CARIOCA | Affari, rapporti e complicità 2 - Introduzione. Attività immobiliare, gioco d’azzardo, lite in famiglia

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Dall'informativa "PAFIMO" della Squadra Mobile di Savona 

Introduzione - Attività immobiliare e gioco d’azzardo  [al 2011, ndr]

Quest’indagine prende spunto proprio dal nome di una delle ultime società costituite da Antonio Fameli la “PAFIMO [1]”, con sede in Brasile, e per la quale è stato nominato legale rappresentante in Italia il “prestanome” Giuseppe Carelli.

Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio  degli anni 2000, Serafino Fameli si è trasferito alle Gran Canarie ove suo padre Antonio Fameli faceva confluire somme di danaro portate anche di persona in contanti.

Nel contempo Antonio Fameli, in Loano, esercita l’attività immobiliare utilizzando una serie di società intestate anche a terze persone poi risultate semplici “prestanome” all’uopo retribuite per lo svolgimento di tale compito.

Serafino Fameli si è sempre dedicato allo svolgimento di attività immobiliare e di effettuare investimenti finanziari, fungendo da punto di riferimento non solo per suo padre ma, per i suoi fratelli e tante altre persone, tra cui lo stesso Giuseppe Carelli.

Verso la metà degli anni 2000, Serafino Fameli, dopo un periodo di latitanza poiché colpito da provvedimento restrittivo della libertà personale, si è trasferito a Rio de Janeiro in Brasile, dove ha continuato a svolgere le sue “occupazioni”.

Nel frattempo Antonio Fameli, con la complicità di suo figlio Serafino e dell’avvocato Claudia Marsala ha costituito, tra le altre, la società “MARINVEST”  che dal 2004 al 2008 ha utilizzato un conto corrente intestato al predetto legale, movimentando diverse centinaia di migliaia di euro.

Successivamente è emerso che  Antonio Fameli ha portato somme di danaro in contanti anche in Brasile, affidandole a suo figlio Serafino che ne ha curato l’investimento e l’eventuale reingresso in Italia.

Negli ultimi anni l’indagato Antonio Fameli, dopo essere stato interdetto con sentenza dell’Autorità Giudiziaria, ha spostato spesso il suo patrimonio da una società all’altra, simulando compravendite.

Con tale sistema ha cercato anche di ottenere rimborsi IVA dallo Stato Italiano e nel contempo, avvalendosi della complicità del commercialista Carlo Ciccione, ha evaso il fisco presentando delle denunce dei redditi false o omettendole totalmente. Inoltre, per alcune compravendite del tutto simboliche, sono state emesse fatture per operazioni inesistenti.

Questa incessante attività di passaggio delle proprietà da un società all’altra risulta tuttora in esecuzione e sono in corso accertamenti per comprendere l’eventuale immissione di danaro da fonti esterne allo stesso Antonio Fameli.

Quest’ultimo ha affiancato all’Agenzia Immobiliare l’attività di una Sala Giochi che prima ha gestito con la complicità di sua figlia Rita ed il suo convivente Dario CHIOTTI e, successivamente, si è avvalso di una società di Milano, la “Play Tech [2]”.

Da tutto questo complesso di “affari” Antonio Fameli riesce sempre ad ottenere e gestire consistenti somme di danaro in contanti (nel settembre 2010 si è recato a Saturnia per una vacanza portandosi al seguito circa 30.000 euro in contanti). Durante l’esecuzione della seconda perquisizione, avvenuta in data 23 ottobre u.s., nella sua abitazione è stata rinvenuta e sequestrata la somma di circa 56.000 euro in contanti.  Anche la segretaria, Barile Maria Antonietta, ha dichiarato che veniva retribuita con la somma di 1.500 euro al mese in contanti senza versamento dei contributi previdenziali e degli altri oneri previsti dalla normativa vigente.       

Per quanto attiene alla presente indagine, Antonio Fameli, nel 2009, facendosi nominare “procuratore” di due società straniere, la “VALLAURIS” e la “MONTECARMO” ha trasferito con una compravendita simulata, tutti i suoi averi dalle due citate società alla “PAFIMO”, appositamente costituita e rappresentata dal “prestanome”, Giuseppe Carelli.

Anche la “PAFIMO”, come le due precedenti società, ha sede all’estero (Brasile) e risulta intestata a due donne brasiliane, probabilmente inconsapevoli, mentre il Carelli è stato nominato legale rappresentante in Italia.

Con la complicità di Giuseppe Carelli, detto Pippo, Antonio Fameli ha operato molteplici transazioni e nel contempo ha amministrato e gestito l’attuale “Ca’ Royale” (ex Casinò Royale) sito in Loano via Aurelia n. 271.

