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CARIOCA | Affari, rapporti e complicità 1 - Introduzione. I legami Fameli e Gullace, i reati e le persone coinvolte

Dall'informativa "PAFIMO" della Squadra Mobile di Savona 

Introduzione - Legami tra Antonio Fameli e Carmelo Gullace  [al 2011, ndr]

Come già detto in introduzione, durante il mese di ottobre 2010, è stato escusso Alessandro Sarnataro, il quale, fin dalle prime dichiarazioni, ha fornito indicazioni circa le attività poste in essere da Antonio Fameli per conto della criminalità organizzata calabrese, denominata ‘ndrangheta, in particolare, per conto della cosca denominata “RASO – GULLACE – ALBANESE”.

Si riporta uno stralcio delle dichiarazioni rese davanti al P.M.

L’anno 2010, il mese ottobre, il giorno 29, alle ore 11.10, in Sanremo, c/o Casa Circondariale, …………………SARNATARO Alessandro, n. Napoli 26.09.1971

“ADR: Conosco FAMELI dagli  anni ’90 quando frequentava anche GULLACE e riciclavano il denaro proveniente dalla Calabria in investimenti immobiliari. Non sono a conoscenza del posto preciso da cui provenisse il denaro. Nel 2009 ero a Loano e ho incontrato diverse volte FAMELI nel suo Ufficio sulla via Aurelia, vicino al sexy shop, sotto la sua abitazione sia perché cercavo un appartamento sia per affari.

ADR: I nostri incontri erano per questioni immobiliari in Loano, precisamente delle casette a schiera di colore rosa, ove lui aveva investito,  da terminare che avrebbe utilizzato per nascondere dei latitanti. Nel frattempo ha anche parlato di prostituzione perché voleva aprire un night club spiegando che era molto amico di Vincenzo CAMPANA. Io ero intenzionato ad aprire un locale per catering, ci incontrammo e mi fece vedere diversi appartamenti. FAMELI mi spiegava che aveva intenzione di investire solo nell’immobiliare, senza specificare a chi erano intestati i vari immobili, anzi spiegando che aveva lui l’azienda per fare tutto e impegnandosi in prima persona.

ADR. Nell’agosto-settembre 2009 ebbi un incontro con il FAMELI e il CAMPANA Vincenzo. Il FAMELI mi spiegava che voleva aprire un night club, in collaborazione con degli albanesi e di tale Moreno, utilizzando come merce da prostituire delle ragazze dell’est europeo, utilizzando gli appartamentini del FAMELI lì adiacenti per ospitarle. Io spiegai al FAMELI che questo discorso non mi interessava. Tornando a quel giorno, quando abitavo a Loano in via Marco Polo, FAMELI mi fece vedere degli appartamentini fatiscenti sotto la sua villa, dove di solito ospita extracomunitari, che a me non interessavano. Si trattava in realtà di garage trasformati in locali abitabili, alcuni di questi erano anche abitati.

ADR: Preciso che il FAMELI mi fece vedere due speculazioni immobiliari diverse. Il primo era a Loano 2, un intervento in via di ultimazione ove mi disse che aveva investito denaro che riciclava e che veniva dalla Calabria. Non ho mai saputo esattamente da quale fonte precisa venisse. Il FAMELI mi propose di occuparmi del controllo dei lavori in quelle casette da terminare ma io rifiutai sia perché non mi interessava sia perché non mi sono mai occupato di edilizia. Si tratta di villette a schiera se non ricordo male di colore rosa, si tratta solo di una parte dell’intero intervento di Loano 2.

ADR: Il secondo intervento immobiliare era nella zona via Marco Polo in Loano. Si tratta dei garage adibiti ad abitazione di cui già ho accennato. Era qui che lui voleva realizzare un night club dove impiegare come prostitute delle ragazze dell’est che gli avrebbero fornito dei conoscenti albanesi. Mi propose di occuparmi del night club e poi di trovare un modo per far girare il denaro da riciclare, il tutto per il fatto che sono in buoni rapporti con alcune famiglie molto potenti in Campania (NUVOLETTA, MALLARDO). Un giorno mi trovai in un agenzia immobiliare tra Loano ed Albenga per ritirare un affitto regolare e scoprii che era nel giro di FAMELI GULLACE e FILIPPONE.

