ALCHEMIA | Dall'indagine al dibattimento - 4 | "Terra di Siena" Recupero crediti, slot, poker e scommesse online 4.2

scritto da Ufficio di Presidenza il . Pubblicato in ALCHEMIA - 'ndrangheta tra Calabria, Nord Ovest e la Capitale

Dall'informativa "Terra di Siena" del Centro Operativo D.I.A. di Genova.

[segue] ATTIVITÀ CONNESSE AL RECUPERO CREDITI ED ALLE SCOMMESSE ON-LINE
(contatti col clan PAGNOZZI e la famiglia GRASSO) - [al 2011, ndr]

Le minacce di VENDEMINI Salvatore detto “pantegana”

Come già accennato in precedenza, nella mattinata di venerdi 5.3.2010, PRONESTI “Antonello” si è recato a Roma in treno per degli impegni di lavoro (disbrigo pratiche per la concessione AAMS), unitamente al commercialista MICO’ Carlo [1] ed ha approfittato dell’occasione per incontrare POLITI Rocco, che l’ha raggiunto nel pomeriggio alla stazione ferroviaria di Roma Termini, pochi minuti prima che l’interessato ripartisse per Milano (tel.nr.12106/12110-12124-12137-12160-12163-12164-12166 RIT.1501/09 cellulare Antonello e nr.6679-6688-6718-6724-6728-6730-6731-6732 RIT.1500/09 cellulare Rocco).

Nella circostanza (come riscontrato in seguito), “Antonello” ha informato POLITI Rocco di una indebita richiesta di denaro ai danni della  sala Bingo di viale Zara a Milano (da lui gestita unitamente ai soci GOLDSHMIDT “Udi” e FILINI Martino) ad opera di VENDEMINI Salvatore detto “la pantegana” ed altre persone a lui collegate (tra cui il pregiudicato ZIPOLO Giuseppe), per un preteso credito di 300.000,00 euro negato, però, dalla controparte.

Il predetto VENDEMINI Salvatore, unitamente alla convivente AUTIERI Filomena ed al figlio di quest’ultima, CARRAVIERI Marco, era stato arrestato in occasione della già citata operazione “HERMES” della D.D.A. di Napoli, ove emergeva quale “prestanome” dei summenzionati fratelli GRASSO nella gestione, tra l’altro, del “Bingo Zara” di Milano (un cui ramo d’azienda dall’aprile 2008 è stato rilevato dalla società “BINGO SO.LE.” di GOLDSHMIDT Ehud & C. s.a.s., evento all’origine di quel contenzioso – in merito, vds.già tel.nr.1769 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”, utile anche per la corretta identificazione della c.d. “pantegana”).

A seguito della scarcerazione di VENDEMINI Salvatore e CARRAVIERI Marco, avvenuta in data 31.12.2009 (vds. tel.nr.513-514-515-517-520 RIT.2122/09 cellulare Udi “master” e nr.66-69 RIT.2122/09 cellulare Udi “slave”), sono stati registrati numerosissimi commenti telefonici attinenti la suddetta questione, dai quali si sono palesate le crescenti preoccupazioni di FILINI Martino, GOLDSHMIDT Ehud “Udi” e PRONESTI “Antonello”, che hanno indotto quest’ultimo a rivolgersi a RASO Girolamo “Mommo” (col tramite di GULLACE Carmelo e POLITI Rocco) per ottenere “protezione” dalle minacce divenute nel tempo sempre più esplicite.
In particolare, nella tarda mattinata di martedi 5.1.2010, usando l’utenza mobile nr.334.8864339 a lui intestata, VENDEMINI Salvatore ha contattato direttamente GOLDSHMIDT Ehud “Udi”, il quale lo ha ammonito intimandogli di non richiamarlo più al telefono. In seguito, quest’ultimo ha informato dell’accaduto sia PRONESTI “Antonello” che FILINI Martino, invitandoli a non rispondere alle eventuali chiamate della c.d. “pantegana” (tel.nr.712-714-715-725-732-742 RIT.2122/09 cellulare Udi “master” e nr.7932 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Alcuni giorni dopo (martedi 12 e mercoledi 13.1.2010), VENDEMINI Salvatore ha telefonato anche a PRONESTI “Antonello”, chiedendogli un incontro per definire le loro pendenze economiche, nonché a FILINI Martino, al quale avrebbe chiesto la somma di 50.000,00 euro entro il lunedi seguente, altrimenti sarebbero stati “cazzi amari per Martino, Udi e Antonello”. Questi ultimi hanno concordato che avrebbero denunciato “la pantegana” per tentata estorsione, qualora avesse reiterato le minacce per ottenere il rimborso di alcune spese (asseritamente effettuate nella sala Bingo di viale Zara a Milano) che non era in grado di documentare (tel.nr.8272-8273-8302-8322-8367-8372-8388-8418 RIT.1501/09 cellulare Antonello e nr.780-784 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).
Nei giorni a seguire, sono pervenuti diversi altri tentativi di chiamata o messaggi SMS alle utenze monitorate da questo ufficio, provenienti dal cellulare di VENDEMINI Salvatore, ovvero da quello nr.392.5089491 intestato a CARRAVIERI Aldo [2] (presumibilmente anche questo in uso alla “pantegana” – tel.nr.8418-8656-8676-9405-9406-9407-9410-9844 RIT.1501/09 cellulare Antonello e nr.1526-1529 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).

Gli attriti tra le parti si sono inaspriti ad inizio febbraio 2010, dopo che  VENDEMINI Salvatore si è dapprima presentato (nella serata di sabato 6.2.2010) alla sala bingo di viale Zara a Milano, venendo letteralmente cacciato da GOLDSHMIDT Ehud “Udi” (tel.nr.1735-1769 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”, nr. 353-354-366 RIT.2122/09 cellulare Udi “slave” e nr.10182 nr.7932 RIT.1501/09 cellulare Antonello), poi ha inviato (il giorno seguente) dei messaggi SMS a PRONESTI “Antonello” (che li ha “girati” al socio “Udi”), nei quali lamentava la mancata corresponsione di alcune pendenze economiche e chiedeva un appuntamento sia con “Antonello” che col “cugino” di quest’ultimo (probabilmente riferito proprio a GULLACE Carmelo, evidentemente coinvolto nella vicenda). Peraltro, affermando che l’utenza da cui provenivano i messaggi SMS era a lui intestata, VENDEMINI Salvatore ha fornito ulteriori elementi che hanno confermato la sua corretta identificazione (VENDEMINI: “Sono passato da Zara UDI HA MINACCIATO DI DENUNCIARMI NON SO A CHE TITOLO VISTO CHE SONO IO IL TRUFFATO – NON TIRATE LA CORDA PERCHE’ IO VOGLIO SOLO QUELLO CHE MI SPETTA LEGALMENTE – PER VOSTA CONOSCENZA ANCHE QUESTA UTENZA COME LE PRECEDENTI E’ INTESTATA A ME – NON HO NIENTE DA NASCONDERE E NIENTE DA PREOCCUPARMI PER EVENTUALI INFAMITA’ CHE VORRESTE FARE – A PROPOSITO CARO ANTONELLO VORREI UN APPUNTAMENTO ANCHE CON TUO CUGINO PER CAPIRE LE RAGIONI DEL VS COMPORTAMENTO – tel.nr.10183-10184-10185-10186-10187-10188-10189-10193-10220-10221-10222-10223-10224-10225-10226-10227-10228 RIT.1501/09 cellulare Antonello, nr.1753-1754-1755-1756-1757-1758-1759-1760 RIT.2122/09 cellulare Udi “master” e nr.365 RIT.2122/09 cellulare Udi “slave”).
Non a caso (come già riferito in precedenza), nel tardo pomeriggio sempre di domenica 7.2.2010, PRONESTI “Antonello” si è incontrato proprio col “cugino” GULLACE Carmelo, nei pressi del “Bingo Zara” di Milano, in presenza anche di GOLDSHMIDT Ehud “Udi e di SOFIO Orlando (giunto a Milano sull’autovettura AUDI A4 SW di GULLACE Carmelo). In serata, i predetti sono andati tutti insieme a cena presso il ristorante “TI RICORDI” di via G.Murat nr.22 a Milano, ove GOLDSHMIDT Ehud “Udi” ha prenotato per sette persone (ovvero la coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI, GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando con le rispettive consorti che li accompagnavano ed un’altra persona non meglio individuata – tel.nr.10192-10214-10229-10230-10231-10232-10233-10237 RIT.1501/09 cellulare Antonello, nr.1761-1762-1763 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”, nr.4470-4471-4472-4473-4474-4476-4477 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo e nr.8646/8664 RIT.1066/09 ambientale AUDI A4 GULLACE Carmelo) 

Nel pomeriggio di mercoledi 17.2.2010, FILINI Martino ha riferito a PRONESTI “Antonello” di un ulteriore contatto avuto con la “pantegana” (ovvero VENDEMINI Salvatore), il quale gli ha fatto anche dei “discorsi strani” circa un invito a cena rivolto (a VENDEMINI Salvatore) dagli “amici” dello stesso “Antonello” (presumibilmente riferito proprio GULLACE Carmelo). Martino ha chiesto di far fissare da “Carlo” (verosimilmente il commercialista MICO’ Carlo) un appuntamento chiarificatore con “Salvatore” (VENDEMINI), invitando nel contempo “Antonello” a cercare di “sistemare l’altra cosa prima” di quell’incontro. In merito, “Antonello” ha risposto che prevedeva di recarsi a Roma (chiaramente da RASO Girolamo “Mommo”) entro la settimana seguente (Antonello: “Pronto?”; Martino: “Antonello? Sei lì da Carlo?”; Antonello: “Si”; Martino:(pausa) Allora, vedi di fissare, per favore… e fallo con calma, (pp.ii.) consulenza… un incontro con quel rompicoglioni di… di Salvatore, perché io ne ho piene le scatole che mi chiami… e oltretutto mi sento anche in dovere per lo meno di chiarire la posizione, perché non sono come Udi, che scappo o cose del genere… (Salvatore, n.d.r.) mi ha chiamato ancora, mi ha chiamato ieri e l’altro ieri, io però siccome sono convinto che nella vita comportarsi bene… se noi siamo nella piena ragione, ci dobbiamo comportare bene… ci vediamo (con Salvatore, n.d.r.), lui col suo avvocato e… eh… e gli diciamo perché non gli dobbiamo dare i soldi, così’ ufficializziamo la cosa, perché così lui si sente derubato e io non mi sento tranquillo finchè non ho dimostrato che non l’abbiamo derubato… okay?”; Antonello: “Ascolta… eh, il messaggio l’hai letto?”; Martino: “Si, si, si, okay… però adesso digli a Carlo di fare questa consulenza… eh, ovviamente lo paghiamo per questa consulenza… io gradirei un incontro, lì da lui se è possibile, o da qualche altra parte, però hai capito i termini”; Antonello: “Va bene, dai… no, facciamo qua e adesso… (breve pausa) la settimana prossima poi scendo anche a Roma, io”; Martino: “Si, però, Antonello, non ho voglia di continuare a sentire le cose, di qua e di là… Udi si sta comportando malissimo, perché non è che fuggendo o buttando fuori la gente che… io lo sai che non la penso così, perché io sono contro ogni tipo di cosa… io gli ho già detto quello che penso… giustamente però non sono da solo…” – OMISSIS – Martino: “…mi richiami e mi dici… io chiamo lui (VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) e gli dico ‘Ci vediamo il giorno X’… tu (“Antonello”, n.d.r.) se riesci a sistemare l’altra cosa prima… in ogni caso, sarebbe bene, perché non so, (VENDEMINI Salvatore) mi ha fatto discorsi strani: (riporta la frase di VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) ‘Sai, Antonello mi ha fatto invitare a cena dai suoi amici. Ma lui pensa che io…’…ho detto: ‘Guarda, Salvatore, a me non me ne frega un cazzo di niente (p.i.)… io ho le mie buone ragioni (pp.ii. x interferenza, n.d.r.)… due, perché le cose non vanno come prevedavamo e tre, perché quello che ci hai venduto era una ciofeca!’… Però ovviamente al telefono, così, non mi piace dirlo… glielo dico in faccia… glielo diciamo in faccia”; Antonello: (pp.ii.)”; Martino: “E non voglio perdere le giornate così”; Antonello: “Hai ragione, va bene”; Martino: “Vedi con Carlo, poi chiamami e dimmi il giorno, che io lo chiamo (VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) e gli dico il giorno”; Antonello: “Va bene, dai” – OMISSIS – tel.nr.11042 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Sugli stessi toni sono stati incentrati gli ulteriori contatti telefonici di FILINI Martino, in serata con GOLDSHMIDT Ehud “Udi” e nei giorni successivi con PRONESTI “Antonello”, il quale ha ribadito che prevedeva di recarsi a Roma “per l’altra cosa” e per il recupero credito di Latina approssimativamente entro la settimana seguente (tel.nr.2302 RIT.2122/09 cellulare Udi “master” e nr.11155-11220-11309 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Come già dettagliatamente riportato in precedenza, si ribadisce che, in quel periodo, gli incontri tra PRONESTI “Antonello” e GULLACE Carmelo sono stati certamente più frequenti del solito (i due si sono visti: nel pomeriggio di giovedi 11.2.2010, all’area di servizio di Dorno, lungo l’autostrada A7 Milano-Genova, in presenza anche di SOFIO Orlando; nella serata di lunedi 15.2.2010 a Toirano, presumibilmente presso l’abitazione di GULLACE Carmelo, in presenza anche di GOLDSHMIDT Ehud “Udi”; nel primo pomeriggio di mercoledi 23.2.2010 a Toirano, presso l’abitazione di GULLACE Carmelo ed hanno annullato all’ultimo momento un appuntamento per il tardo pomeriggio di mercoledi 17.2.2010 a Serravalle Scrivia per un ritardo non annunciato da parte della coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI).

