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A scuola la relazione sull'Asl, seguite l'invito di Minniti

 A scuola la relazione sull'Asl
Caso Locri, la Casa della legalità ai presidi: seguite l'invito di Minniti

Aumenta il numero degli indagati per la pubblicazione della relazione della Commissione d'accesso antimafia sull'Asl di Locri.
Nell'elenco della Procura di Reggio è stato iscritto il direttore di Radio 24, Giancarlo Santalmassi. Con lui figurano anche Paride Leporace, direttore del nostro giornale; Vittorio Zucconi, direttore di Repubblica.it; Elio Veltri, Roberta Anguillesi, Marco Ottonelli, direttore e giornalisti di democrazialegalita.it; Angelo Perrino, direttore della testata giornalistica su web canali.libero.it; Agostino Pantano, responsabile comunisticalabria.org, organo della segreteria regionale del Pdci; Pasquale Andreacchio, responsabile del sito web badolato.info.
E dopo l'oscuramento della relazione sui siti della Casa della Legalità, Democrazia legalità, Repubblica, Comunisti italiani, Gil Botulino, è stato sequestrato anche il dossier sulla Asl di Locri redatto dalla "Casa della legalità - Osservatorio sulle Mafie". Che, da parte sua, ha inoltrato via e-mail. una lettera alle scuole della Calabria per invitarle ad accogliere l'invito formulato dal viceministro degli Interni, Marco Minniti, a leggere e studiare la relazione sulla Asl di Locri della Commissione d'accesso.
«In Calabria - fa notare la Casa della legalità- è il terremoto. ma si continua a farlo passare per un fenomeno sparuto e locale, dunque poco grave, quasi occasionale. Il legame mafia-politica-istituzioni-affari è devastante in questa "terra prediletta" di Calabria».
E giù un lungo elenco di «fatti inquietanti»: «A Vibo, uomini della Giustizia non solo indagati, ma arrestati per legami con la 'ndrangheta: il presidente di sezione del Tribunale, avvocati, imprenditori e politici; 24 consiglieri regionali indagati su 50; una Sanità infestata dalle 'ndrine, che sottrae il denaro pubblico a danno dei cittadini; imprese che ottengono prestiti impensabili per qualunque "mortale" da banche; indagini e mandati di arresto bloccati perché manca il personale nelle caserme e nei palazzi di giustizia, come i mille arresti di uomini della 'ndrangheta in "stand by" denunciati dalla procura nazionale antimafia».
Tutto questo, fa notare l'associazione, mentre è confermato il dato che individua l'organizzazione mafiosa calabrese quale la più forte delle mafie, con diramazioni e infiltrazioni su scala nazionale; decine di delitti, morti ammazzati e parenti sopravvissuti, che per anni e anni attendono giustizia e verità e un delitto "eccellente", quello di Franco Fortugno, «su cui chi conosceva bene il contesto in cui è maturato l'omicidio, ha taciuto e tace».
La Casa delle legalità ricorda che «l'indispensabile, insostituibile strumento di penetrazione e scardinamento delle organizzazioni mafiose, quello dei collaboratori di giustizia, volgarmente detti pentiti, viene progressivamente -a partire dalla riforma del 2001- disincentivato. Se si scrive che i "pentiti" guadagnano da questa scelta significa che non si conosce, anche se possono esistere eccezioni, la via crucis del percorso per diventare, essere e restare collaboratore di giustizia. Le campagne denigratorie hanno permesso l'irrigidimento di questo strumento, evitando che arrivassero nuovi contributi, per individuare e colpire gli intrecci con il potere.
Pertanto l'associazione contesta il sequestro della relazione sull'Asl di Locri, redatta dalla Commissione d'accesso del ministero degli Interni, «Che evidenzia il livello di infiltrazione pressoché totale della 'ndrangheta nell'Azienda sanitaria».
Non solo: la Casa della legalità non ritiene giusto che a essere iscritto nel registro degli indagati sia chi ha pubblicato quella relazione e che i siti siano stati completamente sequestrati e bloccati (Democrazia e Legalità di Elio Veltri).
Quindi ricorda le perquisizioni e i sequestri subiti da Calabria Ora, già nella primavera scorsa, quando tentò di pubblicare la relazione.
La Casa della legalità infine fa notare che, «secondo il pm Giuseppe Lombardo, la pubblicazione della relazione è violazione del segreto d'ufficio», mentre «per il viceministro degli Interni, Marco Minniti, è una relazione da leggere e studiare in tutte le scuole».

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