 ADR: Seguì poi a settembre 2009 con il FAMELI e tale CAFFARO Piero, di Borghetto S.S., persona conosciuto come venditore di hashish. Il FAMELI mi propose un garage di quelli di cui ho già parlato per aprire un ristorante, ma io rifiutai. Poi tornammo sul discorso del night e io risposi che nei mesi a venire ne avrei parlato con CAMPANA, e ci lasciammo.

ADR: Successivamente tra novembre e gennaio, quando già mi spostai a Rapallo, incontrai alcune volte CAMPANA Vincenzo, l’ultima a Gennaio venne lui a Rapallo e mi disse di avere in mente di inserirsi in una società di movimento terra ma non con FAMELI ma con i fratelli PELLEGRINO di Ventimiglia. Io allora presi contatti a Biella con un ex finanziere per tale Cascina Era per la costruzione di un centro benessere, per proporre un alternativa e non avere a che fare con i calabresi. Il CAMPANA nel contempo mi confidò di avere diversi garage pieni di merce rubata da rivendere; preciso che non lo conosco molto ma so che ha diversi contatti ed affari sia con i calabresi che con i campani. Il CAMPANA mi mostrò il contenuto di una valigetta piena di schede telefoniche, cellulari, penne USB, e molto altro materiale che era una specie di campionario di tutta la merce rubata che gli era stata affidata. Mi disse che era roba che gli era stata girata dai calabresi per venderla. Io gli spiegai che non volevo legarmi a FAMELI GULLACE PELLEGRINO o TAGLIAMENTO. Poi parlammo di nuovo del possibile investimento alla Cascina Era di Biella dove c’era bisogno  di 400.00€ solo per il compromesso. Il CAMPANA mi spiegò che aveva la possibilità di inserirmi in un’azienda riconducibile ai PELLEGRINO la Car.pen.fer. Nella metà del gennaio 2010 mi spostai a Nizza e mi chiamò il CAMPANA dicendomi di aspettare che era vicino. Ci incontriamo al casinò e mi regalò 3 grammi di cocaina e mi annuncia di avere i soldi per fare la società e che aveva preso mezzo chilo di cocaina dai calabresi sotto consiglio di TAGLIAMENTO  Giannino e che dallo smercio avrebbero recuperato i soldi. Io gli consigliai di lasciare stare perché era troppo pericoloso. Nel giro di una settimana ha cominciato a chiedermi aiuto via sms e gli consiglio di andare da un Carabiniere a parlare. Lui non c’è mai andato. Tra aprile maggio leggo sul giornale che CAMPANA è stato trovato morto.

ADR: Il mio rapporto con FAMELI è finito dopo il gennaio 2010 a quando sono stato arrestato.. Contattavo FAMELI solo di persona. Tra il 2008 e il 2009 mi raccontava che riciclava solo nell’immobiliare, non so da dove arrivassero precisamente i soldi e nemmeno se le operazioni immobiliari siano intestate a nome suo. 

ADR: So che “presta” il denaro a usura a tutti quelli che chiedono. Mi ricordo che li aveva dati a  CAMPANA e che se avessi avuto bisogno non ci sarebbe stato problema.

ADR: FAMELI mi ha mai parlato dei suoi interessi in Brasile ma mi parlava di Santo Domingo, dove c’era FILIPPONE Francesco. Conosco FILIPPONE da anni quando girava con Bernardo VERGATI, persona che mi “truffò” per 300 milioni di lire. VERGATI qualche anno, quando mi consegnò un po’ di contanti e 2-3 auto per rifarmi di una parte del debito che aveva con me, mi confidò di essere sotto “strozzo” da parte di FILIPPONE e FAMELI.