E’ plausibile che, per risolvere il contenzioso con VENDEMINI Salvatore, GOLDSHMIDT Ehud “Udi” ed i suoi soci si siano rivolti anche (quale alternativa all’intervento di RASO Girolamo “Mommo”) ad un altro soggetto da loro chiamato “MARADONA”, subito dopo aver appreso della scarcerazione (in data 24.2.2010) di GRASSO Tullio e GRASSO Massimo (che FILINI Martino ha affermato di conoscere bene, vantandosi di avergli fatto “anche dei favori” – vds.tel.nr.11619 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Difatti, nella giornata di domenica 27.2.2010,  PRONESTI “Antonello” e FILINI Martino (su iniziativa di quest’ultimo) si sono recati a pranzo col suddetto “MARADONA” a Trezzano sul Naviglio (MI), per informarlo del comportamento della “pantegana”, registrando il suo disappunto al riguardo (vds. tel.nr.2563-2588-2619 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”, nr.629 RIT.2122/09 cellulare Udi “slave” nr.11608-11619-11643-11650-11703-11765-11767-11792 RIT.1501/09 cellulare Antonello – circa il pranzo a Trezzano sul Naviglio, vds. le celle attivate nel corso delle tel.nr.11769-11770-11771 RIT.1501/09 cellulare Antonello).

Nel frattempo, alle ore 14.33 di venerdi 25.2.2010, FILINI Martino ha raccontato a PRONESTI “Antonello” il contenuto dell’ennesima telefonata effettuatagli da “Salvatore” (VENDEMINI Salvatore), concordando di recarsi insieme il sabato seguente a mezzogiorno (impegno poi posticipato di un giorno) a “segnalare” la faccenda a terza persona (evidentemente “MARADONA”). “Antonello” ha comunque ribadito di essere in grado di fare anche “un’altra cosa” per risolvere quel problema, ovvero di recarsi “giù” (chiaramente a Roma) il martedi seguente (Antonello: “…martedi scendo giù e vado a sistemare questa cosa qua e basta! – tel.nr.11650 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Quest’ultimo concetto è stato riferito, pochi minuti dopo (alle ore 14.39 sempre di venerdi 25.2.2010), da PRONESTI “Antonello” direttamente a VENDEMINI Salvatore, il quale lo aveva contattato per chiedergli un incontro chiarificatore, accusandolo inoltre di non averlo aiutato quando aveva “passato un guaio” (ovvero era stato arrestato). Nel dettaglio, “Antonello” ha affermato che il martedi seguente (2.3.2010) avrebbe appositamente preso una giornata libera per andare a vedere di sistemare la questione (chiaramente a Roma, trasferta poi posticipata a venerdi 5.3.2010 – tel.nr.11652 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
“Antonello” ha poi omesso, nelle giornate successive, di rispondere ai nuovi tentativi di chiamata effettuati da VENDEMINI Salvatore (tel.nr.11883-11884-11885-11886-11887-11888-11918 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Alle ore 18.58 di giovedi 4.3.2010, rispondendo ad esplicita domanda di FILINI Martino, PRONESTI “Antonello” ha riferito di non essersi ancora recato a Roma, ma ha assicurato che ci sarebbe andato certamente il giorno seguente (venerdi 5.3.2010). Martino ha informato l’interlocutore che “lui” (con palese riferimento a VENDEMINI Salvatore, come poi confermato da altre risultanze), tramite terze persone, era ormai passato alle “minacce” telefoniche, per chiedere il pagamento di una somma pari a “300” (300.000,00 euro), peraltro superiore a quella quantificata dai due interlocutori (Antonello: “Pronto?”; Martino: “Antonello? Non sei andato a Roma, eh?”; Antonello: “No… sicuramente magari vado domani”; Martino: “GUARDA CHE SONO PASSATI ALLE MINACCE!”; Antonello: “Lui?”; Martino: “No… indirettamente”; Antonello: “Allora vedi che è vero che rompeva i coglioni… lui?”; Martino: “Mah… non lo so, perché adesso (pp.ii.) ‘…Udi, se devi 300, stacci all’occhio’… di qua e di là… ho detto: ‘Guarda, io non so niente!’… Che cazzo vogliono da me?”; Antonello: “Cosa ha detto lui? Cosa ha detto?”; Martino: NON LUI… TRAMITE UN ALTRO… MI FA: ‘TANTO TU HAI 300 DA DARGLI ALL’AMICO’… gli ho detto: ‘Mah, a me non risulta’…”; Antonello: “AH! SONO AUMENTATI, ADESSO!”; Martino: “Si, infatti”; Antonello: “Ah! E’ vero, c’è la provvigione degli altri”; Martino: “E MI HA DETTO DI… STARE ALL’OCCHIO”; Antonello: “Ho capito… ascolta… ti volevo chiedere, ma non mi hai mandato il coso… io aspettavo di chiamare il gommista per i cerchi”; Martino: “Non ho fatto in tempo, guarda… puoi risolvere il problema? Quello mi sta angosciando, eh!”; Antonello: “No, no, va bene”; Martino: “Eh! Che cazzo! Che arrivino anche… (pausa) telefonate, mi girano le scatole! Pensa te! Vabbuò, O.K., dai, ti saluto”; Antonello: “Va bene, ciao” – tel.12082 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Alle ore 21.19, Martino ha informato anche GOLDSHMIDT Ehud “Udi” delle minacce ricevute telefonicamente da terza persona, incaricata da “lui” (VENDEMINI Salvatore). “Udi” ha proposto di presentare una denuncia al riguardo, ma Martino ha preferito per il momento temporeggiare (Udi: “…vedi che è un pezzo di merda bugiardo…”; Martino: “No, non è che me l’ha detta lui… me l’ha detta un’altra persona che… che ha mandato l’ambasciata”; Udi: “Ma dove?”; Martino: “Al telefono, vabbè, ma… non c’è problema”; Udi: “Vedi, vedi, vedi… che se… vedi che sta… che è mosso… è bugiardo, che ha detto che no… se ti chiama qualcuno a minacciare…”; Martino: “Infatti gliel’ho anche detto… gli ho detto: ‘Siamo arrivati (pp.ii.)…’… ‘STATTI ACCORTO’, MI HA DETTO… ‘STATTI SVEGLIO’… cioè, eh…”; Udi: “Allora domani… domani parliamo, perché questa è una minaccia… bisogna andare a denunciare, penso, no?”; Martino: “No, lascia perdere, intanto vediamo cosa succede… poi vediamo, dai…”; Udi: “Si, è un pirla! Non è… no, ma non prenderà, perché… comunque… comunque, vedi… vedi, la cosa che mi gira che… LUI HA DETTO CHE NON È LUI, NO? INVECE MANDA GENTE A MINACCIARE!”; Martino: “Vabbè, dai, fa niente… io arrivo lì tra mezz’ora, se ci sei bene, sennò niente” – OMISSIS – tel.nr.2877 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).

Alle ore 09.05 di venerdi 5.3.2010, mentre si trovava in viaggio per la capitale, PRONESTI “Antonello” è stato informato telefonicamente da FILINI Martino del furto con scasso della cassaforte (verificatosi nella notte precedente, per un danno di circa 40.000,00 euro, come rilevato dalla banca dati SDI) all’interno degli uffici della ditta “SURETECH” [3] S.p.a. di Assago (società di cui FILINI Martino risulta amministratore unico, che è in parte controllata dalle società “PLAYTECH” [4] s.r.l. e “GAP” s.r.l., entrambe riconducibili alla coppia PRONESTI/GOLDSHMIDT). “Antonello” ha affermato che si stava recando a Roma appositamente per aiutare Martino, il quale ha ribattuto che l’interlocutore si stava invece adoperando per entrambi (Antonello: “IO STO SCENDENDO A ROMA… STO SCENDENDO”; Martino: “Eh, dai, che… quello là mi ha chiamato…”; Antonello: “Alle 8 questa mattina”; Martino: “Bravo… bravo…”; Antonello: “COSA DEVO FARE, MARTINO, PER TE!”; Martino: “PER ME? PER NOI” – OMISSIS – tel.nr.12112 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Alle ore 17.03, mentre stava rientrando da Roma, interloquendo col socio “Udi”, che esplicitamente gli ha domandato se “la cosa di Martino è a posto”, “Antonello” ha affermato di aver parlato della questione solo con “il nipote”  (ovvero POLITI Rocco), perché “lui non c’è” (intendendo quindi RASO Girolamo “Mommo”, che al momento si trovava in Calabria), rinviando ulteriori spiegazioni a quando si sarebbero incontrati in serata (Udi: “Ma la cosa di Martino è a posto?”; Antonello: “Si, l’ho visto, ma lui non c’è… dopo ti spiego… ho visto il nipote (POLITI Rocco, n.d.r.) gli ho detto la cosa proprio al volo, perché siamo saliti (sul treno in partenza, n.d.r.)– OMISSIS – tel.nr.12115-12167-12178-12183 RIT.1501/09 cellulare Antonello e nr.2887-2924-2931 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”). 

Alle ore 14.30 di giovedi 11.2.2010, sono pervenuti a GOLDSHMIDT Ehud “Udi” tre messaggi SMS “di minaccia” (seguiti da un tentativo di chiamata andato a vuoto), provenienti dall’utenza mobile nr.334.9199977, intestata al già citato ZIPOLO Giuseppe, che testualmente citavano: “Udi sono peppe è passato un anno che abbiamo lavorato per te. io ho bisogno dei miei soldi adesso basta ho un bambino piccolo in difficoltà e tu mi devi dei soldi che ho lavorato per te. io non riesco a capire questa cosa io faccio qualche stronzata io ho bisogno i miei soldi per mio figlio ha bisogno adesso basta….io ti trovo” (tel.nr.3168-3169-3170-3171 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).
Più tardi, dopo aver commentato il contenuto di quei messaggi con FILINI Martino, “Udi” ha telefonato a tale “BARRILA’” (reperito all’utenza nr.388.7510895 intestata a BARILLA’ Michele [5]), per chiedergli un incontro a Milano, poiché gli era pervenuta “una minaccia da parte di Giuseppe ZIPOLO tramite sms”. Poiché l’nterlocutore ha rappresentato di non essere più in rapporti con ZIPOLO da circa otto mesi, “Udi” ha commentato che “BARILLA’” ha fatto bene a “staccarsi da queste persone”, in quanto “metà di loro” sono stati arrestati per “camorra” ed anche lo stesso ZIPOLO “è messo male penalmente”. “Udi” ha poi riferito che avrebbe denunciato ZIPOLO, poiché era “arrivata anche un’altra minaccia dal suo amico” al socio dello stesso “Udi” (con palese riferimento alle minacce rivolte da VENDEMINI Salvatore all’indirizzo di FILINI Martino – tel.nr.3178-3179-3180-3191-3193-3194-3198 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”). 

Alle ore 16.35 di lunedi 15.3.2010, nel riferire a PRONESTI “Antonello” che “Salvatore” (VENDEMINI) continuava a fare pressioni, FILINI Martino ha chiesto all’interlocutore come era rimasto d’accordo “là” (intendendo a Roma). La risposta di “Antonello” ha fatto palesemente intendere che, durante la già citata trasferta del 5.3.2010 nella capitale, non si era incontrato con RASO Girolamo “Mommo”, in quanto assente. “Antonello” ha assicurato che comunque aveva “lasciato detto” (a POLITI Rocco), per cui sarebbe dovuto ritornare la settimana seguente a Roma, ove era atteso dallo stesso RASO Girolamo “Mommo” (come emerge chiaramente dalle telefonate nr.4560-4561 del 18.3.2010 RIT.1632/09 cellulare Girolamo), anche perché si era stancato della situazione (Martino: “…ma tu poi là come vi eravate messi d’accordo?”; Antonello: “Sono rimasto giù… gli ho lasciato detto… perché lui non c’era, era giù (in Calabria, n.d.r.) e arrivava sabato… perché quel giorno lì è andato via una settimana e sono andato giù e non lo sapevo io… perché non è che telefono, vado giù e basta! … Allora gli ho lasciato detto così, però era tutto di corsa, eh… adesso gli ho detto che tornavo giù… speravo già questa settimana di tornare là, che almeno stavo là un giorno, capito? Gli avevo lasciato detto… no, no… l’unica è fare così… guarda che è proprio una cosa personale mia… che me la son presa troppo a cuore… (Salvatore) m’ha rotto i coglioni veramente! – tel.nr.12804 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Appare evidente che l’animosità esternata da PRONESTI “Antonello” era rivolta a VENDEMINI Salvatore, che circa un’ora prima aveva provato per l’ennesima volta a mettersi in contatto con lui, chiedendo anche, tramite messaggio SMS, di essere richiamato quanto prima (tel.nr.12797-12798 RIT.1501/09 cellulare Antonello). 

