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ALCHEMIA | Dall'indagine al dibattimento - 2 | "Terra di Siena" Profili degli indagati 2.2

Dall'informativa "Terra di Siena" del Centro Operativo D.I.A. di Genova.

[segue] PERSONAGGI   D’INTERESSE INVESTIGATIVO [al 2011, ndr]


POLITI Rocco 
[1],

nipote di RASO Girolamo detto “Mommo” e fratello di Francesca detta “Luciana”, Maurizio e Rosario; socio nella ditta ECOLAZIO 87 s.r.l.[2], operante nella regione Lazio nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi provenienti dalla raccolta differenziata.

Dall’attività di intercettazione è emerso che GULLACE Carmelo e RASO Girolamo per comunicare tra loro, con il chiaro intendo di eludere eventuali riscontri investigativi, si sono avvalsi esclusivamente delle utenze telefoniche in uso ad altri congiunti, in particolare dell’utenza di POLITI Rocco.

Lo stesso POLITI, sovente, ha fatto da tramite in nome e per conto dello zio “Mommo” e, in alcune occasioni, lo ha accompagnato a degli incontri ritenuti investigativamente rilevanti poiché avvenuti, sovente, alla presenza di persone pregiudicate (come ad es. nella riunione verificatasi,  l’8.12.2009, presso l’abitazione romana del sorvegliato speciale PAGNOZZI Domenico, ritenuto capo dell’omonimo clan camorristico).

Del resto RASO Girolamo viene accompagnato proprio dal nipote POLITI Rocco a Cittanova, dal 18 al 21 settembre 2009, periodo coincidente con la locale festa di San Rocco. Tale festa patronale offre a RASO Girolamo, dopo una sua lunga assenza per la detenzione cautelare in carcere, l’opportunità di incontrare personaggi locali e, anche, esponenti del sodalizio criminale.

Il ruolo di particolare fiducia, al cospetto di RASO Girolamo, rivestito da POLITI Rocco è rilevabile anche dalla sua presenza ad un incontro, intuibilmente molto importante ancorché non delineato nei contenuti, tenutosi per alcune ore, all’interno del garage dell’Uliveto Principessa Park Hotel di Cittanova, immediatamente prima del loro rientro a Roma (ovvero il giorno 21.09.2009) tra il RASO ed altre persone n.m.i. ma ivi giunte appositamente. Nell’occasione il parente GIOVINAZZO Girolamo detto “Jimmy” rimaneva, per tutto il tempo,  all’esterno ad attenderli come a dover controllare l’eventuale arrivo di altri ospiti non graditi.

Si rammenta che qualche giorno dopo, esattamente il 27 settembre 2010 a Riace (VV), nei pressi del santuario dei Santi medici Cosimo e Damiano, veniva perpetrato l’omicidio del noto pregiudicato VALLELUNGA Damiano (esponente di rilievo della cosca della ‘ndrangheta di Serra San Bruno) e che poche ore dopo GIOVINAZZO Girolamo informa lo zio “Mommo” (tramite l’utenza telefonica della moglie POLITI “Luciana” in visita a Roma)  che quel cavallo là sopra a Serra è caduto”  come a dovergli confermare un evento preventivamente pianificato.

La consapevolezza di POLITI Rocco di appartenere al sodalizio RASO-GULLACE-ALBANESE  si evince anche dal contenuto della già riportata conversazione telefonica intercorsa con GULLACE Carmelo, in merito ad alcuni conflitti familiari (riguardanti i POLITI  e che avrebbero dovuto essere risolti alla presenza di RASO Giuseppe “l’avvocato”) nella quale POLITI Rocco sottolinea, con la sibillina frase “… bene o male quelli che siamo rimasti… io penso che dobbiamo essere un punto… un punto fermo… sapere che abbiamo un punto di riferimento là… un punto di riferimento là… basta! …”, l’importanza dell’unità della famiglia rappresentata in Cittanova da RASO Giuseppe (“sapere che abbiamo un punto di riferimento là”) dopo le numerose perdite dei congiunti (“quelli che siamo rimasti”) durante la nota  faida di Cittanova.

[1] POLITI Rocco, di Francesco e di RASO Pasqualina, nato a Cittanova (RC) il 21.2.1957, residente in Roma, ...

[2] ECOLAZIO ’87  s.r.l., p.iva 08474250589, con sede in Roma, via del Casaletto 380 (fino all’1.3.1999, con sede in via Laurentina km.17,000), operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi provenienti dalla raccolta differenziata.

 

GIOVINAZZO Girolamo detto “Jimmy” [3]

è coniugato, dal 29.7.2006, con POLITI Francesca detta “Luciana” (nipote prediletta di RASO Girolamo “Mommo”,  anch’ella sottoposta ad intercettazione telefonica).