L’attività investigativa in atto corroborata dai servizi tecnici, ha permesso di delineare il ruolo di ognuna delle persone coinvolte, facendo emergere il quadro complessivo del gruppo criminale che gestisce, attraverso l’immobiliare e la sala giochi di Antonio Fameli, un ingente patrimonio con investimenti all’estero.

Antonio Fameli, anello importante del sodalizio, in contatto con Carmelo Gullace, esponente di spicco della citata cosca della ‘ndrangheta, svolge il ruolo di investitore e curatore dei suoi interessi economici e di tutti gli accoliti.

In una circostanza, Carmelo Gullace, di ritorno da un viaggio in Calabria, nella tarda serata, dopo aver percorso la distanza che separa Cittanova (RC) da Loano (SV) in auto insieme all’amico fedelissimo Orlando Sofio, si reca presso la sala giochi di Antonio Fameli, sita a Loano, in via Aurelia, e discute con lui (intercettazione ambientale) di cifre ed assegni (si parla di un milione e settecento mila euro).

Lo scorso mese di febbraio, dopo aver tentato di avviare il Casinò Royale con l’aiuto di sua figlia “Rita” ed il suo convivente Dario Chiotti, Antonio Fameli viene condotto a Milano da Ninetto (Carmelo Gullace), che lo mette in contatto con Antonio Pronesti, detto Antonello.

Da questo incontro si avvia una collaborazione tra la società di Pronesti, Carmelo Gullace ed Antonio Fameli che utilizzano la sala giochi per avere un canale “ufficiale” per gli investimenti e potere, con ogni probabilità,  riciclare il danaro proveniente da diverse attività illecite (speculazioni edilizie, appalti, traffico di sostanze stupefacenti).

In questa fase, viene individuato un ramo dell’inchiesta nel quale si configura il reato p. e p. dall’art. 416bis del c.p. per il quale è in corso un’attività d’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

 “OPERAZIONE PAFIMO”

Mentre prosegue l’attività investigativa con la DDA di Reggio Calabria, competente per i reati ipotizzati a carico del gruppo di persone che fanno capo a Carmelo Gullace, Antonio Fameli viene ritenuto, comunque, responsabile, dalla locale Procura della Repubblica, dei reati indicati in seguito e per i quali si è sviluppato un altro filone dell’inchiesta.

 

LE PERSONE COINVOLTE

FAMELI Antonio, di Saverio e PUNTURIERO Maria Giuseppa, nato a San Ferdinando di Rosarno (RC) il 23.10.1938, residente in Loano (SV) via Aurelia 271.

Dal certificato del casellario giudiziale risulta quanto segue:                    

  • 09/05/1995 sentenza del Tribunale di Milano – dichiarato fallito;
  • 28/06/1995 sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, 30/09/1995 irrevocabile per i reati di ricettazione art. 648 c.p., reclusione giorni 15, multa lire 25.000, la pena della reclusione è stata sostituita con la multa di 1.125.000 lire;
  • 09/04/1996, sentenza della Pretura di Pavia per emissione di assegni senza autorizzazione continuato, reclusione giorni 30 sostituita con la multa di 2.250.000 lire (reato depenalizzato);
  • 19/11/1996, sentenza della Corte di Appello di Genova, calunnia continuata, reclusione anni 1 mesi 4, non menzione, sospensione della pena, pena estinta per decorso del tempo;
  • 21/10/1997, sentenza della Corte d’Assise di Appello di Messina, associazione per delinquere, reclusione anni 5 (condono), interdizione legale;
  • 14/11/1997 sentenza della Corte di Appello di Genova, inosservanza dell’ordine di deposito della cauzione e della offerta di garanzie sostitutive, arresto mesi 7, sospensione condizionale della pena;
  • 25/11/1997 decreto penale del G.I.P. Pretura di Savona, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità in concorso, ammenda lire 200.000;
  • 06/07/1998 sentenza della Pretura di Milano, truffa continuata in concorso, reclusione anni 2, mesi 2, multa lire 1.800.000;
  • 30/09/2003 sentenza della Corte di Appello di Genova, truffa art. 640 c.p., reclusione anni 1, mesi 2, giorni 20, multa 450,00 euro (sospensione della pena);
  • 23/09/2004 Tribunale Milano, cumulo delle pene: reclusione mesi 9, giorni 14, arresto mesi 7, multa 929,62 euro (sospensione della pena);
  • 31/05/2005 procura Genova, cumulo pene: reclusione anni 2, giorni 14, arresto mesi 7, multa 1.379,62 euro (sospensione della pena), affidamento in prova al servizio sociale (estinta la pena per esito positivo dell’affidamento);
  • 12/10/2007 sentenza, applicazione della pena su richiesta delle parti, bancarotta fraudolenta in concorso, reclusione anni 1, mesi 6 (sospensione della pena);
  • 08/04/2008 sentenza del Tribunale di Roma, bancarotta fraudolenta, reclusione mesi 4, inabilitazione dall’esercizio di una impresa commerciale per anni 10, incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per anni 10 (indulto);
  • 12/10/2009 Tribunale di Roma per cumulo pene, reclusione anni 2, mesi 5, arresto mesi 7, multa 1.379,62 euro, inabilitazione dall’esercizio di una impresa commerciale per anni 10, incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per anni 10. 

