«Aggiotaggio per Zunino»
08.11.2005 - Il Giorno
Il principe degli immobiliaristi entra nell’indagine Antonveneta. Nel mirino i rapporti con Danilo Coppola
«Aggiotaggio per Zunino»
di Marinella Rossi
MILANO — E’ il principe degli immobiliaristi. E’, anche, l’uomo che ha più comprato e ristrutturato e rivoluzionato Milano negli ultimi dieci anni. Ex area Porta Vittoria, ex area Carlo Erba di via Imbonati, ex area Falk di Sesto San Giovanni, e la città del futuro, la periferia di lusso automatizzata e robotizzata di Montecity Rogoredo, con la griffe di Norman Foster. Un curriculum d’autore, un uomo bipartisan, che negli affari mette d’accordo tutti: coop bianche, rosse, gialle. «Nasce», per così dire, negli anni 80, quando questo ragazzo che ora ha appena 46 anni, è iscritto alla Coldiretti come vitivinicultore. Ma l’ascesa è più che «ricucciana»: in un decennio dai filari d’uva a rappresentante legale di grappoli di società. Ora, sia pure con passi felpati, e proprio quando l’inchiesta pare appena declinare, Luigi Zunino, nel frattempo principe assoluto di Risanamento, con quel suo curriculum di immobiliarista di razza milionaria (in euro), entra nell’inchiesta Antonveneta che proprio dei palazzinari sembra fare strame. Entra, magari solo marginalmente, nel concerto per la scalata taroccata alla banca padovana che dei re del mattone sembra il tallone d’Achille. Anche lui, sia pure di fresca nomina, è indagato per aggiotaggio (un’ipotesi di concorso). Complici gli intrecciatissimi rapporti — di mattoni in continua compravendita — con altro reuccio palazzinaro, il romano Danilo Coppola, che in Antonveneta è implicato sin dalla prima ora.
L’ipotesi di reato sulla quale i sostituti procuratori Eugenio Fusco e Giulia Perrotti sono chiamati a indagare viene da un rapporto della Consob che affronta uno degli affari Zunino-Coppola, trait d’union le azioni Antonveneta. E’ infatti dalle carte Consob che emerge la sottolineatura all’operazione targata marzo 2005: nel pieno della scalata della Bpi di Gianpiero Fiorani ad Antoneventa, contro gli olandesi di Abn Amro, la Bpi si dichiara disponibile a concedere a Coppola una fideiussione da 44 milioni, necessaria per lanciare l'Opa sulla Ipi, ex gioiello immobiliare di casa Fiat quotato in Borsa e messo in vendita da Luigi Zunino. Grazie ai prestiti di Fiorani, a febbraio Coppola ha comprato titoli Antonveneta per circa 100 milioni, che poi rivende a metà aprile proprio a Zunino. Ma due giorni dopo la vendita (il 21 aprile), Coppola ricompra lo stesso stock di azioni appena cedute, a un prezzo del 25 per cento più elevato. Un comportamento in apparenza irrazionale. In apparenza. Perché in realtà assai spesso l’uomo di Risanamento e l’immobiliarista romano si scambiano i ruoli, da compratore a venditore e viceversa. Solo che stavolta, c’è di mezzo il pacchetto galeotto, Antonveneta.
«Siamo stati chiamati per dare chiarimenti sull'acquisto di azioni Antonveneta in merito a un operazione immobiliare della società del gruppo Zunino Nuova Parva con il gruppo Coppola», dichiara laconicamente un portavoce del gruppo Zunino. Certo è che l’operazione Ipi pare il punto di partenza e di arrivo: nel febbraio, chiuso l’affare Ipi, Zunino, attraverso società personali ha venduto al gruppo Coppola anche due immobili a Milano per 80 milioni di euro. Coppola paga in parte cash e in parte, 50 milioni di euro, con titoli Antonveneta.
A proposito di titoli: la guardia di finanza ha sequestrato altri 4 milioni e 600mila azioni Antonveneta sfuggite al sequestro del luglio, per un controvalore di circa 110 milioni di euro. Le azioni sono state trovate presso la sede milanese di Bnp Paribas, dove erano depositati in due fondi, Generation Fund e Momentum, entrambi collocati alle isole Cayman e riconducibili a Bpi, all'ex ad Fiorani e al suo entourage. Entourage che si arricchisce di dimissioni: ieri è toccato a Gianfranco Boni, oramai ex direttore finanziario, già sospeso dalla magistratura.
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