Avvalendosi di altri soggetti quali prestanome, “Jimmy” gestisce in Calabria numerose aziende, desumibilmente, per conto della cosca (SOCIM s.r.l. che gestisce le attività dell’albergo denominato ULIVETO PRINCIPESSA PARK HOTEL di Cittanova, subentrata alla OLIVETO PRINCIPESSA s.r.l., RE.GI. OLEARIA di GIOVINAZZO Girolamo & C. s.a.s., OLEARIA CASALNUOVO s.r.l., I FALEGNAMI di GALLUCCIO Antonio & C. s.a.s., GRUPPO GIOVINAZZO s.r.l., I CASALI Società Cooperativa Agrituristica a r.l., ora inattiva, che gestiva il villaggio Zomaro, di Cittanova, GEATUR s.a.s., ora inattiva, di GIOVINAZZO Girolamo & C., impresa individuale GIOVINAZZO Girolamo). 

Dall’attività di indagine sono emersi numerosissimi contatti telefonici intercorsi tra  GIOVINAZZO Girolamo, GULLACE Francesco detto “Ciccio”, GULLACE Carmelo detto “Nino”, SOFIO Orlando, RASO Diego, RASO Giovanni detto “Rocco” e DEMASI Girolamo,  perlopiù finalizzati ad anticipare incontri per trattare questioni che, pur essendo trattate in modo criptico ma intellegibile tra gli interlocutori, ne fanno intuire la dubbia liceità. Incontri avvenuti, di fatto, nella capitale (sia  presso l’abitazione di RASO Girolamo che del sorvegliato speciale PAGNOZZI Domenico), in Genova (nei pressi dell’aeroporto Colombo), in provincia di Biella e in Cittanova.

Dalle intercettazioni è apparso evidente come GIOVINAZZO Girolamo, non solo nell’amministrare le sue attività economiche, ostenti atteggiamenti arroganti confortato dalla consapevolezza di godere della protezione sia dello zio acquisito “Mommo” (del quale è il vero  factotum)  che di GULLACE Francesco detto “Ciccio”, persona di suo riferimento a Cittanova (RC).

Tali atteggiamenti si manifestano, ad esempio, in alcune pressioni esercitate da GIOVINAZZO Girolamo nei confronti dei dipendenti dell’Uliveto Principessa Park Hotel (minacciati di licenziamento o di mancata assunzione pattuita) ma anche nei confronti di altre conoscenze comuni a RASO Girolamo, il tutto per interferire nel libero esercizio del voto in occasione delle elezioni amministrative regionali, svolte il 28/29 marzo 2010, con lo scopo di favorire il candidato CARIDI Antonio Stefano, già Assessore alla Politiche per l’Ambiente del Comune di Reggio Calabria, poi eletto Consigliere Regionale e nominato, in seguito, Assessore alle Attività Produttive.

Inoltre, per tutelare gli interessi economici della cosca, sono emersi i tentativi di corruzione posti in essere dallo stesso GIOVINAZZO nei confronti di alcuni funzionari dell’Agenzia delle Entrate al fine di evitare il pagamento di tributi, grazie all’intervento di ZEMA Roberto, cognato del predetto CARIDI Antonio.

GIOVINAZZO Girolamo ricopre il ruolo, inoltre, di vero e proprio portavoce di RASO Girolamo “Mommo”, essendo incaricato di tenere, per conto di quest’ultimo, i contatti diretti con molteplici soggetti in Calabria, avvalendosi delle sue frequenti trasferte verso la capitale (accortezza utilizzata per eludere le eventuali intercettazioni telefoniche a loro carico) ovvero con vari conterranei che intendono far visita allo zio “Mommo” a Roma, provenienti sia dalla regione di origine che da altre zone del territorio nazionale o dall’estero (quali, ad esempio, RASO Giovanni detto “Rocco” residente a Biella, DERACO Salvatore residente a Genova o gli stessi GULLACE Carmelo e SOFIO Orlando, “Tommy” n.m.i. dalla Svizzera – ad es. tel.nr.21579-21624-21660-21661-21793-21912-27012-27265-27336-37695-37740 RIT.1498/09 cellulare ... Jimmy TIM e nr.2731-2747-2810-3668-3677-3678-3685-3699-5313 RIT.1632/09 cellulare ... Girolamo). 

