Maddalena: abitanti contro il degrado
Martedì 21 ottobre 2008, alle ore 17, in piazza Cernaia, il comitato Liberi Cittadini Sestiere della Maddalena organizza un'assemblea pubblica contro lo stato di degrado del quartiere. Il gruppo è nato all'inizio dell'anno su iniziativa di alcuni abitanti della zona che sentivano la necessità di confrontarsi e di discutere sulle problematiche che affliggono il luogo in cui abitano e lavorano. Abbiamo sentito alcuni membri del comitato.
Cesare Gobbo è artigiano e vive da anni alla Maddalena: «le nostre richieste di provvedimenti contro lo stato di degrado del quartiere sono sempre state disattese da parte delle amministrazioni. Sembra quasi che ci sia la volontà di mantenere la Maddalena in questa situazione. È per questo che abbiamo organizzato una raccolta firme da portare in Prefettura per cercare di sensibilizzare le istituzioni. Inoltre, la presenza della mafia che gestisce il territorio condiziona pesantemente la vivibilità della zona».
Qualche settimana fa vi è svolta al Teatro Altrove la presentazione del Piano di sviluppo locale, discusso senza coinvolgere gli abitanti della zona. «C'è un vuoto di comunicazione tra i cittadini e l'amministrazione, invece bisogna far dialogare le diverse parti. Vogliamo salvare la Maddalena. È un quartiere in cui la gente per strada si saluta, c'è solidarietà. Al nostro appello hanno già risposto un centinaio di persone. Abbiamo cercato anche di coinvolgere gli stranieri che abitano nel quartiere a partecipare».
Gianna Monai è pensionata e alla Maddalena ci è nata. Ha sempre vissuto in zona, spostandosi da un vicolo all'altro. «La Maddalena l'hanno fatta morire. Perché non hanno aiutato i negozianti che stavano chiudendo?» Lei che, come dice Cesare, è la memoria storica del luogo mi dice che i cambiamenti di questi ultimi anni sono stati tutti in negativo: «tanti negozi hanno chiuso, la gente va via. Prima via della Maddalena pullulava di gente e di negozi. Venivano dalla Foce e da tutta Genova per comprare qui. Avevamo una drogheria e anche un torte e farinate. Adesso i negozi si contano sulle dita».
Emanuela Drago è grafica. Si è trasferita alla Maddalena nel '96. Si è innamorata di una casa che ha rimesso a nuovo. «Ho pensato molte volte di traslocare in un'altra zona. Da un lato c'è la componente affettiva della mia casa, in cui ho investito molto, dall'altro c'è la convivenza col degrado. Sembra di vivere in un girone dantesco. I miei amici, quando li invito a cena, poi hanno il problema di tornare a casa. L'assemblea di martedì è un modo per attirare l'attenzione sui problemi della zona e a farci riconoscere come gruppo».