Nel tardo pomeriggio di giovedi 18.3.2010, FILINI Martino ha riferito a GOLDSHMIDT Ehud “Udi” che “la pantegana” (VENDEMINI Salvatore) gli aveva formulato una nuova richiesta di denaro tramite tale “Angelo BRUSCI” n.m.i. (che a sua volta aveva prestato dei soldi a VENDEMINI Salvatore). I due hanno commentato che la somma di 500.000,00 euro che “la pantegana” e “ZIPOLO” (ZIPOLO Giuseppe) pretendevano da “Udi” e Martino era spropositata, dato che il valore delle due sale che questi ultimi avevano acquistato non superava i 160.000,00 euro, peraltro svalutati dalle ingenti spese di ristrutturazione sostenute (Udi: “…volevo dirti un’altra cosa… ma ti rompe ancora i coglioni la pantegana?”; Martino: “Eh, cazzo! Adesso mi ha rotto i coglioni tramite un altro… adesso, mi è arrivato un altro e mi fa: ‘Ma tu gli devi dare dei soldi…’… gli ho detto: ‘Scusa…’… gli ho detto: ‘Angelo…’… era BRUSCI (fonetico, n.d.r.), tra l’altro… gli ho detto: ‘Nella vita bisogna sapere che ci sono dei debiti e dei crediti… lui (Salvatore, n.d.r.) è vero che gli dobbiamo dare dei soldi, ma lui quanto ci deve dare a noi? Perché se lui (pp.ii.) deve dare a noi, forse ha ragione lui, ma però…’…”; Udi: “Cosa c’entra BRUSCI con lui?”; Martino: “Perché BRUSCI gli sta prestando dei soldi e dice: ‘ Si, perché Martino non mi paga, perché c’è l’ebreo (“Udi”, n.d.r.) che deve darmi mezzo milione di euro’… gli ho detto: ‘Allora, Angelo, fai una cosa, prova a chiedergli se lui ci deve dare qualche cosa a noi… perché ha ragione lui, forse che qualcosa gli abbiamo promesso, però ci stiamo dimenticando quello che lui ha promesso a noi”; Udi: “Figurati, se non supera 160.000,00 euro! Figurati… tutto rovinato era lì, prima, Martino! No, dico, dobbiamo investire circa 300-350.000,00 euro… tu sui danni che ha fatto lui… anche ZIPOLO addirittura è un danno suo, eh!”; Martino: “No, quello no, non è vero”; Udi: (pp.ii. per voci sovrapposte) Ci ha promesso il parquet, ci ha promesso l’arredamento di due sale… tu ce l’hai la fattura che ha firmato lui anche… ci ha venduto due sale, dove sono?”; Martino: “E’ vero, è vero”; Udi: “Molla questa storia, perché…”; Martino: “Ma che ci stanno assillando con questa storia, porca puttana!”; Udi: “No, ma è un pirla questo qua… lascialo stare…” – OMISSIS – tel.nr.3459 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).

Nei giorni a seguire, VENDEMINI Salvatore ha continuato a cercare sia PRONESTI “Antonello” (usando in un caso anche il cellulare nr.346.8464809, intestato alla convivente AUTIERI Filomena) che FILINI Martino, ma entrambi hanno evitato di rispondere a quelle telefonate. In merito, “Antonello” ha assicurato che si stava adoperando per sistemare “anche quella storia lì” (tel.nr.13389-13404-13427 RIT.1501/09 cellulare Antonello).

Nel pomeriggio di venerdi 26.3.2010, Martino ha letto ad “Udi” l’ennesimo messaggio SMS di minaccia, pervenutogli da terza persona vicina alla “pantegana” (“Non pensate che a non rispondere si risolva il problema. Io lo risolverò in ogni caso”). “Udi” ha riferito testualmente ad “Antonello”, che lo accompagnava: “Anto, la pantegana minaccia con SMS… la pantegana a Martino”, quindi ha invitato Martino a non preoccuparsi (tel.nr.3828 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).

Nel tardo pomeriggio di lunedi 29.3.2010, Martino ha riferito ad “Antonello” che continuavano a pervenirgli telefonate da “quel rompicoglioni di VENDEMINI”. “Antonello” ha ribadito che sarebbe dovuto tornare a Roma per far intervenire RASO Girolamo “Mommo” (Antonello: “…solo che io stavo aspettando come fare per tornare là (a Roma, n.d.r.)… porca miseria! Perché quel giorno (il 5.3.2010, n.d.r.) lui (RASO Girolamo “Mommo”, n.d.r.) non c’era… ho lasciato detto, però volevo andare io, capito?”). Martino ha commentato a lungo anche con “Antonello” l’“intromissione” di “Angelo BRUSCI” nella vicenda e le pretese economiche di VENDEMINI Salvatore per la vendita della sala bingo, nettamente discordanti dalle loro stime (tel.nr.13853 RIT.1501/09 cellulare Antonello).

Nel pomeriggio di domenica 4.4.2010, usando (per l’ennesima volta) l’utenza mobile nr.335.320427 del nipote POLITI Rocco, RASO Girolamo “Mommo” ha telefonato a PRONESTI “Antonello”, per invitarlo a tornare a Roma per “parlare”, senza specificare gli argomenti da trattare (Mommo: …devi venire… che dobbiamo parlare…”). I due hanno anche fatto accenno al precedente viaggio nella capitale di “Antonello”, effettuato nella giornata di venerdi 5.3.2010 (di cui si tratterà di seguito), durante il quale non erano riusciti ad incontrarsi (in quanto RASO Girolamo “Mommo” si trovava in Calabria – tel.nr.7559-7599/7601 RIT.1500/09 cellulare Rocco e nr.14510-14534/14536 RIT.1501/09 cellulare Antonello). Tale conversazione fa presupporre l’interessamento di “Mommo” anche per risolvere la questione delle minacce provenienti da VENDEMINI Salvatore “la pantegana”.
Evidentemente, l’invito di “Mommo” è stato recepito da “Antonello”, atteso che, pochi giorni dopo, quest’ultimo ha informato l’urologo PAPALIA Rocco (classe 1980) che prossimamente sarebbe passato a trovarlo a Roma, ove doveva tornare per concretizzare degli appuntamenti, concetto ribadito in un loro successivo contatto telefonico del 25.4.2010 (tel.nr.14875 dell’8.4.2010 e nr.16469 del 25.4.2010 RIT.1501/09 cellulare Antonello). 

Alle ore 13.45 di lunedi 12.4.2010, VENDEMINI Salvatore è riuscito a mettersi in contatto con PRONESTI “Antonello”, che probabilmente non aveva riconosciuto il numero da cui proveniva la chiamata (ovvero il cellulare nr.346.8464809, intestato ad AUTIERI Filomena, convivente di VENDEMINI Salvatore). Il chiamante ha alternato varie argomentazioni (minacciose e di apparente accomodanza) per ottenere un incontro risolutore con Martino, “Udi” ed “Antonello”, onde definire le pendenze economiche per la vendita della sala bingo (“BINGO ZARA” di Milano). Salvatore, che si riteneva in credito, ha fatto presente di aver urgente bisogno di denaro, poiché pressato dal fatto di essere “senza lavoro” e di essersi dovuto “vendere la casa per gli avvocati” (a seguito del proprio arresto). Usando dei toni particolarmente “forti”, Salvatore ha ventilato la possibilità di esporre la controparte a provvedimenti giudiziari analoghi a quelli da lui patiti (sequestro di beni e quote societarie), qualora non fossero giunti ad un accordo per lui soddisfacente (Salvatore: “…no, perché là ci vuole un attimo a bruciare tutta la cosa… cioè, io vado a dire le cose che abbiamo fatto… stiamo a posto, no? Come si sono presi il mio, si pigliano pure l’altro…”). “Antonello” ha esternato l’intenzione di incontrare Salvatore appena si fossero resi disponibili anche Martino ed “Udi” (quest’ultimo in procinto di effettuare un viaggio all’estero), ma si è negato per un eventuale incontro immediato con l’interlocutore, nonostante le insistenze di quest’ultimo (Salvatore: “Antonello, ciao... Salvatore”; Antonello: Salvatore… ciao”; Salvatore: “Ciao… senti, me lo date sto appuntamento? Perchè penso che stiamo andando proprio... senza nessuna educazione, almeno vederci da persone perbene… civili e cercare di trovare una soluzione, no?”; Antonello: ntonello:"Vabbè, io adesso glielo dico”; Salvatore: “Eh, si, vabbè, tu adesso glielo dici... Martino non risponde, Udi una volta mi minaccia, una volta mi caccia... non posso mica essere trattato in questo modo, penso, no?”; Antonello: Salvatore… niente, guarda... io dovevo scendere un attimo, perchè volevo parlare per delle cose e poi ti volevo far sapere, ma solo che non ho avuto tempo mai di scendere, perchè sono sempre impegnato”; Salvatore: “Antone’, è una situazione talmente vergognosa quella che si sta facendo..... che penso sia proprio fuori da tutte le cose… io penso di essermi comportato sempre correttamente... eh, se poi...”; Antonello: Salva, sai, lì ci sono stati anche casini… per quello, ma non è che non ti vogliamo trovare… vogliamo spiegarti il perché…”; Salvatore: “E nei casini… ci si siede e si risolvono i casini... ma non è che io posso andare avanti all'infinito a essere trattato come un pezzo di merda… che non sono... no?”; Antonello: Ma comunque lo facciamo l'appuntamento, eh… adesso vedo io di trovare come fare”; Salvatore: “Cioè… eh… sono inguaiato… non tengo lavoro… non tengo una lira... gli avvocati… mi sono dovuto vendere la casa… penso che si stà arrivando a una cosa che poi qualsiasi cosa succede... non voglio passare per pezzo di merda, capito?”; Antonello: Adesso dammi un pò di tempo un attimo che vedo come fare... comunque anche io lo voglio trovare l'accordo… così almeno ci parliamo, tu dici le tue, noi diciamo le nostre e vediamo”; Salvatore: “Eh, la soluzione si trova… perchè Martino dice: ‘Noi abbiamo spesi di più...’… ma avete speso di più di che cosa? Che quella era una sala aperta… e cosa avete speso di più? Perchè sono state fatte delle cose sbagliate… comunque, vabbè, sono state spese di più? Siamo in quattro, quello che è stato speso in più diviso quattro, ma non che è stato speso di più e io guardo! Cioè, ma è assurdo, no?”; Antonello: Va bene”; Salvatore: “Non è che sto dicendo… eh… ‘Che me ne fotte a me’… oppure mi sto atteggiando, come qualcuno si atteggia… io voglia di atteggiarmi non c'è ne ho proprio, perchè già quello che ho passato, non per colpa mia, già è pesante... se però su questo… a passare da stronzo, proprio completamente... è tutto il contrario... allora senza che mi metto a parlare con qualcuno e mi metto a dire le cose... no, perchè pure l'altra volta dice: ‘Ah, è venuto questo’… ma fatemi vedere chi è! Chiamatemi! Cioè, io voglio vedere chi è che viene a parlare per cose mie… non può venire nessuno a parlare per cose mie, se non io… e non ho saputo più niente... chiamo Martino, non risponde... Udi non risponde... tu con il telefono mio non mi rispondi… cioè, non penso sia…”; Antonello: Perchè te l'ho detto, prima dovevamo sbrigare delle cose e poi ti volevamo chiamare... vabbè, dai… ma comunque ti faccio sapere”; Salvatore: “E fatemi sapere ... in questa settimana risolviamo, perchè si deve risolvere questa cosa”; Antonello: Questa settimana non penso, Salva, non penso che ce la facciamo... sarà sempre dopo il 20… oggi cos'è, il 12? Non ce la facciamo (pp.ii)…”; Salvatore: “Ma perché, dieci minuti non ci possiamo vedere?”; Antonello: Eh… ma perchè Udi non c'è, dopo che va via... abbiamo un pò di cose da sbrigare, io devo scendere giù... eh, devono fare... poi ho un po di casini miei, capito! Non ci sono... niente, però comunque vedrai che la mettiamo a posto... almeno da chiarirci, capito?”; Salvatore: “Almeno vi chiarite… e sapete che intenzioni tenete voi e che intenzioni ho io…”; Antonello: Almeno da chiarirci…”; Salvatore: “…e poi ognuno si muove su... su come si vuole muovere, però almeno sappiamo… cioè, non è che io mi muovo e poi dici: ‘Che cazzo (p.i.) ti muovi!’… Eh, no, perchè là ci vuole un attimo a bruciare tutta la cosa… cioè, io vado a dire le cose che abbiamo fatto… stiamo a posto, no? Come si sono presi il mio, si pigliano pure l'altro… cioè, ma penso che è una stronzata, penso, no?”; Antonello: Salva, sai che di ‘ste cose io non…”; Salvatore: “E lo so, difatti, è antipatico… parliamo da persone corrette come abbiamo sempre fatto… che poi Udi vuole tirare… risparmiare per la sua nazionalità… ma ci sediamo e vediamo, io non ho proprio più vogli di sbattermi...”; Antonello: Guarda, Salva, che anche una cosa importante, adesso che mi viene in mente, intanto che ti sto sentendo… noi abbiamo bisogno anche per il discorso di fatture, perchè… tu hai preso i soldi da noi e in qualche maniera… ci troviamo un buco della Madonna, lì, eh!”; Salvatore: “Si, ma dato che è tutto regolare quello che noi facciamo… (pp.ii. per voci sovrapposte)”; Antonello: I soldi li avete presi per l’uscita lì, logicamente ci sono da fare delle fatture, perchè i soldi sono usciti dalla società, capito?”; Salvatore: “E certo, ma per questo bisogna…”; Antonello: Questa cosa te la volevo già dire l’altra volta, mi ero dimenticato”; Salvatore: “Eh, ma se non ci vediamo e facciamo un piano… ma mi dite come cazzo dobbiamo fare?”; Antonello: E’ logico, ma guarda che veramente anche noi abbiamo bisogno di queste fatture… perchè se no sono andati i soldi a te… e come?”; Salvatore: “E certo”; Antonello: “Vabbè”; Salvatore: Ma intanto pure se ci dobbiamo vedere un attimo io e te… ci mangiamo un attimo una pizza… perchè io, sinceramente… ho sempre parlato con te, perchè ti ho sempre considerato quello più regolare mentalmente… Martino è abituato a fare imbrogli tutti i giorni (frase detta in dialetto napoletano, n.d.r.) e scarica sugli altri… perchè poi pure quello che scarica sugli altri non va bene… perchè uno conosce le cose… conosce le cose, ma chiunque parla con lui… cioè, questo prende benzina e butta adosso agli altri senza nessuna remora, vediamo se fra stasera e domani che cosa… ci prendiamo un caffè un momento…”; Antonello: Ma non ce la faccio, Salva… sono incasinato in questi giorni, ma proprio incasinatissimo”; Salvatore: “Vabbuò, vedi tu”; Antonello: Ho dei problemi un po seri che mi devo sbrigare, sono un pò messo male”; Salvatore: “E lo so, però i problemi seri sono tutti quanti, la mia sopravvivenza pure… cioè, io non posso stare che devo andare a chiedere l'elemosina in giro”; Antonello: Troveremo un pò come fare … eh, niente, dai… dammi qualche giorno che vediamo un pò come…”; Salvatore: “Cioè, io non esco di casa perchè non so come cazzo devo uscire (frase detta in dialetto napoletano, n.d.r.)… cioè, non posso stare appeso… a dipendere da mia moglie o da mio fratello... cioè, io sono in una situazione che mi sento veramente un uomo di merda… vedi tu!”; Antonello: Dai, dammi… dammi che voglio… almeno da chiarirci, capito? Solo per questo, da sapere cosa dobbiamo fare… non rimanere così... quello che bisogna dirti, te lo diciamo… e troviamo…”; Salvatore: “Bisogna definirla definitivamente, voi vi pigliate la strada vostra, io mi piglio la mia”; Antonello: Vabbè… va bene, dai, ok… ciao… ciao”; Salvatore: “Fammi sapere… ciao” –tel.nr.15140 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Alle ore 14.12, “Antonello” ha riferito il contenuto della telefonata di “Salvatore” (VENDEMINI) a FILINI Martino, il quale invece in mattinata non aveva risposto ad una sua chiamata. “Antonello” ha convenuto che bisognava definire una volta per tutte quella vicenda, perché non voleva continuare ad avere scocciature da “Salvatore” (Antonello: “…ma anche con lui (VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) bisogna chiuderla questa storia… non può continuare a chiamare e a romperci il cazzo!” – tel.nr.15143 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
I due sono ritornati sull’argomento nella mattinata seguente (martedi 13.4.2010), quando “Antonello” ha spiegato che, prima di andare a Roma, doveva finire tutte le cose che stava facendo. Martino si è raccomandato che mettessero “a posto quella storia lì”, in previsione di eventuali altre telefonate di VENDEMINI Salvatore (non espressamente menzionato). “Antonello” è apparso particolarmente spazientito ed ha ribadito che intendeva convocare l’interessato (VENDEMINI Salvatore), per intimargli di “non chiamare più Martino e di minacciare come ha fatto”. Martino ha espresso l’intenzione di contestargli, nella circostanza, il ritardo di tre mesi nell’apertura della sala bingo (di viale Zara a Milano) ed i danni di immagine derivati dal suo arresto (Martino: “…non abbiamo potuto aprire ad aprile (2010, n.d.r.) ma abbiamo aperto a luglio… e quando abbiamo aperto a luglio ancora i giornali ci attaccavano, perciò la gente aveva paura a venire lì, perché eravamo dei mafiosi e dei camorristi…”), che hanno causato delle spese non preventivate che i due interlocutori non intendevano accollarsi (Martino: “…vediamo un attimo di mettere a posto quella storia lì, per favore… perché se (VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) mi rompe i coglioni ancora oggi, gli dico: ‘Senti una cosa…’…”; Antonello: “Io stamattina lo chiamo (VENDEMINI Salvatore), né… lo chiamo e gli dico che lo voglio vedere e di venire due secondi lì e gli dico due parole… gli dico che non si deve permettere di chiamare Martino e di minacciarti come ha fatto! … Perché se lui fuole fare il pirla, facciamo i pirla! Io glielo dico in faccia: ‘Poi se vuoi fare la persona…’… lui mi dirà: ‘Io ho avuto anche abbastanza pazienza’… ‘E noi ci abbiamo anche i nostri problemi e non è che qui… e son problemi causati per colpa tua non sono problemi per noi… sono riflessi a tutto il tuo comportamento di merda che hai avuto sempre… ci hai messo K.O., ci hai messo’…” – OMISSIS – Martino: (riferito a quanto detto a VENDEMINI Salvatore)… ‘Guarda che noi siamo nella merda, perché tra l’altro, a parte il casino che quando tu hai avuto i tuoi problemi… io non voglio darti colpa, però in realtà… la realtà è stata che il bingo non abbiamo potuto aprirlo ad aprile (2010, epoca in cui VENDEMINI Salvatore è stato arrestato, n.d.r.) ma abbiamo aperto a luglio e quando abbiamo aperto a luglio ancora i giornali ci attaccavano, perciò la gente aveva paura a venire lì, perché eravamo dei mafiosi e dei camorristi… tu puoi non averne colpa, ma questa qua è la realtà dei fatti… il bingo non è partito perché avevano paura e ci ha messo sei mesi a partire e nel contempo le spese c’erano e siamo andati sotto di brutto’…” – OMISSIS – tel.nr.15188 RIT.1501/09 cellulare Antonello).