Dalla consultazione dei fascicoli d’archivio della Questura di Savona, risulta quanto segue:

Antonio Fameli è emigrato in data 07/03/1961 dal suo paese di origine alla volta della città di Torino e qualche anno dopo si è trasferito in Liguria, precisamente in Borghetto Santo Spirito (SV) prima e a Loano (SV) dopo.

Giunto in questa provincia nulla tenente, ha svolto il lavoro di “lava scale” in alcuni condomini di quella zona del ponente savonese.

In pochi anni, senza che siano note le modalità di acquisizione dei capitali necessari, ha costituito diverse imprese di pulizia e poco dopo si è subito cimentato nell’attività immobiliare acquistando, nell’arco di breve tempo, molte proprietà che ancora oggi, in parte, possiede.

Gli anni ‘70 rappresentano il periodo “d’oro” di Antonio Fameli che riesce a costruire un vero e proprio impero immobiliare movimentando grosse somme di danaro.

Nel 1977, gli vengono dedicati ampi servizi di cronaca da parte dei quotidiani locali in quanto, in occasione della prima comunione della figlia Giuseppina, detta Rita, organizza una grandiosa festa alla quale partecipano, tra gli altri, il presentatore Mike Bongiorno, la cantante Iva Zanicchi, l’imitatore Alighiero Noschese.

Già in quegli anni Antonio Fameli è oggetto di accertamenti ed investigazioni da parte di diverse Forze di Polizia.

Il 16/02/1980 l’Agenzia di Antonio Fameli viene presa di mira da tre malviventi, successivamente arrestati (gli stessi negheranno gli addebiti) che esplodono verso la vetrata dell’Ufficio alcuni colpi d’arma da fuoco, rischiando di attingere il guardiano al momento presente nella stanza.

Il 21 dicembre 1983, personale dell’Arma dei Carabinieri trae in arresto Antonio Fameli colpito da ordine di cattura emesso dalla Procura di Palmi (RC), per associazione per delinquere di stampo mafioso.

In quegli anni iniziano anche accertamenti patrimoniali a carico di Antonio Fameli, richiesti da diversi Uffici investigativi.

Il 30 maggio 1984 vengono concessi al predetto gli arresti domiciliari e nel contempo la Questura di Savona avvia la procedura per richiedere al Tribunale l’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale.