Tra il 2009 ed il 2011, Antonio Fameli, impiegando la “PAFIMO” e avvalendosi dell’opera di Giuseppe Carelli ha effettuato, come già detto, molte compravendite, alcune delle quali completamente fittizie ed, infine, ha nuovamente spostato il suo patrimonio in altre due società appositamente costituite ed intestate a nuovi “prestanome”, le già menzionate “ARCOBALENO” e “LAS VEGAS”.

Per queste nuove società si è avvalso della complicità della sua convivente Magino Clara e di Capello Carla che, a sua volta, ha coinvolto la convivente di suo figlio, Rossi Carlotta che si è prestata come soggetto “pulito” per intestarle un conto corrente e parte della società.

Questa struttura organizzata da Antonio Fameli gli consente di ottenere illegittimamente ingenti somme di danaro che lo stesso ha inviato, con la complicità del figlio Serafino, alle Canarie prima ed  in Brasile poi, con il doppio obiettivo di investire, con rilevanti guadagni, e riciclare il danaro che in parte ritorna in Italia attraverso i canali ufficiali di istituti bancari ed in parte viene reinvestito in Brasile.

In questa organizzazione ognuna delle persone indicate ha un ruolo diverso e trae vantaggi di carattere economico.

Infatti l’indagato, per compiere gli atti più rilevanti non fa mistero della sua posizione dominante pur inviando per la formalizzazione persone che risultano procuratori o titolari di società che di fatto vengono retribuiti di volta in volta per l’opera prestata (esempio Pippo che per ogni atto sottoscritto riceve la somma di 1200 euro).

Tutti i componenti del gruppo in questione sono pienamente consapevoli dell’attività illecita posta in essere dal Fameli (tutti sanno che ufficialmente non è titolare di nulla ma che, in realtà è a capo dell’organizzazione e a lui sono riconducibili i beni) e ricavano a vario titolo un  profitto per la loro opera mirata ad agevolare Antonio Fameli nella gestione dei suoi “affari” celandosi dietro ad altre persone (come già detto Maria Antonietta Barile, per esempio, percepiva 1500 euro in contanti al mese, così come  Giuseppe Carelli ne percepiva 1200 in occasione del compimento di atti).

Maria Antonietta Barile svolge il compito di segretaria presso l’Agenzia Immobiliare ma, di fatto, gestisce parte del danaro che passa nelle mani di Antonio Fameli, spesso in contanti in modo da non poter essere tracciato.

Inoltre, è sempre lei che tiene i contatti, prende gli appuntamenti, gestisce la retribuzione delle persone che collaborano con Antonio Fameli.

La donna chiama all’occorrenza “Pippo” (Giuseppe Carelli) per convocarlo per la sottoscrizione di atti notarili con la piena consapevolezza che lui è “la testa di legno” e nulla decide per la “PAFIMO”, società intestataria di attività e beni di Antonio Fameli.

Con la complicità di Giuseppe Carelli, Fabio Domenicale e Giorgio Rossello, Serafino Fameli, Claudia Marsala, Magino Clara, Capello Carla e Rossi Carlotta, Antonio Fameli ha gestito e portato a termine diverse transazioni economiche, distribuendo gli utili secondo i suoi piani, ritirando danaro in contante e consegnandolo in parte a componenti dell’associazione criminale della quale è a capo ed in parte portandolo personalmente all’estero.

Al fine di quantificare, se pur in maniera approssimativa, il volume di affari che Antonio Fameli ha gestito in questi anni appare utile valutare il significato di una sorta di bozza di contratto preliminare, predisposto dall’avvocato Claudia Marsala e dal commercialista Carlo Ciccione su delega di Antonio Fameli, con il quale hanno pensato di acquistare le Terme di Pigna (Imperia), complesso ricettivo, per un valore di 30 milioni di euro. Di fatto non vi è traccia della conclusione della compravendita ma, resta la riflessione circa la disponibilità di fondi da parte di Antonio Fameli anche se in tali documenti si parla di un mutuo da accendere per 30 milioni di euro.

Nel corso dell’indagine, inoltre, si è delineato il ruolo dell’Avvocato Giovanni Ricco del foro di Genova che, oltre a figurare come difensore in procedimenti penali, spesso di minore importanza, risulta coinvolto negli investimenti dei Fameli, soprattutto per quelli effettuati in Sud America e nella compravendita avvenuta tra le società “VALLAURIS” e “MONTECARMO” da una parte e “PAFIMO” dall’altra (gli assegni della vendita simulata recano il suo timbro ed una sigla).