Nel tardo pomeriggio di mercoledi 14.4.2010, FILINI Martino ha riferito anche a GOLDSHMIDT Ehud “Udi” di aver ricevuto una nuova telefonata dallo “stronzo” (chiaramente VENDEMINI Salvatore), alla quale non aveva però risposto. “Udi” ha tranquillizzato l’interlocutore, asserendo testualmente: “…mandiamo il nostro amico a parlare un attimo, lì…”, indicando così verosimilmente la discesa a Roma del loro socio PRONESTI “Antonello” quale momento di risoluzione della problematica. Martino ha ribadito che voleva convocare l’interessato per quantificare le spettanze che eventualmente gli erano dovute, per poi troncare definitivamente i rapporti (Martino: “…lo chiamo (VENDEMINI Salvatore, n.d.r.) gli ho detto… che quando sarà il momento, gli daremo quello che è dovuto, se è dovuto e di non rompere più i coglioni! Che dopo quello che mi ha detto, sul ricatto dei figli, non voglio più averci a che fare!” – OMISSIS – tel.nr.4235 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).
Un ulteriore contatto tra Martino ed “Antonello”, registrato nel tardo pomeriggio seguente (giovedi 15.4.2010), verteva su contenuti del tutto analoghi. Nell’occasione, Martino ha affermato che “l’amico di Udi” (VENDEMINI Salvatore) e “Marco” (CARRAVIERI Marco) erano stati entrambi condannati “a nove anni in primo grado”, essendo stato processato con rito abbreviato (tel.nr.15580 RIT.1501/09 cellulare Antonello).
Ed ancora, nella tarda serata di venerdi 16.4.2010, Martino ha rappresentato ad “Udi” che l’“amico” di quest’ultimo (VENDEMINI Salvatore) continuava a telefonargli ed aveva rivolto una minaccia esplicita (Martino: “Udi… Udi… a parte che mi chiama sempre il tuo amico… MI HA DETTO CHE ADESSO VIENE LÌ E TI SPACCA LA FACCIA”). “Udi”, che in quel momento era in compagnia di “Antonello”, ha riferito a quest’ultimo: …LA PANTEGANA CONTINUA A CHIAMARE MARTINO…, ottenendo come risposta: SE NON ANDIAMO A ROMA COME FACCIO?.... “Udi” ha pertanto risposto a Martino: Martedi andiamo a Roma (tel.nr.4375 RIT.2122/09 cellulare Udi “master”).

Infine, nel pomeriggio di mercoledi 21.4.2010, parlando con “Antonello”, Martino ha ribadito che “l’amico” (VENDEMINI Salvatore) lo stava assillando e, solo in quella giornata, lo aveva già chiamato cinque volte. “Antonello” ha affermato testualmente: non sono andato, lo sai che devo andare a Roma…, aggiungendo che non riusciva a svincolarsi per gli impegni lavorativi, ma promettendo che entro la settimana seguente sarebbe andato in treno nella capitale (tel.nr.16103 RIT.1501/09 cellulare Antonello).

In conclusione, sulla base di quanto desumibile dalle pregresse risultanze fin qui riepilogate, si ritiene che la volontà di “andare a Roma”, più volte manifestata da PRONESTI “Antonello” anche su sollecitazione dei soci FILINI Martino e GOLDSHMIDT Ehud “Udi”, non può che intendersi finalizzata ad attuare un intervento da parte di RASO Girolamo “Mommo” nei confronti di VENDEMINI Salvatore “la pantegana”.

Prima del termine delle attività tecniche di questo Ufficio (protrattesi fino al 5.5.2010), sono state registrate alcune conversazioni telefoniche che hanno consentito di documentare un incontro, nella serata di martedi 4.5.2010, tra “la pantegana” (VENDEMINI Salvatore) e PRONESTI “Antonello”, il cui esito è stato poi a lungo illustrato da quest’ultimo a GOLDSHMIDT Ehud “Udi”. “Antonello” ha spiegato che “Salvatore” (VENDEMINI) “ce l’ha a morte” principalmente con FILINI Martino, da cui vantava crediti per alcune decine di migliaia di euro, derivati dall’acquisto della concessione del bingo di viale Zara da parte della società “BINGO SO.LE.”, al prezzo di 350.000,00 euro complessivi. Avendo urgente bisogno di denaro “per pagare gli avvocati per quel processo lì”, “Salvatore” stava “martellando” Martino ed in mattinata era andato a cercarlo, accompagnato da una persona evidentemente poco raccomandabile, ma non l’avevano trovato in ufficio (Antonello: “…se lo sa Martino… mamma mia!” … “Ma se ti dico (Salvatore, n.d.r.) con chi è andato là sotto il suo ufficio (di Martino, n.d.r.)lo sa lui, che diarrea che gli viene?”).  “Antonello” ha fatto riferimento a quanto fosse addentrato “Salvatore” nel settore delle scommesse, avendo molte conoscenze “a Napoli da quelli là” (probabile riferimento ai fratelli GRASSO), col “direttore del casino di Sharm” (Sharm El-Sheik in Egitto), nell’ambito del “poker on-line” ed addirittura con  “un russo che è numero uno per il poker”.  “Antonello” ha ricordato di un pranzo fatto con “Udi” in un ristorante a Napoli, che non gli era stato fatto pagare, in quanto “aveva telefonato la pantegana” prima che gli venisse presentato il conto. “Udi” è apparso sollevato, dato che la pressione nei confronti suoi e di “Antonello” veniva allentata da parte della “pantegana”, comunque ha invitato l’interlocutore a stare lontano da quest’ultimo, ritenendolo persona di cui non c’era da fidarsi e dalla quale bisogna stare alla larga (vds.tel.nr.5227-5234 RIT.2122/09 cellulare Udi “master” e nr.1211 RIT.2122/09 cellulare Udi “slave”).

 

[1] MICO’ Carlo, nato a Crotone il 3.11.1969, residente in San Ferdinando di Puglia (FG)...

[2] CARRAVIERI Aldo, nato a Lerici (SP) il 29.11.1925, residente in Segrate (MI)...

[3] “SURETECH” S.p.A., p.iva 04028440966, con sede in Assago (MI), via Albert Einstein nr.20, operante nel settore della produzione, distribuzione e commercio di prodotti informatici, avente quale comproprietario ed amministratore unico FILINI Martino.  Nella proprietà, figurano quote di pertinenza della società “PLAYTECH” s.r.l., quest’ultima compartecipata dalla “GAP” s.r.l. e dalla “SLM ENTERTAINMENT” s.r.l., riconducibili rispettivamente alla coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI ed a FILINI Martino

[4] “PLAYTECH” s.r.l., p.iva 03056250131, con sede in Como, via Volta nr.53, operante nel settore  della produzione, distribuzione e commercio di prodotti informatici, avente quale presidente del consiglio di amministrazione GOLDSHMIDT Ehud e quale consigliere FILINI Davide.  Nella proprietà, figurano quote di pertinenza delle società “GAP” s.r.l. e “SLM ENTERTAINMENT” s.r.l., riconducibili rispettivamente alla coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI ed a FILINI Martino

[5] BARRILA’ Michele, nato a Crema (CR) il 29.4.1976

 

Rapporti con i fratelli COSTA Carmelo e Rosario:

In più passaggi del presente elaborato viene illustrato il ruolo di vero e proprio uomo di fiducia e “portavoce” di RASO Girolamo “Mommo”, ricoperto dal nipote (acquisito) GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy”, incaricato, tra l’altro, di tenere per conto dello stesso i contatti diretti con svariati soggetti in Calabria, approfittando delle sue frequenti trasferte verso la capitale (accortezza utilizzata per eludere le eventuali intercettazioni telefoniche a loro carico).
In tale contesto, già pochi giorni dopo l’inizio delle intercettazioni a suo carico (e precisamente da metà settembre 2009 in poi), sono stati rilevati diversi contatti telefonici tra il summenzionato “Jimmy” ed  i fratelli COSTA Carmelo detto “Melo” e COSTA Rosario detto “Angelo”, spesso finalizzati a fissare appuntamenti “di persona” tra gli interessati (vds.tel.nr.1624-1625-2035-6914-7207-7270-7850-7930-7946-8250-9369-9371-9372-9373-9631-9632-9633-9634 – 11936-11968-11969-18186-18556-23179-25991-29165-29166-29167-29177 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM ed altre successive).
Dall’inizio di marzo 2010, i contatti coi fratelli COSTA si sono intensificati e “Jimmy” ha organizzato vari appuntamenti in Calabria ed a Roma tra gli stessi e RASO Girolamo “Mommo” (che poi li ha fatti incontrare con PAGNOZZI Domenico nella capitale il 18.4.2010), GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando (questi ultimi raggiunti dagli interessati a casa di “Mommo” a Roma il 14.3.2010 ed a Serravalle Scrivia il 19.3.2010). 