Proprio in un documento di richiesta per l’applicazione di tale misura di prevenzione, redatto dalla Questura di Savona, in data 07 marzo 1987 ed indirizzato Al Signor Procuratore della Repubblica di Savona, viene riportato: “egli, infatti, era solito tenere buoni rapporti con persone che occupavano una importante posizione sociale, amministratori pubblici, magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine. Nel 1983, ad esempio, aveva alle sue dipendenze le seguenti persone: SORACE  Bruno, già Pretore Dirigente di Albenga; BIONDI Idolo, Procuratore Legale, capitano dei CC. in congedo, già Comandante della Tenenza dei Carabinieri di Alassio; ORLANDO Antonino, Tenente Colonnello dell’Esercito in pensione”. All’epoca (1983 ndr) il Fameli non disdegnava legami con la massoneria: egli avrebbe fatto parte della loggia massonica ACACIA di Albenga, tenendo contatti anche con logge massoniche di altre province; non a caso fra le persone che possono attualmente incontrare il Fameli, agli arresti domiciliari, è, in qualità di medico curante, il Dr. SANNAZZARIO Paolino medico chirurgo, noto massone di Albenga”.

In data 09/06/1986 la Corte D’Assise di Palmi condanna Antonio Fameli alla pena dell’ergastolo per associazione mafiosa ed in particolare perché ritenuto il mandante dell’omicidio di LAMALFA Sebastiano.

Durante l’anno 1987, Antonio Fameli ottiene gli arresti domiciliari, viene sottoposto al sequestro dei beni e viene riproposta la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale.

Il 16/07/1987 Antonio Fameli riesce ad ottenere la revoca degli arresti domiciliari ma, il 30 ottobre dello stesso anno, la Corte D’Assise D’Appello conferma la condanna all’ergastolo anche se poi, nel 1988, la Corte di Cassazione annulla la sentenza e rimanda ad altra Corte D’Appello.

Nel 1992, il Tribunale di Savona sottopone nuovamente Antonio Fameli alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale per 4 anni.

Il 26/02/1994, durante l’espiazione della Sorveglianza Speciale, Antonio Fameli si rende irreperibile, probabilmente avendo la consapevolezza che dopo pochi mesi, la Corte di Cassazione emetterà una nuova cattura nei suoi confronti. Inizia di fatto il periodo di latitanza di Antonio Fameli.

La latitanza per Antonio Fameli dura poco ed il 06/07/1994 la Sorveglianza Speciale viene ridotta all’obbligo di comunicare gli spostamenti alla P.G..

Nell’agosto del 2002 viene denunciato per favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri sul territorio italiano.

Nel frattempo Antonio Fameli è riuscito a rientrare in possesso dei suoi beni ed a tenere in piedi una fiorente attività legata all’edilizia ed alla compravendita di alloggi.

Per quanto riguarda i collegamenti tra Antonio Fameli ed i clan mafiosi, già il 26/03/1987, l’allora Procuratore della Repubblica di Savona Dott. Michele Russo scriveva: risulta dimostrata anche la stretta amicizia del Fameli con il clan dei Pesce implicati nell’omicidio del LAMALFA. E non è escluso che vi sia stato l’appoggio (se non altro economico) del Fameli nell’efferata azione di eliminazione dei TRIPODI ad opera dei PIROMALLI, avvenuta in Liguria, proprio a pochi km. Da Loano e Borghetto S.S., dove i Piromalli potevano far capo oltre che ai Pesce e Gullace, anche a tale Garruzzo Antonio, collegato al Fameli Antonio tutti individui (Piromalli, Gullace, Tripodi, Garruzzo) inquisiti o condannati per il delitto di associazione mafiosa”.    

Persino, più di recente, lo stesso è stato preso di mira da Cristian Abbondanza di Genova, a capo del movimento contro la criminalità organizzata denominato “Casa della Legalità”.

Nelle molteplici manifestazioni pubbliche inscenate dalla “Casa della Legalità” che, peraltro gestisce un sito internet sull’argomento, Antonio Fameli è stato affiancato ad altri calabresi sedenti in Liguria ritenuti vicini alla ‘ndrangheta.

Anche attualmente, Antonio Fameli si comporta alla stesso modo, attorniandosi di persone “utili”, pubblici amministratori, notai, avvocati, appartenenti alle Forze dell’Ordine e mantenendo rapporti, che cerca di occultare, con persone come Carmelo Gullace.