Infatti, il legale è in stretto contatto con “Fino” che provvede ad investire per lui e cura i suoi interessi in Brasile, ove, per altro, anch’esso si reca spesso. Particolarmente significativa appare una conversazione avvenuta tra Antonio Fameli e suo figlio Fino durante la quale viene affermato che il legale desidera ricevere i suoi “compensi” direttamente su un conto corrente brasiliano, della quale si riferirà meglio nel prosieguo della presente.

Preoccupante si rivela il legame tra Antonio Fameli ed i coniugi Stendardo/Marsala: il primo è un Luogotenente dei Carabinieri in servizio presso il Nucleo Investigativo di Savona e, pertanto, a stretto contatto con la Procura della Repubblica;  la seconda è un avvocato del foro di Genova che viene coinvolta nelle transazioni e nelle società utilizzate per gli “affari” del Fameli.

In alcune occasioni si sono realizzate circostanze che consentono di sostenere l’ipotesi che Antonio Fameli abbia consegnato personalmente danaro in contante alla coppia, recandosi più volte presso l’abitazione privata dei due. Dal tenore delle conversazioni intercettate si è avuto modo di constatare che, talvolta, il Luogotenente Stendardo, quasi a giustificare la ragione dei suoi contatti con Fameli, conoscendone la statura criminale, maldestramente effettua delle telefonate presentandosi come “geometra” ed ottenendo informazioni relative a fatti illeciti di natura penale che poi, almeno nel periodo dell’indagine in corso, non si sono rivelate utili e non hanno portato al compimento di alcuna operazione di polizia giudiziaria.

Di contro, quando gli incontri sono avvenuti presso l’abitazione privata, il militare non ha utilizzato alcun “pseudonimo” e non si è fatto scrupolo di incontrare in casa propria l’indagato e di trasportarlo sulla propria autovettura, senza valutare, quantomeno,  l’inopportunità di tale comportamento tenuto conto del ruolo e delle funzioni svolte. I rapporti, poi, sono sempre risultati improntati ad una reciproca cordialità, amicizia, ai limiti della deferenza, che non possono collocarsi nell’ambito di una mera gestione professionale di in confidente da parte di un operatore di polizia. Senza tacere che quando a Claudia Marsala è stata diagnosticata una patologia molto seria, Pierluigi Stendardo ha informato personalmente Antonio Fameli che, appena possibile, si è recato presso la loro abitazione per una visita.

Infine, come si evidenzierà meglio nel capitolo dedicato alla coppia, Antonio Fameli utilizza il nome dell’avvocato Marsala, al quale viene affiancato quello del marito in qualità di Luogotenente dei Carabinieri, per manifestare l’intenzione di intestare ad altri parte del suo patrimonio avvalendosi di società fittizie che operano da schermo.

Nella gestione dei suoi affari Antonio Fameli, soprattutto per l’attività di “manovalanza”, di più scarso rilievo, si serve di Fabio Domenicale che presta la sua  opera quasi quotidianamente, in qualità di da autista, manovale, factotum e prestanome.

Negli ultimi tempi è emerso il ruolo della convivente di Antonio Fameli che, da semplice badante è salita al rango di “consorte” di fatto tanto che, quest’ultimo ha creato una nuova società peruviana per spostare parte del suo patrimonio in modo da eludere eventuali investigazioni a suo carico.

Pertanto, la donna ha preso parte diretta nella gestione del danaro, tanto che, in una conversazione telefonica, avvenuta proprio la sera in cui i due si sono recati presso l’abitazione di Stendardo, Antonio le chiede di portare giù “il quaderno e la busta con i soldi”.

Negli ultimi tempi sono emersi anche i nomi di Capello Carla e Bongiorno Carolina che lavorano alle dipendenze, la prima di Antonio e l’altra di Rita Fameli.

La Capello risulta presta nome per la società Las Vegas, mentre la Bongiorno, oltre ad essere complice di Rita nella gestione del “patrimonio familiare”, ha effettuato un prelievo in contanti per conto di Antonio Fameli dal c/c Postale di Ceriale, utilizzando un assegno firmato in bianco da Giuseppe Carelli.

In questo contesto è stato accertato che Antonio Fameli, utilizzando anche altre persone, ha dato vita a diverse società che gli servono per le sue attività, per spostare il danaro, farlo transitare in circuiti bancari per ripulirlo ed investirlo:

- amministratore unico: ROSSELLO Giorgio;

ne sono soci:

- LOAYZA MALDONADO Jakeline Del Cisne, nata in Ecuador il 03.04.1967 e residente a Loano (SV) ...;

- RINALDO Stefano, nato ad Alessandria il 13.11.1975 e residente a Borghetto S.S. ...;

- CAPELLO Laura, nata a Torino il 11.04.1950 e residente a Borghetto S.S.;

- MELLONE Mauro Roberto, nato in Brasile il 21.11.1965 e residente a Genova ...