Quella serie di incontri tra i summenzionati indagati assume particolare rilevanza alla luce del fatto che, in data 8.3.2011, il suddetto COSTA Carmelo è stato tratto in arresto, unitamente ad altri 40 soggetti ritenuti affiliati alle cosche reggine della ‘ndrangheta, in esecuzione di O.C.C.C. emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione denominata “Il Crimine 2” (seguito dell’operazione “il Crimine”, di cui al procedimento penale nr.1389/2008 R.G.N.R. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, culminata in data 13.7.2010 con il fermo di complessivi 156 presunti affiliati alla ‘ndrangheta, tra i quali RASO Giuseppe “avvocato”). Nel dettaglio, COSTA Carmelo è stato ritenuto affiliato  alla “società di Rosarno”, struttura ai vertici dell’intera organizzazione criminale denominata ‘ndrangheta in quanto presieduta direttamente dal “Capo Crimine” della “Provincia” reggina, OPPEDISANO Domenico “Mico” (...).
Anche in quelle indagini, i soggetti chiamati “Melo” ed “Angelo”, normalmente rintracciati alle utenze mobili nr.366.380xxxx e nr.327.540xxxx, sono stati individuati negli intestatari delle rispettive schede telefoniche, ovvero COSTA Carmelo detto “Melo” ed il fratello COSTA Rosario detto “Angelo”, a riprova della corretta identificazione degli stessi da parte di questo Ufficio.

Ed ancora, l’autovettura MERCEDES 250 SW tg.AL342HM, intestata a COSTA Carmelo, figurava tra quelle utilizzate dagli invitati al matrimonio tra la figlia di PELLE Giuseppe della famiglia “GAMBAZZA” (PELLE Elisa classe 1987) ed il figlio del defunto BARBARO Pasquale della famiglia “U CASTANU” (BARBARO Giuseppe CLASSE 1986), celebrato nella giornata di mercoledi 19.8.2009 a Plati’ (RC). Come emerge dagli incartamenti dell’operazione “Il Crimine”, in quella occasione si è svolto un vero e proprio summit di ‘ndrangheta, nel corso del quale era stata decisa la nuova assegnazione della carica di capo-crimine (...).

Dalle intercettazioni effettuate da questo ufficio, è stato riscontrato che, in quel periodo (precisamente tra il 16 ed il 27.8.2009), GULLACE Carmelo e RASO Diego si trovavano in Calabria. Da una serie di telefonate intercorse tra quest’ultimo e vari soggetti (vds. soprattutto tel.nr.4302-4354 RIT.1065/09 cellulare Diego), si rileva che proprio nella giornata di mercoledi 19.8.2009, probabilmente anche GULLACE Carmelo (accompagnato dai fratelli GULLACE Francesco e RASO Giuseppe “avvocato” e forse dal figlio di quest’ultimo, Antonio) si è recato ad un matrimonio, evento del quale né in precedenza, né nel prosieguo delle indagini, gli interessati (fatta esclusione per RASO Diego) hanno mai fatto alcun cenno nelle loro numerosissime conversazioni telefoniche intercettate, neanche in quelle intercorse con i più stretti familiari (palesando una riservatezza inusuale per quel genere di cerimonia).

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Nella mattinata di giovedì 4.3.2010, GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” ha accompagnato l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Reggio Calabria, CARIDI Antonio Stefano proprio presso la “masseria” dei citati fratelli COSTA Rosario e Carmelo, ubicata in contrada San Fili a Melicucco (RC), come si evince dalla sequenza di alcune conversazioni telefoniche intercettate (tel. nr.30210-30446-30462-30463-30517-30530-30532-30533-30545-30547-30711 – 30724 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM), nonché dalle celle attivate, sempre dall’utenza nr.348.7671955 in uso a GIOVINAZZO, in concomitanza dell’incontro (in particolare, si attiva la cella del comune di Melicucco). Non è da escludere che, nella circostanza, fosse presente anche GULLACE Francesco detto “Ciccio”, il quale, poco prima dell’appuntamento in questione, si era incontrato presso il distributore di carburante di Bovalino (RC) con lo stesso “Jimmy” (come desumibile dalla già riportata tel.nr.30517 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).

Due giorni dopo (nel pomeriggio di sabato 6.3.2010), durante la concomitante permanenza (tra il 26.2.2010 ed il 10.3.2010) di RASO Girolamo “Mommo” nel paese natio (dove si è personalmente attivato per la campagna elettorale delle amministrative in favore di CARIDI Antonio Stefano), lo stesso si è recato col nipote “Jimmy” presso la suddetta “masseria” dei fratelli COSTA (come evincibile dalle tel.nr.30917-30926-30929 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).

In quello stesso periodo, anche SOFIO Orlando e GULLACE Carmelo, viaggiando a bordo dell’autovettura AUDI A4 tg.DH496JB di quest’ultimo, sono tornati a Cittanova (RC), giungendovi nella tarda serata di domenica 7.3.2010.
I due si sono trattenuti in loco per alcuni giorni, avendo così modo di incontrarsi con RASO Girolamo “Mommo”, RASO Giuseppe l’“avvocato”, GULLACE Francesco “Ciccio”, GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” ed altri, anche in occasione della festa per il 18° compleanno (con annesso rito iniziatico del “battesimo”) di RASO Francesco, nipote di GULLACE Carmelo (vds. tel.nr.­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­4839-4843-4844-4864-4875-4885-4886-4887-4888-4890-4892-4893 – 4899-4902-4907-4955-4961-4965-4989-4993-4994-4996 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo, nr.4266-4322-4323-4334-4482 RIT.1632/09 cellulare Girolamo, nr.4274-4275-7383-7441-7399-7561-7744 RIT.1499/09 cellulare Luciana, nr.30957-30979-30986-30987-30988-30994-31045-31123-31166-31171-31216-31311-31402-31403-31432-31434-31906-32117 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM, nr.11248-11257 RIT.1065/09 cellulare Diego e localizzazione GPS RIT.1066/09 autovettura AUDI A4 di GULLACE Carmelo ed altre successive).
Già nella tarda serata di domenica 7.3.2010, utilizzando uno dei cellulari del nipote GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy”, RASO Girolamo “Mommo” ha contattato SOFIO Orlando, concordato un imminente appuntamento con quest’ultimo ed il suo accompagnatore GULLACE Carmelo, i quali erano appena arrivati a Cittanova (tel.nr.30944 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM). Intorno alle precedenti ore 19.40, “Jimmy” si era recato (non è noto se insieme allo zio “Mommo” o da solo) ad un altro appuntamento con COSTA Carmelo “Melo”, presumibilmente ancora presso la “masseria” di quest’ultimo, come rilevato da una serie di contatti telefonici intercettati tra i due (tel.nr.30963-30964-30966-30972-30973-30974-30975-30976-30977 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).

Nel tardo pomeriggio di sabato 13.3.2010, la coppia GULLACE/SOFIO è ripartita in auto da Cittanova (RC) per far rientro in Liguria, facendo però una tappa di un giorno nella capitale (ove i due hanno pernottato presso il “PARK HOTEL” di Pomezia). I predetti hanno avuto così modo di partecipare al pranzo di domenica 14.3.2010 all’interno della tenuta dei POLITI e di RASO Girolamo “Mommo”, ove erano presenti nella circostanza una quindicina di uomini, tra i quali  figurava anche il summenzionato COSTA Carmelo “Melo”, anch’egli appositamente giunto il giorno precedente dalla Calabria (presumibilmente insieme al fratello COSTA Rosario “Angelo”). Quest’ultimo si è fatto dare telefonicamente delle indicazioni  da POLITI Rocco (col quale mai in precedenza aveva avuto contatti) per raggiungere l’abitazione di RASO Girolamo “Mommo” (tel.nr.4890-4993-4994-4996-5010-5011-5013-5014-5018-5020-5025 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo, nr.7001-7005-7006-7013-7014-7030-7031-7032-7034-7035 RIT.1500/09 cellulare Rocco, nr.4451-4457-4459-4460-4462-4463-4496 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e localizzazione GPS RIT.1066/09 autovettura AUDI A4 di GULLACE Carmelo).
Dal punto di vista investigativo, un importantissimo commento a tale evento è stato registrato nella mattinata seguente (lunedi 15.3.2010), quando, su esplicita richiesta della nipote POLITI Francesca detta “Luciana” (che in quel periodo si era temporaneamente trasferita in Calabria), RASO Girolamo “Mommo” ha affermato che “Nino” (ovvero GULLACE Carmelo) era ripartito (per la Liguria) la sera precedente, ma comunque era riuscito a farlo incontrare con “Carmelo” (ovvero COSTA Carmelo). “Luciana” (evidentemente ben informata sulle finalità di quell’incontro) è apparsa sorpresa dal fatto che “Carmelo” fosse venuto così in fretta nella capitale, palesando sollievo per l’avvenuto contatto tra quest’ultimo e “Nino” (Luciana: “…È PARTITO NINO (GULLACE Carmelo, n.d.r.)?”; Mommo: “Si, è partito ieri sera”; Luciana: “Ah, la sera?”; Mommo: “La sera stessa, verso le 7 (ore 19.00, n.d.r.)C’ERA PURE CARMELO (COSTA Carmelo, n.d.r.), QUA ”; Luciana: (breve pausa) Ah! Si, si, si, si… è venuto subito subito… presto presto?”; Mommo: “Si, si, si, si”; Luciana: AH… MENO MALE! SI SONO VISTI PURE CON LUI?”; Mommo: SI, SI, LI HO FATTI INCONTRARE, TUTTI E DUE– OMISSIS – tel.nr.4482 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.7561 RIT.1499/09 cellulare Luciana).

Si ritiene possa essere connesso a quella “riunione” anche un precedente incontro, registrato nel pomeriggio di venerdi 12.3.2010 nella zona del quartiere Anagnina di Roma, tra il già menzionato pluripregiudicato campano PAGNOZZI Domenico e RASO Girolamo “Mommo” (che nell’occasione si era fatto accompagnare da DISTILO Carmelo). Nella circostanza, quest’ultimo aveva fatto fissare l’appuntamento con i propri “amici” (ovvero “i napoletani”), di cui asseritamente aveva perso il recapito telefonico, dall’urologo PAPALIA Rocco (classe 1980), che anche in altre occasioni si è adoperato in tal senso (vds. tel.nr.4400-4404-4411-4413-4414-5627-5628 RIT.1632/09 cellulare Girolamo).