Nonostante il trascorrere del tempo non appare che il Fameli abbia cambiato condotta, conduce implacabilmente la sua attività immobiliare illegalmente, effettuando compravendite fittizie, utilizzando società intestate a prestanome appositamente create di volta in volta, maneggiando danaro in contante che porta all’estero allo scopo di effettuare investimenti a cura del figlio Serafino (si rinvia al capitolo dedicato all’operazione “Pafimo”).

 

MAGINO SOCUALAYA Clara Juana, nata in Perù il 28.12.1969, residente in Borghetto S.S.,... , di fatto convive con FAMELI Antonio in Loano (SV) sita in via Aurelia n. 271; Titolare di permesso di soggiorno nr. I02006418, rilasciato dall’ufficio immigrazione della Questura di Savona con scadenza il 25.08.2013; è stata assunta in qualità di badante e successivamente è di fatto passata al servizio di Antonio Fameli.

FAMELI Serafino, detto “Fino” nato a Torino il 28/05/1962, al momento residente in Brasile a Fortaleza, con a carico precedenti di Polizia per associazione per delinquere, inosservanza norme sull’edilizia e violazione norme IRPEF. In particolare: 

  • In data 28.04.1999, il Nucleo Reg. P.T. della Liguria della G.di F. di Genova, lo segnala all’A.G. poiché ritenuto responsabile di violazione norme IRPEF;
  • In data 11.06.1999, il Nucleo Reg. P.T. della Liguria della G.di F. di Genova, lo segnala all’A.G. poiché ritenuto responsabile di associazione per delinquere;
  • In data 05.10.2004, personale della stazione del Corpo Forestale dello Stato di Loano (SV), lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile di inosservanza alle norme in materia di edilizia (art. 44 comma 1a del D.P.R.380/2001);
  • In data 15.07.2007, la Polizia Municipale di Boissano (SV) lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile di inosservanza alle norme in materia di edilizia (art. 44 comma 1a del D.P.R.380/2001).
     

FAMELI Giuseppina, detta “Rita”,  nata a Borghetto S.S. (SV) il 05.06.1968 ed ivi residente ... ; con a carico precedente di Polizia per violazione norme IRPEF; figlia di Antonio, vive con il compagno CHIOTTI Dario e gestisce l’agenzia immobiliare Studio 23 in Borghetto S.S. (SV).

CARELLI Giuseppe, detto “Pippo”, nato a Acate (RG), il 29/08/1962, residente a Torino ...; con a carico precedenti di Polizia per reati contro la persona e violazioni in materia di armi, esplosivi, materie esplodenti e gas (art.35 T.U.L.P.S.). In particolare:

  • in data 04.06.2009, il Commissariato di P.S. Madonna di Campagna di Torino, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile di violazioni in tema di armi, esplosivi, materie esplodenti e gas (art. 35 T.U.L.P.S.); in particolare veniva accertato che lo stesso CARELLI aveva ceduto armi a persona non munita di porto d’armi in corso di validità o di autorizzazione rilasciata dal Questore ai sensi dell’art.35 T.U.L.P.S.;
  • in data 18.11.2009, il Prefetto di Torino, con provvedimento nr. 18710/D AREA 1 TER, vietava al CARELLI la detenzione di qualsiasi arma e munizione;
  • in data 22.11.2009, la Stazione Carabinieri di Torino Monviso, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di minaccia.

E’ sposato con Ilenia CASTELLANO, padre di due figlie, Asia e Ginevra, ha conosciuto Antonio Fameli nei primi anni ‘80 durante la sua permanenza, in qualità di Carabiniere, presso la Stazione CC di Loano (SV). Carelli nel 2009, dopo essersi congedato dall’Arma dei Carabinieri per sopravvenuta infermità, si è reso disponibile ad assumere la veste di legale rappresentante in Italia della società brasiliana (fittizia) PAFIMO, fungendo di fatto da “prestanome”.  


BARILE Maria Antonietta, nata a Finale Ligure (SV) il 21/12/1980, residente a Loano (SV)...; sposata con un cittadino marocchino; ha svolto il ruolo di segretaria di Antonio Fameli. Infatti, in data 26.05.2009, ha presentato denuncia di furto presso la Stazione Carabinieri di Loano, dichiarando di essere la segretaria dell’agenzia denominata “VALLAURIS 2000 SL”, sita a Loano in via Aurelia nr.271.