 

- socio accomandatario: TUDINI Andrea nato a Sanremo (IM) il 18.09.1952 ed ivi residente...
(intestatario dell’utenza 019675974 in uso a FAMELI Antonio e intercettata nell’ambito del presente procedimento penale con decreto 343/2010);

- socio accomandante: BERRUTO Daniela nata a Borgio Verezzi (SV) il 15.04.1956 e residente a Tovo S. Giacomo (SV) in via Poggio nr.33, già impiegata del Fameli

- Socio accomandante: DOMENICALE Fabiofallito in proprio;

- Socio accomandatario: FAMELI Serafino.

Sino al 27.11.2001, hanno ricoperto la carica, rispettivamente di socio accomandante e accomandatario, i fratelli PIAVE Filippa nata a Caltanissetta il 01.01.1949 e residente a Loano (SV) in via Nevalle nr. 2 e PIAVE Ugo nato a Casale M.to (AL)  il 23.03.1963 e residente a Loano in via Toti nr. 77/24 , quest’ultimo genero dello stesso FAMELI Antonio essendo ex marito della figlia di questi, FAMELI Giuseppina. Ne è procuratore generale la sopra citata MARSALA Claudia.

- proprietà: FAMELI Giuseppina e PIAVE Brian;

- Amministratore Unico: PIAVE Brian

- Amministratore Unico: FAMELI Giuseppina;

 
Altre società, anche del passato, non emerse dal presente procedimento riferibili a FAMELI o a soggetti a lui legati sono:

- FAMELI Antonio;

RAVELLI Cesare, nato a Casalbuttanoed Uniti (CR) il 21.11.1939 e residente a Diano Marina (IM) ...

- Amministratore unico – FAMELI Antonio

 

- Socio di società di persone rappres.: FAMELI Antonio;

- Socio accomandante: RAVELLI Cesare, nato a Casalbuttano ed Uniti (CR) il 21.11.1939 e residente a Diano Marina (IM) ... 

 

- Socio di società di persone rappres.: FAMELI Antonio;

- Socio accomandante: RAVELLI Cesare, nato a Casalbuttanoed Uniti (CR) il 21.11.1939 e residente a Diano Marina (IM) ... (fallito in proprio)

 

- Socio accomandatario: RAVELLI Cesare, nato a Casalbuttanoed Uniti (CR) il 21.11.1939 e residente a Diano Marina (IM) ...

- Socio accomandante: FAMELI Antonio.

 

- Socio accomandante: FAMELI Saverio;

- Socio accomandante: FAMELI Serafino;

- Socio accomandante: FAMELI Giuseppina;

- Socio accomandatario: FAMELI Antonio.

 

- proprietà: BIANCHINI Vittorio nato a Milano il 13.02.1947 ;

 

- Amministratore unico: AGUILAR ROMERO Servio Ramiro nato in Ecuador il 12.05.1961 e residente a Loano ... (marito della suddetta LOAYZA MALDONADO Jakeline Del Cisne, una dei proprietari della summenzionata società JAKELINE SRL).

Sino al 24.08.2004 la carica di amministratore unico veniva ricoperta dal suddetto PIAVE Ugo per poi essere sostituito dallo stesso DOMENICALE Fabio sino alla nomina, in ultimo, del suddetto AGUILAR ROMERO. 

 

PIAVE Ugo (ex genero di FAMELI Antonio);

FAMELI Saverio;

FAMELI Giuseppina detta Rita (figlia di FAMELI Antonio ed ex moglie di PIAVE Ugo);

FAMELI Serafino detto Fino (figlio di FAMELI Antonio).

- Amministratore unico: AGUILAR ROMERO Servio Ramiro

Sino al 20.09.2004 la carica di amministratore unico veniva ricoperta dal suddetto DOMENICALE Fabio mentre, sino al 30.04.2002 la medesima carica era rappresentata dal predetto PIAVE Ugo.

 

 

- PIAVE Ugo (ex genero di FAMELI Antonio);

- PIAVE Piero nato a Casale M.to (AL) il 16.11.1964 e residente a Boissano ... (fratello di Ugo).

- Liquidatore: DOMENICALE Fabio.