Nella tarda mattinata di venerdi 19.3.2010 (come documentato anche fotograficamente nel corso di un servizio di o.c.p.: ...), i fratelli COSTA Carmelo e Rosario si sono nuovamente riuniti con GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando in Serravalle Scrivia (AL), presso la ditta “EUROSERVIZI” s.r.l.[6] gestita di fatto da quest’ultimo, recandosi poi a pranzo insieme.
Nel pomeriggio precedente (giovedi 18.3.2010), mentre si accordavano telefonicamente sull’orario in cui vedersi, SOFIO Orlando e GULLACE Carmelo hanno evitato accuratamente di fare un benché minimo riferimento ai sopracitati fratelli COSTA, coi quali presumibilmente avevano già concordato la data ed il luogo di quell’appuntamento, in occasione del loro precedente incontro del 14.3.2010 a Roma.
Difatti, alle ore 16.33 del 18.3.2010, dopo aver parlato di altre questioni, Orlando ha chiesto conferma che Carmelo nella mattinata seguente sarebbe andato a trovarlo (a Serravalle Scrivia), asseritamente per consultare della documentazione (Orlando: “…quelle carte dove c’è scritto ‘l’escavatore’… quelle puttanate là…”). Prima di confermare un appuntamento per le ore 10.00, Carmelo  si è sincerato che Orlando fosse già riuscito a trovare “l’impresa” ed a parlare direttamente con “lui” (ovvero che SOFIO Orlando avesse ricevuto conferma della venuta anche di COSTA Carmelo “Melo”). Continuando con quel tono criptico, Orlando ha risposto affermativamente, aggiungendo che “i mezzi” erano disponibili, ma avrebbe voluto “darla in gestione”, rimandando infine la discussione all’indomani mattina (tel.nr.5166 RIT.1058/09 cellulare Carmelo).
Dopo circa mezz’ora, Carmelo ha chiesto ad Orlando di informare “questo geometra” che, nella mattinata seguente, egli non sarebbe potuto arrivare all’appuntamento prima delle ore 11.00, per sopraggiunti impegni (Carmelo: “…domani prima delle undici non posso essere là (a Serravalle Scrivia, n.d.r.).... oppure fai uno squillo a questo geometra e gli dici che prima delle undici...”). Orlando l’ha interrotto, affermando che non era necessario telefonare al “geometra”, in quanto si erano già messi d’accordo in precedenza e lasciando intendere che avrebbero potuto attendere l’arrivo di Carmelo senza problemi (Orlando: “…tra una cosa e l’altra, un caffè…” tel.nr.5167-5168 RIT.1058/09 cellulare Carmelo).
Alle ore 11.33 di venerdi 19.3.2010, Carmelo ha informato Orlando di essere in viaggio per raggiungerlo (si trovava al momento nei paraggi di Genova), concordando che si sarebbero visti al “capannone” di quest’ultimo (tel.nr.5176 RIT.1058/09 cellulare Carmelo).
In effetti, in quel frangente SOFIO Orlando si trovava già all’interno del capannone della propria ditta “EUROSERVIZI” s.r.l., ubicato in via dell’Artigianato s.n.c. a Serravalle Scrivia (AL). Come rilevato da un servizio di osservazione appositamente predisposto, due delle autovetture in uso al predetto (FORD FOCUS tg.DC073ZJ e TOUAREG V6 TDI con targa straniera MN113X) erano in sosta all’interno dell’area recintata del capannone, mentre all’esterno era posteggiata l’autovettura SUV HYUNDAI di colore grigio metallizzato tg.DE824ER, intestata al suddetto COSTA Carmelo detto “Melo”, a riprova che proprio in quest’ultimo andava individuato il “geometra” che aveva appuntamento con la coppia GULLACE/SOFIO.
Alle ore 12.20, è stato notato l’arrivo di GULLACE Carmelo con la propria autovettura AUDI A4 SW tg.DH496JB, che ha posteggiato all’esterno del capannone ed è entrato nello stesso, ove era già stata notata la presenza di altre persone. Di lì a poco, SOFIO Orlando è uscito con l’autovettura TOUAREG con targa straniera e si è diretto verso la zona industriale di Novi Ligure, facendo ritorno alle ore 13.15 circa. Dopo un quarto d’ora, GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando sono saliti sull’autovettura TOUAREG condotta da quest’ultimo, seguiti a breve distanza dal SUV HYUNDAI di COSTA Carmelo “Melo”, con a bordo quest’ultimo ed il fratello COSTA Rosario detto “Angelo” (entrambi riconosciuti in seguito dalla comparazione delle rispettive foto segnaletiche con i rilievi fotografici effettuati nel corso del citato servizio di o.c.p.). Il gruppo si è diretto presso il ristorante “BRUNET” di Novi Ligure (AL), trattenendosi all’interno del locale fino alle ore 15.30 circa seguenti. In seguito, a bordo delle rispettive autovetture posteggiate nei paraggi, i quattro sono tornati presso la sede operativa della ditta “EUROSERVIZI”. Il solo SOFIO Orlando si è poi allontanato in auto, mentre GULLACE Carmelo ed i fratelli COSTA si sono trattenuti all’esterno del capannone a discutere per alcuni minuti, durante i quali il primo consultava della documentazione cartacea e la faceva visionare anche ai suoi interlocutori. Per ragioni di opportunità, a quel punto il servizio è stato interrotto (vds. annotazione del 19.3.2010 del personale operante di questo Centro Operativo...).
GULLACE Carmelo è rimasto nei pressi della ditta di SOFIO Orlando almeno fino alle ore 17.40 seguenti, per poi proseguire il proprio viaggio per Cavaglià (BI), ove si è incontrato con il cugino RASO Antonio detto “Nino” (come rilevato dalle celle attivate nel corso delle tel.nr.5178/5185 e seguenti RIT.1058/09 cellulare Carmelo, nonché dal contenuto delle tel.nr.5186-5191 RIT.1058/09 cellulare Carmelo e dalla trascrizioni nr.10228-10233 RIT.1066/09 ambientale AUDI A4 GULLACE Carmelo con relativa localizzazione GPS). 

Nel pomeriggio di venerdi 2.4.2010, per una evenienza da non ritenersi casuale, si presume che RASO Girolamo “Mommo” abbia nuovamente incontrato il noto pluripregiudicato campano PAGNOZZI Domenico (“…quell’amico mio che mi ha portato le mozzarelle…”), sempre nella zona del quartiere Anagnina di Roma, come emerge da alcune telefonate intercettate in quel frangente tra quest’ultimo e la propria amica FIEDOROWICZ Iwona (vds. tel.nr.4966-4970-4971 utenza nr.340.8565118 RIT.1632/09 cellulare Girolamo). E’ plausibile che quell’incontro fosse attinente sia ai fatti riguardanti la coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI (considerata la concomitante presenza, nei pressi dell’abitazione di PAGNOZZI Domenico, anche di CAVAIUOLO Salvatore), sia propedeutico ad un appuntamento tra lo stesso PAGNOZZI Domenico ed i fratelli COSTA Carmelo e Rosario, al quale presumibilmente erano interessati anche GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando.
Difatti, nel primo pomeriggio di sabato 3.4.2010, da poco giunto a Roma, GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” ha contattato COSTA Carmelo “Melo”, sollecitandolo (su suggerimento di RASO Girolamo “Mommo”) a recarsi nella capitale prima della fine della settimana seguente, “per venire a vedere quella cosa… quegli animali”, giacché terze persone non menzionate volevano “vendere questi animali… se li vogliono togliere”. “Melo” ha dato la propria disponibilità, rimanendo comunque d’accordo per risentirsi nei giorni seguenti, onde definire una data precisa (tel.nr.1413 RIT.1497/09 cellulare Jimmy WIND).

Nel pomeriggio di domenica 4.4.2010, COSTA Carmelo ha ricontattato il cellulare di GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy”, ove ha risposto direttamente RASO Girolamo “Mommo”. Dopo il canonico scambio degli auguri pasquali, quest’ultimo ha ribadito l’invito all’interlocutore a raggiungerlo a Roma entro la settimana seguente, ottenendone il consenso (tel.nr.35680 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Nella stessa giornata, è stato rilevato un ennesimo contatto telefonico tra GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” e GULLACE Carmelo, il quale poi ha proseguito la conversazione con RASO Girolamo “Mommo”. Carmelo ha giustificato la propria mancata venuta a Roma insieme a SOFIO Orlando (evidentemente preconcordata “di persona”), a causa di un improvviso delicato intervento chirurgico, a cui era stato sottoposto un nipote di quest’ultimo. “Mommo” ha compreso la gravita del problema (di cui era già stato informato dal nipote POLITI Rocco – vds.prec.tel.nr.5204-5199 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo) ed ha chiesto di riferire ad Orlando (che Carmelo avrebbe incontrato il giorno seguente) che lo stesso “Mommo” era “a disposizione” nel caso avesse avuto bisogno di qualsiasi cosa (Mommo: “…e che vuoi che facciamo? Digli (a Orlando, n.d.r.) che quello che… se serve qua, a disposizione”; Carmelo: “Si, io… si, si, gliel’ho detto… no, lo sa che… ci siamo sentiti pure con Rocco, si”; Mommo: “Me l’ha detto a me, Rocco… glielo dici (a Orlando, n.d.r.), quello che serve qua, che ne parliamo (pp.ii.)”; Carmelo: “Io non mi sono fatto una camminata (a Roma, n.d.r.) in questi giorni, proprio per questa cosa qua… (pp.ii.)…”; Mommo: “No, no, l’ho capito, io… l’ho capito, non ti preoccupare”; Carmelo: “Vabbè, io spero che al più presto ci vediamo, dai”; Mommo: “Va bene, dai… e facci… digli a Orlando che quello che posso… che lo sa che io sono a disposizione”; Carmelo: “E ci mancherebbe! C’è bisogno che lo (p.i.)?... figuriamoci… va benissimo, si” – OMISSIS – tel.nr.5442 RIT.1058/09 cellulare Carmelo e nr.1508 RIT.1497/09 cellulare Jimmy WIND).
Alle ore 14.06 di martedi 7.4.2010, mentre era in viaggio per il rientro in Calabria, GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” ha telefonato a SOFIO Orlando, commentando la gravità delle condizioni del nipote di quest’ultimo. Orlando si è poi sincerato dello stato di salute di RASO Girolamo “Mommo”, proponendo a “Jimmy” di farlo “salire” (in Piemonte) per “un paio di giorni”. “Jimmy” si è allineato a quella proposta, prospettando di farsi accompagnare da “Mommo” alla fiera del “Salone del mobile” a Milano, trasferta prevista tra il 14 ed il 19 aprile seguenti, approfittando dell’occasione per incontrare Orlando (Orlando: “…lo zio (“Mommo”, n.d.r.) come stà ?”; Jimmy: “Bene, bene… e pure lui è così… e giustamente deve riprendersi un pochettino dalla situazione adesso… deve rimettere... deve riprendere a fare di nuovo la chemio e tutto il resto… lui ora stava esagerando, dice che è sempre (p.i.), però purtroppo deve riprendere, non la può lasciare”; Orlando:(p.i.) e se sale qua un paio di giorni?” (lo dice come se fosse una proposta, n.d.r.); Jimmy: “Ma adesso… penso che dopo il 14 salgo io e saliamo a Milano…”; Orlando: “Ah! Allora ci vediamo dopo il 14? Il 14 quand’è?”; Jimmy: “Il 14 quan...”; Orlando: “Mercoledì prossimo… vabbè, allora fra due settimane ci vediamo?”; Jimmy: “Dal 14 al 19 siamo al ‘Salone del mobile’, così ci organizziamo, và… scusa…”; Orlando: “Bene… bene… son contento, almeno stiamo un pò insieme…”; Jimmy:(pp.ii. per voci sovrapposte) se (“Mommo”, n.d.r.) se ne vuole venire pure lui, adesso vediamo, io tanto devo salire su… passo di là (a Roma da “Mommo”, n.d.r.) e ci organizziamo…”; Orlando: “Eh, eh… va benissimo”; Jimmy: “Vabbè, così ci aggiorniamo… IO VI AVVERTO PRIMA…”; Orlando: “O.K.” – tel.nr.35861 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Alle ore 17.14 sempre del 7.4.2010, ormai giunto a Cittanova (RC), “Jimmy” è stato contattato da RASO Girolamo “Mommo”, il quale gli ha chiesto di riferire a “Melo” (COSTA Carmelo) di temporeggiare fino a nuovo ordine (per la venuta a Roma), in quanto “quell’amico” (che “Melo” doveva incontrare) era stato ricoverato in ospedale in giornata (Jimmy: “Professore?”; mommo: “Professore, sei arrivato?”; Jimmy: “Si!... Da mo’!”; Mommo: “Tutto bene?”; Jimmy: “Si, tutto a posto”; Mommo: “Senti...”; Jimmy: “Dimmi”; Mommo: “…devi dire a Melo (COSTA Carmelo, n.d.r.)…”; Jimmy: “Eh!...”; Mommo: “…di aspettare… siccome quell'amico mio l'hanno ricoverato oggi, no?”; Jimmy: “Va bene, O.K.”; Mommo: “La prossima settimana, come esce lui… dall'ospedale… (pp.ii.) O.K.?”; Jimmy: “Adesso scendo... (da “Melo, n.d.r.)” –  tel.nr.35912 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM e nr.5035 RIT.1632/09 cellulare Girolamo).
Alle ore 19.17, dopo aver disbrigato altre questioni, “Jimmy” ha rintracciato COSTA Carmelo, concordando di vedersi di lì a poco nel luogo di lavoro di quest’ultimo, nell’evidente intento di riferirgli il messaggio di “Mommo”, il quale due giorni dopo  (giovedi 9.4.2010) ha ottenuto la conferma di quell’incontro (tel.nr.35946-36415 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM e nr.8206  RIT.1499/09 cellulare Luciana).
Per una coincidenza a dir poco singolare, consta che, in quella stessa mattinata, il sopra citato PAGNOZZI Domenico sia stato ricoverato presso il Reparto Cardiologia del Policlinico Universitario “CAMPUS BIO-MEDICO” di Roma, ove è stato trattenuto fino alle ore 11.00 del successivo venerdi 9.4.2010 (circostanza riscontrata peraltro anche dalle intercettazioni contestualmente in atto a carico di CAVAIUOLO Salvatore – vds.tel.nr.4808-4809-4834-4889 RIT.2139/09 cellulare Salvatore e f.n.176/II^/10.M.P. datato 17.5.2010 del Commissariato P.S. Sezionale “Romanina”).
E’ molto probabile che RASO Girolamo “Mommo” abbia fatto visita al proprio “amico” (PAGNOZZI Domenico) già nella mattinata di mercoledi 8.4.2010, come preannunciato telefonicamente alla propria conoscente PUCCI Loredana (Mommo: “…io adesso mi faccio una doccia, vado a fare visita a un mio amico che l’hanno ricoverato, che gli sono venute le palpitazioni al cuore… all’ospedale per vedere che cosa ha…” – tel.nr.5055 delle ore 09.04 dell’8.4.2010 RIT.1632/09 cellulare Girolamo) e, probabilmente, anche nella mattinata seguente (giovedi 9.4.2010), quando è stata rilevata la presenza dell’indagato calabrese proprio presso il Policlinico Universitario “CAMPUS BIO-MEDICO” di Roma, meno di un’ora dopo le dimissioni di PAGNOZZI Domenico da quel nosocomio (vds.tel.nr.5080/5086 RIT.1632/09 cellulare Girolamo).

Alle ore 12.22 di domenica 11.4.2010 (esattamente due giorni dopo che PAGNOZZI Domenico era stato dimesso dall’ospedale), “Mommo” ha invitato “Jimmy” a sollecitare “Melo” (COSTA Carmelo) a “salire” a Roma quanto prima (Mommo: “…da domani in poi può salire… prima sale e meglio è…”) e, qualora si fosse trovato già in zona, si è detto disponibile a fornirgli il recapito telefonico della persona con cui si doveva incontrare (tel.nr.5131 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.36560 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).

