli affitti, specie quelli in nero, c' è da guadagnare parecchio. Tanto che il prefetto ha deciso di fare un censimento delle proprietà e di incrociare i dati con quelli del Fisco. Alcuni di questi presunti padroni dei caruggi, sono noti da sempre. Salvatore Canfarotta è uno di loro. Una decina di anni fa, un' inchiesta lo coinvolse con il padre e la loro agenzia immobiliare. Erano accusati di sfruttamento della prostituzione sempre per la questione degli alloggi affittati a prostitute. «Ci hanno condannato solo per favoreggiamento e ci hanno dovuto restituire le case che ci avevano sequestrato - spiega Canfarotta sulla porta della sua attività in via Canneto il Curto - ma la cosa assurda è che tutto si basava sulle dichiarazioni di straniere, la loro parola contro la nostra, senza nessuna prova. Queste case le affitti e loro magari non ti pagano per dieci o dodici mesi, tu non puoi nemmeno sfrattarle e alla fine il Fisco e la giustizia ti accusano di nascondere i soldi. Comunque vorrei proprio sapere chi ha il coraggio di dire che prendo soldi in nero. Si becca una denuncia. Io qui ho i contratti, tutti regolari». Tutte le inchieste che hanno avuto come oggetto prostituzione e appartamenti hanno puntato a colpire i patrimoni, e quindi alla confisca delle alcove. Poche indagini, però, ci sono riuscite. Tra queste, quella coordinata dal pm Anna Canepa e gestita dal vicequestore Luca Capurro che coinvolse l' agenzia immobiliare Edilizia Fontane. Nei mesi scorsi uno degli appartamenti - al civico 7 di vico Angeli - di Giuseppina Pascone, nome storico della città vecchia, è stato confiscato definitivamente, la Pascone e altri sono stati condannati, mentre 15 alloggi sono ancora sotto sequestro da anni. Ma alcuni dei nomi coinvolti nelle indagini sono ancora in auge. Uno è Salvatore Zappone, 75 anni, che sembra essere proprietario di diversi "bassi". Un altro nome sulla cresta dell' onda è quello di Vito Rosacuta, proprietario e amministratore. Su di lui è stata aperta un' inchiesta dagli investigatori del commissariato Centro che, impegnati in un continuo monitoraggio del quartiere, vogliono far luce su alcuni lavori di ristrutturazione, ma Rosacuta ha pubblicamente spiegato che certe attenzioni giudiziarie non porteranno a niente, e che le maldicenze sono solo frutto dell' invidia, quella che matura nei confronti di chi ha saputo cogliere in anticipo, sui concorrenti e sui tempi, il profumo del business. E non è il solo ad aver avuto intuito. Spesso, dietro a palazzi fatiscenti, ma situati in posizioni strategiche, si nascondono storie curiose. Quella dell' anziana prostituta che, con fiuto manageriale, investì nel mattone dei caruggi i risparmi del suo lavoro, oppure quella del contabile di una società marittima che pur abitando ad Albaro possedeva una settantina di appartamenti. Di lui si interessò la finanza alla fine degli anni ' 90, scoprendo che pur essendo un ottimo ragioniere, aveva però dimenticato di dichiarare le sue proprietà al Fisco. La regolarità dei contratti e degli affitti. Per il prefetto sono i punti di partenza per portare ordine e decoro in quelle zone, la Maddalena in particolare, che rischiano di precipitare nuovamente nel degrado di alcuni anni fa. La trasparenza degli affitti, così come l' effettiva abitabilità di alcuni bassi trasformati con sorprendente rapidità in alloggi (un ramo dei controlli che sarà affidato alla polizia municipale), possono diventare i punti forti di una strategia in grado di contenere il fenomeno della prostituzione, incentivare il recupero urbanistico e al tempo stesso allontanare chi cerca di arricchirsi in barba al Fisco.
MARCO PREVE
