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Politica, affari, criminalità organizzata

 IL SECOLO XIX - IL CASO

L'ex moglie dell'imprenditore Mamone denuncia oscuri intrecci sul sito della "Casa della legalità".
Immediate le reazioni.
Politica, affari, criminalità organizzata piovono querele per intervista sul web
di Marco Menduni


Un sito web, un'intervista. Quattro pagine (una volta stampata su carta) in cui Tiziana, l'ex moglie di Vincenzo Mamone, traccia un'analisi inquietante su un sistema politico-affaristico cittadino e regionale, condito di riferimenti alla criminalità organizzata e persino alla massoneria deviata. Subito, contro quell'intervista, che ha creato sconcerto nel mondo imprenditoriale genovese, sono scattate le reazioni: querele per diffamazione, richiesta di cancellazione della pagina web, addirittura sollecitazioni al sequestro dell'intero sito. Che è quello della "Casa della legalità e della cultura" di via Piombelli, un'associazione che s'ispira ai magistrati-martiri Falcone e Borsellino e si propone come una sorta di banca dati sui fenomeni criminali in Liguria.
Reazioni di sorpresa, si diceva: la famiglia Mamone è tra le protagoniste della vita imprenditoriale genovese; Gino Mamone (il fratello di Vincenzo) è l'amministratore delegato della Eco Ge e a sua volta, nella torrenziale ricostruzione di Tiziana, appare citato insieme a decine di altri nomi. Esponenti della politica (rigorosamente bipartisan, dalla Casa della Libertà all'Ulivo), famiglie legate alla 'ndrangheta, società, aziende e banche genovesi, italiane e straniere. Oltre, ovviamente, a noti imprenditori.
Ancora, logge massoniche tra Montecarlo e Sanremo e conti bancari su cui transitano enormi somme di denaro. A far da filo conduttore a tutta la vicenda, la separazione e poi il divorzio della signora (ritratta in foto in abiti succinti e con il libro "Mani pulite" tra le dita) dal marito. L'intervista sul web è stata notata anche dalla direzione distrettuale antimafia, che non risulta comunque essersi mossa.
Sono scattate immediate le reazioni degli interessati che, ognuna per la sua parte, hanno già contattato i propri legali. Primo tra tutti proprio Vincenzo Mamone che, assistito dall'avvocato Patrizia Franco, ha preparato una querela per diffamazione e la richiesta di "oscuramento" della pagina su internet. Tra le recenti operazioni imprenditoriali della Eco Ge e della famiglia Mamone la vendita dell'area "ex Continentale Italiana" a Fegino, dove dovrebbe essere realizzato un centro commerciale della francese Carrefour, anche se il progetto è osteggiato dal Comune. Con il ricavato della vendita è stato acquistato l'ex oleificio Gaslini di Rivarolo, al posto del quale, una volta demolito, nascerà una sorta di Fiumara-bis.
Ma quali sono le reazioni della "Casa della legalità", che già nei giorni passati avava presentato sulle sue pagine un dossier sulle attività di Eco Ge e sull'inaugurazione di una gigantesca gru per sbancamenti alla presenza dell'intero gotha politico- imprenditoriale della città? «Aspettiamo con impazienza - spiega Christian Abbondanza, che è anche l'autore dell'intervista - iniziative legali nei nostri confronti. Visto che oggi è possibile anche effettuare indagini difensive, non vediamo l'ora di poter utilizzare questo istituto giudiziario per difenderci dalle querele. Noi schiereremo sul campo l'avvocato Alfredo Galasso».
Aggiunge Abbondanza: tutte le cose che la signora Tiziana ci ha raccontato sono sempre state da lei documentate con denunce alla magistratura, ma non risulta che nessuna sia mai stata girata dai comandi di zona all'organismo che avrebbe dovuto occuparsi di vicende del genere, la Dia. Davvero strano».
MARCO MENDUNI

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