“Jimmy” ha immediatamente riportato quel messaggio a COSTA Carmelo, che peraltro ha asserito di non trovarsi in Calabria (Carmelo: “Pronto?”; Jimmy: “Buongiorno, com’è?”; Carmelo: “Buongiorno... tutto bene”; Jimmy: “Senti, vedi... eventualmente se tu riesci ad andare a vederti tutte quelle cose... che vi dovete vedere, da domani in poi quando vuoi ci puoi andare”; Carmelo: “Va bene”; Jimmy: “E tu... e voi se siete su me lo fate sapere che vi do un numero di telefono e vi mettete in contatto senza... magari... vi incontrati in qualche altro posto... come vuoi tu... decidi tu... se tu sei su me lo dici, che ti do un numero di telefono per vedere con chi ti devi mettere in contatto e per vedere tutte queste cazzo di pecore!”; Carmelo: “Ah... (pp.ii. per voci sovrapposte)... ma io non sono qua (in Calabria, n.d.r.)”; Jimmy: “Ah, tu qua sei?”; Carmelo: “No, non sono là”; Jimmy: “Ah, per questo... lui (Mommo, n.d.r.) così mi diceva, che eventualmente ti dava un numero di telefono, se ti trovavi su (fuori dalla Calabria, n.d.r.)…”; Carmelo: “Per darmi un numero di telefono?”; Jimmy: “Eh... mi ha detto di scegliere tu... se vuoi il numero di telefono, ti incontri con questo qua... questo mediatore... altrimenti vai là (a Roma, n.d.r.)... come vuoi tu”; Carmelo: “Eh, non lo so... a me (p.i.)…”; Jimmy: “Fai tu... come vuoi tu... da domani in poi ha detto che puoi andare quando vuoi”; Carmelo: “Va bene”; Jimmy: “Va bene, okay” – tel.nr.36561 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Nel pomeriggio seguente (ore 14.47 di lunedi 12.4.2010), “Jimmy” ha informato “Mommo” di quel contatto, aggiungendo che “Melo” (COSTA Carmelo) aveva confermato la propria disponibilità a venire a Roma, anche se al momento si trovava fuori dalla Calabria. “Mommo” ha rimarcato nuovamente la necessità di far incontrare quanto prima “Melo” con “quello della ditta”. “Jimmy” ha affermato che anche “Rocco” (il cognato POLITI Rocco) disponeva del recapito di “Melo” (al riguardo, vds.prec.tel.nr.7001-7005-7006-7021-7030-7034-7035 del 13-14.3.2010 RIT.1500/09 cellulare Rocco), per cui lo avrebbe potuto fornire a “Mommo” (tel.nr.5154 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.36813 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Alle precedenti ore 11.57, parlando di altre questioni di affari, “Jimmy” aveva concordato con “Mommo” di recarsi insieme alla “Fiera del mobile” di Milano, ove si sarebbero trattenuti al massimo dal successivo giovedi 15 alla domenica 18.4.2010 (tel.nr.5150 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.36753 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM – in merito, vds.anche prec.tel.nr.36169-36170-36464 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM e tel.nr.8367 RIT.1499/09 cellulare Luciana). Anche se GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” non ne ha fatto menzione in quella telefonata, è verosimile che, una volta giunto a Milano, avesse in programma di accompagnare lo zio RASO Girolamo “Mommo” da SOFIO Orlando (e probabilmente da GULLACE Carmelo) a Serravalle Scrivia (AL), come da pregressi accordi con l’interessato (vds. prec.tel.nr.35861 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM, tel.nr.5442 RIT.1058/09 cellulare Carmelo e nr.1508 RIT.1497/09 cellulare Jimmy WIND).

Nella mattinata di mercoledi 14.4.2010, RASO Girolamo “Mommo” ha informato GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” che non l’avrebbe potuto accompagnare nella trasferta a Milano per la “Fiera del Mobile”, in quanto doveva necessariamente presenziare ad “un appuntamento importante per venerdi (16.4.2010) a Roma”, lasciando intendere che riguardava “Melo” (COSTA Carmelo), con cui lo stesso “Mommo” era riuscito a mettersi in contatto (evidentemente proprio tramite il nipote POLITI Rocco, attraverso altra utenza non monitorata – tel.nr.5182 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr. 37214 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
In serata, “Mommo” ha ribadito che non avrebbe accompagnato “Jimmy” a Milano, poiché il venerdi seguente aveva “un appuntamento importante” (tel.nr.5200 RIT.1632/09 cellulare Girolamo). 

Nel pomeriggio di giovedi 15.4.2010, RASO Girolamo “Mommo” ha dovuto però anticipare il già programmato ricovero presso il Policlinico Universitario “CAMPUS BIO-MEDICO” di Roma, per il consueto ciclo di cure ed accertamenti post-operatori (tel.nr.5208 RIT.1632/09 cellulare Girolamo, nr.8503 RIT.1499/09 cellulare Luciana ed altre).
Alle ore 17.57 di venerdi 16.4.2010, “Mommo” ha riferito alla nipote POLITI Francesca “Luciana” di essere ricoverato al “terzo piano est” del Policlinico. Dato che stava aspettando l’arrivo di terze persone (è palese il riferimento a COSTA Carmelo “Melo”), “Mommo” ha chiesto di farle eventualmente accompagnare in ospedale da POLITI Rocco (Mommo: “Senti, Rocchineiu (POLITI Rocco, n.d.r.) te l'ha detto che deve venire qualcuno a trovarmi, si?”; Luciana: “Si, si, si, si, si, si!”; Mommo: “In caso è... che vengono, eh?”; Luciana: “Si, si, si”; Mommo: “Digli che mi chiama a me, che io ti dico come devono fare”; Luciana: “Ah, al terzo piano mi ha detto che gli dico, solo che (p.i.)...”; Mommo: “Si, terzo... terzo... se no mi chiami... terzo piano est”; Luciana: “Eh, lui veramente mi ha detto pure di chiamare a Rocco (PAPALIA, n.d.r.), Rocchineiu (POLITI Rocco, n.d.r.)...”; Mommo: “Ah... ah, ah”; Luciana: “...che se lui è qua vicino, arriva lui qua direttamente...”; Mommo: “Si, si”; Luciana: “...se no poi mi... mi dici (pp.ii. per voci sovrapposte)...”; Mommo:(pp.ii. per voci sovrapposte) ...così arrivano, eh”; Luciana: “Si, si... va bene, dai” – tel.nr.5295 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.8598 RIT.1499/09 cellulare Luciana).
“Mommo” non era stato ancora informato della telefonata, effettuata alle precedenti ore 15.40 a POLITI Rocco da COSTA Carmelo “Melo”, il quale aveva avuto un imprevisto per un’avaria alla propria autovettura. Appreso che, nel frattempo, “Mommo” era stato chiamato in ospedale per un controllo, “Melo” ha chiesto di essere informato quando questi sarebbe tornato disponibile. Rocco ha fornito rassicurazioni in tal senso, invitando comunque l’interlocutore a venire a Roma appena possibile (Rocco: “…va bene, tu quando è (che vieni, n.d.r.), non ti preoccupare” – tel.nr.7893 RIT.1500/09 cellulare Rocco).
Alle seguenti ore 18.28, “Mommo” ha telefonato a Rocco proprio per avere notizie “di quelli” (i fratelli COSTA Carmelo “Melo” e COSTA Rosario “Angelo”). Rocco ha riferito dell’“imprevisto” avuto da “Melo” (non espressamente menzionato), motivo per cui sarebbe venuto (a Roma) l’indomani. “Mommo” è apparso spazientito, in quanto non era stato messo al corrente immediatamente da Rocco di quel ritardo, atteso che lo stesso “Mommo” doveva avvisare terze persone (chiaramente PAGNOZZI Domenico). Ad esplicita domanda, Rocco ha affermato di non essere stato informato dell’orario in cui “quelli” (i fratelli COSTA) sarebbero arrivati l’indomani, dato che gli stessi avrebbero avvertito telefonicamente Rocco nell’imminenza dell’incontro (Mommo: Ma sai qualcosa?... Di quelli?”; Rocco: Eh, nien... domani”; Mommo: “Ah, viene domani?”; Rocco: “Si, si... un imprevisto e allora...”; Mommo: “A che ora? ... E ME LO DOVEVI DIRE... IO DEVO AVVISARE? TI PARE CHE... MANNAGGIA!”; Rocco: “Vabbè, ora... ora mi sono sbrigato io... mi hanno chiamato ora... che ora sono entrato in autostrada, capisci?”; Mommo: “E a che ora vengono?”; Rocco: “No, l'orario mi hanno detto che non lo sanno... (breve pausa) quando vengono, mi chiamano”; Mommo: Eh... E NO... E IO... COME, QUANDO VENGONO? DEVO SAPERE PIÙ O MENO... VA BENE, DAI... DOMANI POMERIGGIO, va bene – OMISSIS – tel. nr.5299 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.7899 RIT.1500/09 cellulare Rocco).
Alle ore 19.15, “Luciana” ha richiamato lo zio “Mommo”, per riferirgli che lì a casa non era ancora arrivato nessuno (con palese riferimento a COSTA Carmelo “Melo”). “Mommo” ha risposto di essere già stato informato (da POLITI Rocco – vds.prec.tel.nr.5299 RIT.1632/09 cellulare Girolamo) ed ha invitato la nipote a non preoccuparsi (Mommo: “Pronto?”; Luciana: “Qua ancora non è venuto nessuno, eh?”; Mommo: “No, no, già so tutto, eh… non ti preoccupare”; Luciana: “Ah… O.K.” – tel.nr.5306 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.8604 RIT.1499/09 cellulare Luciana). Mezz’ora prima (ore 18.42), “Mommo” aveva riferito alla nipote che sarebbe uscito dall’ospedale nella mattinata di domenica 18.4.2010 (tel.nr.5301 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.8601 RIT.1499/09 cellulare Luciana).
Poco dopo, alle ore 20.11, Rocco ha annunciato allo zio “Mommo” che stava per raggiungerlo in ospedale (tel.nr.5314 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.7902 RIT.1500/09 cellulare Rocco – vds.anche 7904 RIT.1500/09 cellulare Rocco).
Alle ore 21.14, quando ormai si trovava già a casa, Rocco è stato richiamato da COSTA Carmelo “Melo”, al quale ha riferito che (lo zio “Mommo”) sarebbe stato dimesso dalla clinica nel seguente pomeriggio di domenica (18.4.2010). “Melo” ha affermato che allora si sarebbero visti in quella data e Rocco ha ribattuto che, qualora non avesse avuto notizie dell’interlocutore, l’avrebbe richiamato entro domenica mattina (Rocco: “Pronto?”; Melo: “Pronto? Buonasera”; Rocco: “Oh? (pp.ii. per voci sovrapposte) Come andiamo?”; Melo: “Eh… (pp.ii. per voci sovrapposte)…”; Rocco: (p.i.)la clinica, domenica pomeriggio (p.i.)…”; Melo: (p.i.)Ah, domenica pomeriggio?”; Rocco: “Si, si”; Melo: “Va benissimo, dai”; Rocco: “O.K.? A posto”; Melo: O.K. … CI VEDIAMO (p.i.)”; Rocco: (pp.ii. per voci sovrapposte)DOMENICA POMERIGGIO, COSÌ, O.K.?”; Melo: “CI VEDIAMO DOMENICA”; Rocco: “Se no ti chiamavo io al mattino (di domenica, n.d.r.), eh?”; Melo: “Eh?... Si, grazie”; Rocco: “Se no ti chiamavo io al mattino”; Melo: “Ma ci mancherebbe… ti ringrazio” – tel.nr.7905 RIT.1500/09 cellulare Rocco).
Alle ore 12.59 del giorno seguente (sabato 17.4.2010), “Mommo” ha nuovamente contattato la nipote “Luciana”, chiedendole espressamente di riferire a Rocco di telefonare a “quelli” (i fratelli COSTA), per informarli che lo stesso “Mommo” sarebbe stato dimesso dall’ospedale l’indomani. “Luciana” ha riferito che Rocco aveva già sentito gli interessati la sera precedente (vds. tel.nr.7905 RIT.1500/09 cellulare Rocco), informandoli del rientro a casa di “Mommo” (Mommo: “E Rocchineiu (POLITI Rocco, n.d.r.) è a casa?”; Luciana: “Rocchineiu si, è arrivato ora che ha portato Ilaria”; Mommo: Allora, QUANDO VAI (a casa, n.d.r.) GLI DICI (a Rocco, n.d.r.) DI CHIAMARE A QUELLI E DI DIRGLI CHE IO ESCO DOMANI... CHE SI RICORDI DI CHIAMARE”; Luciana: “Si sono sentiti... si sono sentiti... ieri sera...”; Mommo: “Ah... ieri sera? Va bene”; Luciana: “...si, SI SONO SENTITI IERI SERA E (Rocco) GLI HA DETTO (a COSTA Carmelo “Melo” – vds. prec.tel.nr.7905 cellulare Rocco, n.d.r.) CHE TU ESCI DOMANI”; Mommo: “Va benissimo... va bene”; Luciana: “Già fatto... va bene” – tel.nr.5316 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e nr.8640 RIT.1499/09 cellulare Luciana). 

