Una storia italiana ai tempi di Renzi (come in era Scajola), tra Liguria ed Emirati Arabi

scritto da Uff. Pres. - Ninin il .

[in coda gli articoli del 28.10.2015 di Ferrucio Sansa sul Fatto e di Alessia Candito sul Corriere della Calabria]

La ratifica per l'accordo sulle estradizione dei latitanti italiani dagli Emirati passa dal Parlamento ed in Parlamento, alla Commissione Giustizia, c'è il legale di una latitante negli Emirati (compagna del Nucera). L'Avv. Vazio del Pd, già al vertice della banca Carisa molto benevola verso Nucera.

Il Ministro della Giustizia italiano, l'esponente Pd, Andrea Orlando, vola negli Emirati Arabi per stringere un accordo che permetta l'estradizione dei latitanti italiani che si rifugiano, grazie ad una efficace rete di protezione e ampia disponibilità di fondi, negli Emirati Arabi. Un "problemino" che, con i casi Matacena e Nucera, ha portato all'attenzione anche un particolare contesto, quale quello della "via di fuga", offerta dal paese arabo, anche per soggetti legati alla 'ndrangheta.

Il Parlamento italiano è chiamato a ratificare l'accordo (vedi lancio Ansa) con le Autorità degli Emirati Arabi Uniti, ed alla Vice Presidenza della Commissione Giustizia della Camera siede l'onorevole Franco Vazio.

Ricordate questo nome...

 

Costui nel passato è stato coinvolto in diverse inchieste, come ricordava recentemente la Casa della Legalità - della Procura di Savona (una per estorsione e l'altra per reati inerenti l'attività svolta come pubblico amministratore nel Comune di Albenga ai tempi del noto Viveri), uscendone sempre pulito, vuoi con proscioglimento (nell'inchiesta per estorsione, su richiesta dell'allora Pubblico Ministero Tiziana Parenti – poi esponente della prima Forza Italia fondata dai Berlusconi, Dell'Utri e Scajola – leggi qui alcuni articoli della Stampa), oppure per “non doversi procedere (per i reati contro la Pubblica Amministrazione) perché “per ché i fatti … addebitati ... non erano più pre visti dalla legge come reato”, in quanto cancellato dal Parlamento (vedi qui una Sentenza della Corte dei Conti che richiama il fatto). Recentemente il suo nome compare nell'Avviso di Chiusura Indagini Preliminari per il crack del “gruppo GEO”, non come indagato, ma per essere il legale difensore di Simona Musso, coimputata del Nucera ed altri (tra cui il potente Giovanni Berneschi) proprio per il crack del gruppo (leggi qui l'Avviso di Chiusura Indagini Preliminari integrale).

Simona Musso, difesa, quindi, dall'avvocato ed onorevole Franco Vazio, non è solo la compagna (non sposata) di Andrea Nucera, ma è anche lei, come e con il Nucera, latitante negli Emirati Arabi. Ancora: era la formale titolare della catena di ristoranti promossa in terra di latitanza, con il compagno Nucera, contraddistinti dal nome di “Italianissimo”Se della coppia di latitanti italiani era già stato ospite anche Giorgio Starace, Ambasciatore italiano negli Emirati, anche un altro "eccellente" è stato loro "ospite", come già riportato dal Corriere della Calabria: «lo stesso ristorante, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe diventato base fissa di Amedeo Matacena in questi anni di permanenza negli Emirati». Proprio quel Matacena a cui non è mancato il supporto – per permettergli di sottrarsi all'arresto per la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa ed anche per occultare e far rendere il proprio patrimonio, come documentato dall'inchiesta della Dda di Reggio Calabria – di un altro ligure di ponente: Claudio Scajola.

Ci sono poi altre curiosità sull'Onorevole difensore della latitante savonese negli Emirati. Franco Vazio, prima di scalare il vertice locale del PD e quindi giungere in Parlamento, è stato nell'amministrazione comunale di Albenga anche con il Sindaco Antonello Tabò, con consigliere di maggioranza quel noto Fabrizio Accame, evidenziatosi essere uomo di noti esponenti della 'ndrangheta quali Fameli Antonio, Gullace Carmelo e Pronestì Antonello. Quell'Accame - come già denunciato dalla Casa della Legalità, leggendo ad esempio qui  e qui - candidato anche alle ultime elezioni comunali di Albenga, nel 2014, nella coalizione di Giorgio Cangiano (eletto sindaco), cugino e socio nello Studio Legale proprio di Franco Vazio, che posava per un “selfie” insieme al ministro Boschi proprio con l'Accame (vedi qui). Ancora: in occasione delle Primarie inquinate (vedi qui) del Pd Ligure l'On. Vazio festeggiava la vittoria della burlandiana-renziana Paita con un suo ex compagno di Partito (PSI) ora passato come lui nel Pd (come dirigente ad Albenga), ovvero quel Mauro Testa, massone, teardiano doc, già dirigente di quell'Arte (ex Iacp) che tanti affari ha fatto proprio con i Nucera, così come ai tempi di Teardo (quando si chiamava Iacp) li fece anche con le imprese del sodalizio dei Gullace-Fazzari, ed in particolare con i Filippone.. Non basta: amico e difensore storico di Marco Melgrati, esponente di spicco di Forza Italia, che con Nucera Andrea ci lavorava (anche mentre era Sindaco) e che non di rivendicare l'amicizia che lo lega a Nucera, anche al Nucera latitante, che nel 2010 lo ospitò in un suo villaggio in Madagascar.