DOMENICALE Fabio, nato a Torino il 13.06.1969, residente in Loano (SV), ..., coniugato con la cittadina romena BADARAU Mihaela Laura, nata in Romania il 26.02.1981: risultano a suo carico precedenti di Polizia per associazione per delinquere, appropriazione indebita, sostituzione di persona, truffa, stupefacenti, usura, furto, ricettazione, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, bancarotta fraudolenta ed altro. In particolare:

  • In data 13.03.2005, la Stazione Carabinieri di Novi Ligure (AL), lo segnalava all’A.G., unitamente ad altri, poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere e truffa;
  • In data 13.03.2006, la Tenenza di Novi Ligure, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di bancarotta fraudolenta;
  • In data 26.04.2007, il Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Albenga, lo segnalava all’A.G., unitamente ad altri, poiché ritenuto responsabile del reato di usura in concorso, in relazione alle indagini eseguite a seguito del decesso per suicidio di BAGLIETTO Mauro.
  • In data 27.06.2007, la Stazione Carabinieri di Pietra Ligure lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di truffa;
  • In data 12.02.2008, la Stazione Carabinieri di Albenga lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di ricettazione;
  • In data 25.02.2008, il Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Albenga, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere, traffico di sostanze stupefacenti, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, furto e ricettazione, unitamente a:
  • BIANCHI Mauro, nato ad Albenga il 7.05.1966 e residente a Loano in via Alfieri nr.32;
  • CAGNINO Emanuele, nato ad Albenga il 26.03.1977 e residente a Loano in via Aurelia nr.181;
  • FINOTELLO Massimo, nato a Vercelli il 11.03.1975 e residente a Ceriale in via Nuova Peagna nr. 170;
  • MATTIA Davide, nato ad Albenga il 14.08.1983 e residente a Pietra Ligure in via Priv. Grotta nr. 21/4;
  • PARODI Giobatta, nato a Celle Ligure il 09.03.1948 ed ivi residente in via Sanda nr.179;
  • PIAVE Bruno, nato a Casale Monferrato (AL) il 19.04.1961 e residente a Boissano in via Rive nr.63/2, fratello di Ugo ex genero di FAMELI Antonio;
  • RASCHILLA’ Giuseppe, nato a Torino il il 23.09.1971 e residente a Ceriale in via Magnone nr.67;
  • In data 25.03.2009, questa Squadra Mobile, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di truffa;
  • In data 12.01.2010, la Compagnia Carabinieri di Albenga, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di truffa;
  • In data 19.02.2010, il tribunale di Savona – Sez. distaccata di Albenga – lo condannava per essersi reso responsabile del reato di appropriazione indebita;
  • In data 31.03.2011, la Compagnia Carabinieri di Albenga, lo segnalava all’A.G. poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere, sostituzione di persona e truffa.
     

MARSALA Claudia, nata a Crotone il 15/08/1969, residente a Varazze (SV), ...¸ avvocato iscritto al Foro di Genova, coniugata con il Luogotenente dei Carabinieri STENDARDO Pierluigi, risulta legata alla famiglia Fameli fin dall’anno 2004.

STENDARDO Pierluigi, nato a Torino l’11/11/1963, residente a Varazze (SV) ..., Luogotenente dei Carabinieri, in servizio presso il Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Savona; è coniugato con l’avvocato MARSALA Claudia. 

CAPELLO Carla, nata a Torino l’11/04/1950, residente a Borghetto Santo Spirito (SV) ...: con a carico condanne per emissione di assegni a vuoto e reati finanziari. E’ al servizio di Rita Fameli da diversi anni ed e poi divenuta uno dei prestanome di Antonio Fameli.
 