 

 

[1] PAFIMO EMPREENDIMENTOS IMOBILIAROS LTDA, – C.F. in Italia: 90051840099, P.I. 01570810091 – con sede in Brasile a Rio De Janeiro – Copacaba  in via Hilario de Gouveia, nr.66, sala 201 e sede in Italia, Boissano, Via Morteo, n. 31, rappresentata in Italia da CARELLI Giuseppe, nato a Agate (RG) il 29.08.1962, ne sono Amministratori e legali rappresentanti: RODRIGUES PINHEIRO Alidione, nata Juazeiro do Norte il 23.01.77, cpf 796924863-20 e VIERIA RAMOS Eliane, nata a San Paulo il  20.02.87, cpf: 356.047.598-80.

[2]  PLAYTECH S.R.L. – P.I. 06482040968 – con sede legale a Milano in via Marche nr.38, di proprietà e amministrata da:
CASATI Stefania, nata a Calolziocorte (LC) il 28.0.11970 e residente a Vercurago (LC) ...;
GOLDSHMIDT Ehud, nato a Kfar Saba (Israele) il 28.01.1970 e residente a Lecco..., cittadino tedesco.
FILINI Martino, nato a Dello (BS) il 08.03.1955 e residente a Campione D’Italia (CO)...

 

LA LITE FAMILIARE

Durante i primi giorni del mese di settembre 2011, Antonio Fameli decide di regalare a suo nipote Brian l’appartamento di Rio de Janeiro. Pertanto si mette in comunicazione con il legale brasiliano che, con sua sorpresa gli dice che l’immobile risulta già venduto.

A questo punto emerge che il figlio Serafino “Fino” ha venduto l’appartamento del padre senza dirglielo, investendo il guadagno nella clinica da lui realizzata in quel paese.

Dal comportamento di Fino nasce un’accesa lite familiare che coinvolge: Antonio Fameli; Serafino Fameli; Giuseppe Carelli “Pippo2; Giuseppina Fameli “Rita” e l’avvocato Giovanni Ricco.

In tale contesto sono state intercettate numerose conversazioni telefoniche ed alcuni fax, dai quali si evince la gestione dei capitali effettuata da Antonio Fameli.

Infatti proprio quest’ultimo redige alcuni “documenti – confessione” nei quali, in maniera dettagliata si parla del danaro custodito dapprima in conti alle Canarie e successivamente transitato in Brasile gestito da Serafino Fameli.

Nello stesso scambio epistolare viene scritto che Antonio Fameli in occasione dei viaggi fatti verso il Brasile ha portato grosse somme di danaro in contante poi investito e “ripulito” da Serafino Fameli.

Alla stessa stregua si parla delle quote dell’avvocato Giovanni Ricco e dei soldi di Pippo Carelli che, contestualmente afferma con vigore il suo ruolo di “presta nome” e candidamente ammette di aver ricevuto danaro (1200 euro per ogni atto effettuato) in cambio della sua opera, ed una volta compresa la sua futura estromissione dalle società di Antonio Fameli, rivendica altri compensi per aver prestato il suo nome anche per la sala giochi di Loano (circostanze queste ammesse dall’indagato Carelli in sede di interrogatorio).

Inoltre, a seguito della diatriba familiare e del risentimento maturato da parte di Pippo Carelli, Antonio Fameli, verso la fine di settembre 2011 decide di spostare i suoi “averi”, dalla società Pafimo, per la quale funge da presta nome il Carelli, a due società appositamente costituit “Las Vegas s.a.s.”, intestata alla convivente MAGINO SOCUALAYA CLARA JUANA  ed a CAPELLO CARLA ed un’altra peruviana “ARCOBALENO”, sempre intestata alla Magino Socualaya Clara Juana.

L’attività investigativa in corso ha dimostrato pienamente che, anche queste ultime due società fanno capo ad Antonio Fameli.

Inoltre, in un primo momento della citata nuova società avrebbe fatto parte anche Rossello Giorgio, il quale, fiutando l’arrivo di “guai” si è tirato indietro proprio il giorno prima della costituzione della società davanti all’ormai noto notaio Elpidio Valentino con studio in Alassio (SV).

Quest’ultimo, con la stretta collaborazione del Dottor Andrea che presta la sua opera nello stesso Ufficio, consiglia ed appoggia Antonio Fameli nelle sue strategie societarie, consentendogli di passare da una società all’altra al fine di eludere le investigazioni, la legge ed il fisco.

A testimonianza della consapevolezza da parte del professionista che dietro a queste società vi è Antonio Fameli, vi sono le lunghe e molteplici conversazioni avvenute tra Maria Antonietta Barile (segretaria di Fameli) ed il Dr. Andrea (studio notarile Valentino), durante le quali, i due collaboratori si accordano sul da farsi mettendo in pratica le direttive di Antonio Fameli. 

 

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