Sempre Franco Vazio è stato a lungo (dal 2006, con riconferma nel 2009, sino al 2013) nel Consiglio di Amministrazione della CARISA (su indicazione del vertice di CARIGE) e dal 2006 è membro “senza soluzione di continuità” dell'Organo di Vigilanza della stessa CARISA, anche come Coordinatore (lo ricordava una pagina – ora offline del sito “RiparteIlFuturo” campagna di “Libera” a sostegno dei politici che sottoscrivevano il loro appello – leggi qui la pagina salvata in cache). Nel Cda della banca si è trovato ad operare accanto ad un particolare vice-presidente, l'Alessandro Scajola fratello del Claudio. “Alessandro Scajola è stato nominato vicepresidente; il consiglio di amministrazione confermato all’80%; le new entry sono: Emanuele Ravina e Franco Vazio” recitava una scheda online della banca (vedi qui).

E proprio negli stessi anni di attività al vertice e nella Vigilanza della CARISA del Vazio, si è registrato il grande afflusso di finanziamenti al gruppo dell'Andrea Nucera. Quel sostegno finanziario senza freno finito poi al centro del Rapporto degli Ispettori della Banca d'Italia (vedi qui) e delle inchieste (delle Procure di Savona e Genova) su CARIGE e CARISA, oltre che, ovviamente, nell'indagine per il crack in cui è coinvolta, pienamente, la Musso Simona, compagna del Nucera, latitante, difesa dall'On. Franco Vazio.

 



L'articolo di Ferruccio Sansa sul Fatto del 28.10.2015
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28.10.2015 - CORRIERE DELLA CALABRIA

L’estradizione di Matacena
e gli intrecci Roma-Dubai

A più di un mese dalla firma dell'accordo internazionale il Parlamento non ha nemmeno calendarizzato la ratifica. Il caso del vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Vazio, che è anche il difensore di una dei ricercati che dovrebbero rientrare in Italia

REGGIO CALABRIA È passato più di un mese da quando il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato con il suo omologo Sultan bin Saeed Al Badi un trattato di estradizione e un accordo di cooperazione giudiziaria con gli Emirati Arabi, ma del superlatitante Amedeo Matacena in Italia non c'è ancora traccia. Nonostante il ministro abbia assicurato tempi rapidi per la necessaria ratifica in Parlamento, i due documenti giacciono ancora nei cassetti e – a quanto si apprende – la discussione al riguardo non è stata ancora calendarizzata. Ma il sovraffollamento e le emergenze legislative che sembrano aver seppellito gli accordi siglati in fondo alla lista dei provvedimenti da discutere potrebbero non essere l'unico ostacolo alla ratifica dei due fondamentali accordi.
Anche il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio, potrebbe avere qualche problema – quanto meno professionale – a dare via libera al provvedimento. Fra i ricercati che le autorità emiratine dovrebbero espellere da Dubai e rimandare in Italia c'è infatti anche una sua assistita, Simona Musso, imputata per il crack del gruppo Geo e compagna del coimputato e come lei latitante Andrea Nucera. Insieme al faccendiere calabrese, la donna non ha sprecato gli anni passati a scappare dalla giustizia, ma li ha sfruttati per fare business in terra emiratina, divenuta sede di una serie di ricercati ristoranti di cucina italiana. Una tappa obbligata quasi per ogni italiano di passaggio o di stanza a Dubai – ci si è fatto vedere anche l'ambasciatore Giorgio Starace – divenuta rifugio per latitanti di serie A, come Amedeo Matacena. Ufficialmente, l'ex parlamentare di Forza Italia lì è impiegato da cameriere o sommelier, o almeno così lui racconta nelle interviste. Di fatto, quel contratto di lavoro – provvidenzialmente piombato sulla testa del latitante poco dopo essere scarcerato – è una delle condizioni essenziali per rimanere negli Emirati, come del resto raccontavano nelle conversazioni telefoniche intercettate i tanti che si sono preoccupati di accompagnarlo lontano dal raggio d'azione della giustizia italiana. Fra questi, dimostra il procedimento Breakfast attualmente in corso di fronte ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria, c'è anche l'ex ministro dell'Interno e delle Attività produttive, Claudio Scajola. E sarà un caso che nel 2006, quando Alessandro Scajola diviene vicepresidente di Carisa (Cassa di risparmio di Savona) anche l'attuale vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio entra in cda, di cui è stato espressione fino al 2013. Negli stessi anni Vezio è espressione dell'organo di Vigilanza della stessa Carisa, ma qualcosa deve essere sfuggito ai revisori se è vero che – come dicono l'inchiesta sul crack della Geo e il Rapporto degli Ispettori della Banca d'Italia – è proprio in quegli anni che la banca tanto si esporrà per finanziare il gruppo Nocera, di cui la Musso – assistita dal vicepresidente della commissione Giustizia – è espressione. Politicamente invece, la carriera di Vezio si è incanalata su binari diversi da quelli utilizzati dal gruppo Scajola. Ma anche qui i brutti incontri – ha denunciato l'associazione antimafia genovese Casa della legalità – non sono mancati. È il caso di Fabrizio Accame – come Vezio consigliere di maggioranza durante l'amministrazione di Antonello Tatò ad Albenga – segnalato come vicino a uomini in odor di 'ndrangheta – fa notare la Casa della Legalità – come Antonio Fameli, Carmelo Gullace e Antonello Pronestì. Quando Vazio è volato in Parlamento, segnala la onlus, Accame ha continuato a tentare di fare carriera nelle amministrazioni locali. Nel 2014 è stato candidato alle ultime elezioni comunali di Albenga. A volerlo in lista, Giorgio Cangiano , quell'anno divenuto sindaco, ma soprattutto cugino e socio dello Studio legale di Franco Vazio.

Alessia Candito
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