CICCIONE Carlo, nato a Cisano sul Neva (SV) il 29/05/1949, ivi residente ..., commercialista con studio sito a Cisano sul Neva (SV) in via Roma nr.4, con a carico precedenti di Polizia per associazione per delinquere, truffa, falsità in scrittura privata, emissione di fatture per operazioni inesistenti, bancarotta fraudolenta, violazioni in materia di tutela del lavoro minorile, mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie, appropriazione indebita, violazione norme Irpeg e norme IVA dovuta. E’ stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’anno in corso per gli stessi reati e appena scarcerato ha ripreso lo svolgimento della sua attività anche con Antonio Fameli.
 

BONGIORNI Carolina, nata a Sanremo (IM) il 16/04/1970, residente a Borghetto Santo Spirito (SV) ...: con a carico precedenti di Polizia per reati inerenti gli stupefacenti (anche art. 74 D.P.R. 309/90). E’ impiegata presso l’Agenzia di FAMELI Giuseppina, detta “Rita”.
 

RICCO Giovanni, nato a Salerno il  06.09.1950, residente a Genova,... avvocato, con studio legale a Genova in via Maragliano nr.2/8.

CHIOTTI Dario, nato a Saluzzo (CN) il 15/10/1963, residente a Pietra Ligure (SV), ...; domiciliato a Borghetto S:S. (SV) Corso Europa n. 15/17:
con a carico precedente di Polizia per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico (tentato) e condanna per gioco d’azzardo. E’ convivente di FAMELI Giuseppina detta “Rita”, figlia di FAMELI Antonio.

GENOVA Roberto, nato a Torino il 06/12/1952, residente a Loano (SV) ..., direttore dell’Ufficio Postale di Ceriale (SV);
 

VALLERIN CARLA, nata a Savona il 21 maggio 1962, residente a Loano (SV) ...; responsabile rapporti con i privati dell’Ufficio Postale di Ceriale (SV).
 

ROSSELLO Giorgio, nato ad Albisola Superiore (SV) il 06/04/1940, residente ad Albenga (SV) località Campochiesa regione Pratogrande...; con a carico precedenti di Polizia per lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, violazione norme IRPEG e IVA dovuta e truffa. Risulta svolgere il ruolo di  “prestanome” per Antonio Fameli.
 

POZZI Paolo, probabilmente, residente in Spagna, da identificare compiutamente, ha assunto il ruolo di  “prestanome” di Antonio Fameli.

VALENTINO Elpidio, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 29.04.1960 e residente ad Alassio..., notaio con studio ad Alassio in via Milite Ignoto nr.5. Ha prodotto e sottoscritto molti dei rogiti relativi a beni riconducibili ad Antonio Fameli.

GROLLERO Andrea, nato a Genova l’ 08.04.1982, residente in Alassio (SV), ... domiciliato in Villanova d’Albenga (SV) ...: collaboratore diretto del notaio Elpidio Valentino.

ROSSI Carlotta, nata a Genova (GE) il 15/07/1986, residente a Pietra Ligure (SV), ...; convivente del figlio di Capello Carla. Anch’essa si è resa disponibile a svolgere il ruolo di  “prestanome” a favore di Antonio Fameli.

LA CAVA Lorenzo, nato a Roma il 16.01.1970 e residente Finale Ligure (SV) ..., notaio con studio a Finale Ligure in via Roma nr.14;

MANUTI Domenico, nato a Barletta il 15/05/1933, residente a Varazze (SV) ...:  notaio con studio in Varazze. Molti rogiti relativi a beni riconducibili ad Antonio Fameli sono stati da lui prodotti e sottoscritti;

TOMASELLO Manuel, nato a Finale ligure (SV) l’8.10.1981, residente a Toirano (SV) ..., titolare dell’omonima impresa edile con sede a Toirano (sv) in via Colatto n. 3.

TOMASELLO Eros, nato ad Imperia l’8.8.1979, residente a Toirano (SV) ..., titolare dell’omonima impresa edile con sede a Toirano (SV) in via san Francesco D’Assisi 1/3.
 

CRISTIANO Deborah Santina, nata a Garbagnate Milanese (MI) il 15/04/1987, residente a Borghetto S.S. ...: lavora attualmente con Antonio Fameli.

 

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