Atteso che effettivamente RASO Girolamo “Mommo” è stato dimesso dal “CAMPUS BIO-MEDICO” nella tarda mattinata di domenica 18.4.2010 (vds.tel.nr.5363-5367 RIT.1632/09 cellulare Girolamo, nr.7963-7964 RIT.1500/09 cellulare Rocco ed altre successive), tenuto conto che i cellulari dello stesso e del nipote POLITI Rocco sono risultati inattivi per quasi tutto il pomeriggio (tra le ore 14.30 e le ore 19.25 circa, situazione già ripetutasi in occasione di precedenti appuntamenti “particolari” cui hanno partecipato i predetti) e che, fino al termine delle intercettazioni (protrattesi fino alla metà del mese di maggio 2010), non sono stati registrati ulteriori contatti tra i vari indagati ed i fratelli COSTA Carmelo “Melo” e COSTA Rosario “Angelo”, si presume che l’incontro tra questi ultimi e la “controparte” (ovvero PAGNOZZI Domenico) allertata da RASO Girolamo “Mommo” si sia effettivamente verificato alla scadenza preconcordata, verosimilmente ancora presso la tenuta dei fratelli POLITI a Roma (luogo già noto a COSTA Carmelo, in quanto sede del precedente appuntamento del 14.3.2010). 

A questa vicenda si ritiene possano essere riferibili i contatti telefonici (nella mattinata di mercoledi 28.4.2010) tra RASO Girolamo “Mommo” e l’urologo PAPALIA Rocco (classe 1980), finalizzati a fissare un appuntamento con un comune “amico” (presumibilmente proprio PAGNOZZI Domenico, “convocato” da Mommo con modalità del tutto analoghe per il precedente pomeriggio del 12.3.2010 nella zona del quartiere Anagnina di Roma – vds.tel.nr.4400-4404-4411-4413-4414 RIT.1632/09 cellulare Girolamo), per il giorno seguente o quello successivo, nello luogo già noto all’interessato (Mommo: “…dovresti chiamare a quell'amico... hai capito?... E dirgli se per domani ci possiamo incontrare... verso... o domani o dopo domani, quando dice lui... perchè gli devo parlare”; Rocco: “Va bene”; Mommo: “E mi dai la conferma... l’appuntamento lui sa dove... e mi dai conferma per quando...”; Rocco: “Va bene” – tel.nr5627-5628 RIT.1632/09 cellulare Girolamo).
Probabilmente “Mommo” è riuscito a rintracciare PAGNOZZI Domenico (anche se subito PAPALIA Rocco non aveva ricevuto risposta dall’interessato), atteso che, nel pomeriggio di venerdi 30.4.2010, si è recato a Pomezia (Roma) per “parlare con una persona” (il cui nome è stato volutamente omesso), ritornando da quell’incontro con “delle mozzarelle speciali” (presumibilmente appena giunte dalla Campania – vds.tel.nr.5691-5693-5699-5700 RIT.1632/09 cellulare Girolamo). 

Infine, prima del termine delle attività tecniche, è stato rilevato che GULLACE Carmelo e RASO Diego hanno nuovamente soggiornato in Calabria tra il 30.4.2010 ed il 4.5.2010, per partecipare ad una importante riunione di tutta la famiglia RASO di Cavaglià (BI) al cospetto di RASO Giuseppe l’“avvocato” (fratellastro di GULLACE Carmelo), argomento ampiamente illustrato a parte.
Durante il viaggio di ritorno verso il Nord Italia, appreso che RASO Girolamo “Mommo” si trovava ancora a casa (in attesa dell’ennesimo ricovero per le periodiche cure post-operatorie), i due hanno fatto una sosta nella capitale (arrivando nella tenuta dei POLITI intorno alle ore 20.00 di martedi 4.5.2010), avendo pertanto occasione di discutere di persona col predetto “Mommo” anche delle ultime vicende riguardanti i fratelli COSTA e PAGNOZZI Domenico (vds.tel.nr.5952-5953-6103-6104-6105-6106 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo, nr.13996-14005-14006 RIT.1065/09 cellulare Diego, nr.5792-5793-5794-5795-5827 RIT.1632/09 cellulare Girolamo e trascrizioni nr.12059-12060 RIT.1066/09 ambientale AUDI A4 GULLACE Carmelo e relativa localizzazione con sistema GPS).

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Riepilogando a posteriori l’intera vicenda, si rileva che la coppia GOLDSHMIDT Ehud “Udi”/PRONESTI “Antonello”, in epoca antecedente all’inizio delle indagini a loro carico, aveva stipulato un contratto di collaborazione commerciale tra la loro società “GAP” s.r.l. (incaricata di sviluppare una piattaforma software di nuova generazione per la gestione di giocate poker on-line, tramite tecnici informatici israeliani) e la “BETTING 2000” s.r.l. (che si era impegnata a garantire dei bonifici mensili alla “GAP” s.r.l. a partire dal maggio 2009, nonché – una volta ottenuta l’omologazione della nuova piattaforma secondo le vigenti normative italiane, prevista entro il 31.12.2009 – alla sua collocazione sull’internet provider della controllata “LEONARDO SERVICE PROVIDER” S.p.A., titolare della concessione “A.A.M.S.” per la raccolta di scommesse on-line).

Per sua stessa ammissione, GOLDSHMIDT Ehud “Udi” aveva preso i “primi accordi” per quell’affare con GRASSO Tullio, fratello di Renato, quest’ultimo risultato partecipe al sodalizio criminale casertano denominato “clan dei casalesi” (e destinatario nel maggio 2008 della O.C.C.C. nr.287/08 emessa dal GIP del Tribunale di Napoli).

In data 12.5.2009, i summenzionati fratelli GRASSO sono stati raggiunti, unitamente al loro intero nucleo familiare ed a numerosi altri soggetti, dal provvedimento di custodia cautelare in carcere e di sequestro preventivo di beni nr.28515/03 R.G.N.R. e nr.29166/04 R.GIP, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nell’ambito delle indagini di cui all’operazione “HERMES”, che ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria, tra le varie altre società, anche la suddetta “BETTING 2000” s.r.l..

Quell’evento ha causato notevoli ritardi sia per i pagamenti dovuti da tale società alla “GAP” s.r.l., sia per l’inizio dell’attività della nuova piattaforma software del “poker on-line”. Per tale motivo, la coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI si è rivolta (col tramite di GULLACE Carmelo e di RASO Girolamo “Mommo”, parenti di PRONESTI “Antonello”) a PAGNOZZI Domenico, onde reperire nuovi interlocutori all’interno della struttura societaria della “BETTING 2000” s.r.l..

Nel corso della riunione a Roma dell’8.12.2009, quell’incarico è stato affidato a CAVAIUOLO Salvatore (“lontano cugino” di PAGNOZZI Domenico), il quale ha messo in contatto GOLDSHMIDT Ehud “Udi” non solo con AVALLONE Salvatore e LUCIANO Antonio detto “Antonello” (quest’ultimo commercialista incaricato della contabilità di tutti gli “affari” della famiglia GRASSO), entrambi ancora operanti nella “BETTING 2000” s.r.l., ma anche con i vertici dell’associazione “SAPAR” (tra tutti si cita ANGELASTRI Francesco), nell’intento di accelerare le operazioni per l’omologazione della piattaforma software in disamina. 

L’intervento di CAVAIUOLO Salvatore ha determinato che la coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI sospendesse (almeno inizialmente) un’azione legale per inadempienza contrattuale nei confronti della “BETTING 2000” s.r.l. (a metà dicembre 2010, i decreti ingiuntivi erano già stati preparati da STILO Francesco, avvocato nonché socio di fatto della “GAP” s.r.l.), salvo poi far registrare l’intenzione di procedere comunque per via giudiziaria, quando si è palesato il mancato accordo tra le varie parti in causa.

Tra i numerosi soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione “HERMES”, figurava il pregiudicato VENDEMINI Salvatore detto “la pantegana”, il quale, unitamente alla propria convivente AUTIERI Filomena ed al figlio di quest’ultima CARRAVIERI Marco, emergeva in quelle indagini quale “prestanome” dei summenzionati fratelli GRASSO nella gestione, tra l’altro, del “Bingo Zara” di Milano. Un ramo d’azienda di tale attività, a far data dall’aprile 2008, è stato rilevato dalla società “BINGO SO.LE.” di GOLDSHMIDT Ehud & C. s.a.s., che ne è  tuttora gestore unitamente a PRONESTI “Antonello”.

A seguito della propria scarcerazione, avvenuta in data 31.12.2009, VENDEMINI Salvatore ed altri soggetti a lui collegati (tra cui ZIPOLO Giuseppe), hanno rivolto delle indebite richieste di denaro ai danni di GOLDSHMIDT “Udi”, PRONESTI “Antonello” e l’altro loro socio FILINI Martino, per un preteso credito di 300.000,00 euro (derivato proprio dalla cessione della sala Bingo di viale Zara a Milano) negato, però, dalla controparte.

Anche su pressione dei propri soci, PRONESTI “Antonello” si è rivolto a RASO Girolamo “Mommo” (col tramite di GULLACE Carmelo e POLITI Rocco) per ottenere “protezione” dalle minacce provenienti da VENDEMINI Salvatore e ZIPOLO Giuseppe, divenute sempre più esplicite.

In occasione dell’incontro dell’8.12.2009 a Roma, la coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI aveva già manifestamente richiesto l’intercessione di RASO Girolamo “Mommo” e POLITI Rocco (sempre col tramite di GULLACE Carmelo), demandandoli espressamente a fare personalmente azione di rivalsa nei confronti dell’avvocato BACCO Riccardo di Latina, rappresentante della società “RISTOSLOT” che gestiva la locale sala bingo, indebitata nei confronti della “GAP” s.r.l. per la somma di circa 160.000,00 euro. 

Non è noto se (ed eventualmente quando) l’intervento degli indagati calabresi si sia concretizzato, atteso le continue giustificazioni addotte dall’avvocato STILO Francesco per il mancato recapito agli interessati della documentazione completa relativa a quel “recupero credito” (per il quale inizialmente era stato incaricato), condotta che ha ostacolato e rallentato l’azione del sodalizio capeggiato da RASO Girolamo “Mommo”.

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I rapporti tra PAGNOZZI Domenico e RASO Girolamo “Mommo” non si sono limitati al reciproco interessamento in favore della coppia GOLDSHMIDT/PRONESTI, ma sono da intendersi ben più radicati e datati (i due in passato hanno anche condiviso alcuni periodi di detenzione nella Casa Circondariale “Rebibbia” di Roma).
I loro frequenti incontri (nel corso delle indagini di questo Ufficio, ne sono stati rilevati almeno 14) e le accurate “precauzioni” adottate per non lasciarne traccia o per dissimularne le motivazioni, lasciano trapelare una convergenza di interessi per i gruppi criminali da entrambi rappresentati.

In tale contesto, nella giornata di domenica 18.4.2010, RASO Girolamo “Mommo” ha organizzato un incontro a Roma tra PAGNOZZI Domenico ed i fratelli pluripregiudicati calabresi COSTA Carmelo detto “Melo” e COSTA Rosario detto “Angelo”, appositamente giunti dalla Calabria ove risiedono, asseritamente per visionare “degli animali” da acquistare. Sebbene un evento di quel tipo sia compatibile con l’attività lavorativa espletata dai fratelli COSTA (che gestiscono una masseria a Melicucco-RC, ove producono e vendono prodotti caseari), si ritiene che l’argomentazione addotta per motivare la loro trasferta nella capitale sia del tutto pretestuosa, per coprire le reali finalità dell’incontro con PAGNOZZI Domenico, il quale peraltro non risulta abbia interessi (nemmeno tramite altri soggetti a lui vicini, ritenuti partecipi alle attività economiche della sua organizzazione criminale) nello specifico settore della compravendita di bestiame.

A partire dall’inizio di marzo 2010, il suddetto COSTA Carmelo “Melo” (talvolta in compagnia del fratello COSTA Rosario “Angelo”) aveva incontrato in rapida successione rispettivamente:

Quella serie di incontri tra i summenzionati indagati assume particolare rilevanza alla luce del fatto che, in data 8.3.2011, il suddetto COSTA Carmelo è stato tratto in arresto, unitamente ad altri 40 soggetti ritenuti affiliati alle cosche reggine della ‘ndrangheta, in esecuzione di O.C.C.C. emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione denominata “Il Crimine 2”, di cui al  (seguito dell’operazione “il Crimine”, di cui al procedimento penale nr.1389/2008 R.G.N.R. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, culminata in data 13.7.2010 con il fermo di complessivi 156 presunti affiliati alla ‘ndrangheta, tra i quali RASO Giuseppe “avvocato”). Nel dettaglio, il summenzionato COSTA Carmelo è stato ritenuto affiliato  alla “società di Rosarno”, struttura ai vertici dell’intera organizzazione criminale della ‘ndrangheta denominata “il Crimine”, in quanto presieduta direttamente dal “Capo Crimine” della “Provincia” reggina, OPPEDISANO Domenico “Mico”. (...).

In definitiva, la peculiarità dei sopra descritti rapporti, tenuti dagli indagati RASO Girolamo “Mommo”, GULLACE Carmelo “Nino”, POLITI Rocco e GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” con esponenti di rilievo di altre organizzazioni criminali (su tutti, si citano PAGNOZZI Domenico e COSTA Carmelo “Melo”), alla luce anche delle particolari cautele adoperate dagli interessati per non lasciarne testimonianza nonché delle altre risultanze d’indagine, confermano ulteriormente come i vertici della cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE” siano tuttora pienamente “attivi” in svariate iniziative non esclusivamente di natura illecita, al fine di favorire comunque gli interessi del proprio sodalizio.

 

[6] ditta “EUROSERVIZI” s.r.l. di GRUTTERIA Marianna, p.iva 01695050060, con sede in Serravalle Scrivia (AL), via dell’Artigianato s.n.c., attiva nel settore della pulizia specializzata di edifici ed impianti

 

 

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