A riguardo, a mero titolo di esempio, si citano la comunicazione della caduta del c.d. “cavallo di Serra”, i rapporti tenuti da “Jimmy” (su mandato dello zio “Mommo”) con tale “Pino COSENTINO” (vds.tel.nr.22852-23584-32046 RIT.1498/09 cellulare ... Jimmy TIM e nr.2978-3092-4412 RIT.1632/09 cellulare ... Girolamo) e con i fratelli COSTA Carmelo “Melo” e COSTA Rosario “Angelo” (in seguito meglio trattati), nonchè quelli con il pregiudicato PRIOLO Giuseppe detto “Pepè” [4], affiliato alla cosca PIROMALLI di Gioia Tauro, (storicamente alleata alla cosca RASO-GULLACE-ALBANESE), già sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. e nell’ottobre 2006 destinatario di O.C.C. emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, con contestuale sequestro preventivo di beni ai sensi dell'art.12 quinquies della legge 356/92.
In merito a questi ultimi contatti, si riporta cronologicamente lo sviluppo delle più rilevanti conversazioni telefoniche intercettate.
Nel pomeriggio di giovedì 1.10.2009, utilizzando l’utenza mobile nr.348.5333709 a lui intestata, PRIOLO Giuseppe “Pepè” telefonava a GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” (col quale condivide alcuni affari di dubbia natura), concordando un appuntamento di lì a breve, in quanto il chiamante aveva necessità di contattare una terza persona nota anche all’interlocutore (tel.nr.5260 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM). Il giorno seguente (venerdi 2.10.2009), i due hanno concordato telefonicamente un nuovo appuntamento a Gioia Tauro (tel.nr.5411 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Alle ore 15.29 di domenica 4.10.2009, mentre si trovava a Roma in compagnia, tra gli altri, di RASO Girolamo “Mommo”, “Jimmy” è stato richiamato da “Pepè” PRIOLO, al quale ha riferito che gli avrebbe fornito “un numero” per contattare la persona con cui lo stesso “Pepè” doveva parlare (Jimmy: “…vi devo dare un numero dove lo chiamate, però non so se lo volete che ve lo do ora o martedi (al rientro di Jimmy in Calabria, nd.r.), come volete voi”). “Jimmy” ha assicurato di aver già parlato con l’interessato (“…lui…”), che aveva dato il proprio assenso (“…è a posto…”). I due sono rimasti d’accordo per risentirsi più tardi per scambiarsi quella informazione (Jimmy: “Vi richiamo io… più tardi vi do il numero dove dovete chiamarlo… va bene?”; Pepè: “Hai parlato con lui?”; Jimmy: “Siii… a posto!”; Pepè: “Va bene” – tel.nr.5565 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
In effetti, alle seguenti ore 18.58, “Jimmy” ha richiamato “Pepè” PRIOLO, fornendogli il recapito telefonico nr.348.3148391 (intestata alla ditta “EUROSERVIZI” s.r.l. [5] di GRUTTERIA Marianna ed in uso all’indagato SOFIO Orlando, utenza già sottoposta a controllo da parte di questo ufficio, in esecuzione del RIT.1061/09). “Jimmy” ha invitato “Pepè” a contattare terza persona (chiaramente SOFIO Orlando, di cui volutamente non è stato menzionato il nome) per riferirgli testualmente: “Mi ha detto Jimmy di dargli il numero mio a Nino… poi Nino ha detto che lo chiamerà lui… saprà lui come chiamarlo” (tel.nr.5568 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
E’ stato poi appurato che il “Nino” in questione, col quale doveva mettersi in contatto PRIOLO Giuseppe “Pepè”, andava individuato inequivocabilmente in GULLACE Carmelo detto “Nino”, col quale peraltro nella giornata precedente (sabato 3.10.2009) GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy” si era incontrato, all’interno della tenuta dei POLITI a Roma (ove GULLACE Carmelo si era trattenuto per tutto il pomeriggio, unitamente a PRONESTI Antonio “Antonello” – circostanza  dettagliatamente descritta  nel prosieguo). Difatti, alle 12.38 di martedi 6.10.2009, “Jimmy” ha contattato SOFIO Orlando (proprio all’utenza nr.348.3148391), chiedendogli se avesse ricevuto una telefonata da terza persona (ovvero PRIOLO “Pepè”), che doveva dettargli un numero di telefono da fornire poi al “cugino” (chiaramente GULLACE Carmelo “Nino”). Orlando ha risposto che non era stato ancora contattato da nessuno, comunque si è messo a disposizione per quella incombenza (Jimmy: “…va bene, se ti dovessero chiamare, vedi che… mi dovresti dare quel numero che ti danno… al  cugi…”;  Orlando: “Va bene, O.K.” – tel.nr.5864 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).
Alle ore 11.37 del giorno seguente (mercoledi 7.10.2009), GULLACE Carmelo ha contattato SOFIO Orlando, il quale ha riferito che stava “aspettando una telefonata”, ma non sapeva se sarebbe giunta in giornata o entro l’indomani. Orlando ha specificato che, appena gli fosse pervenuta quella chiamata, sarebbe venuto a trovare Carmelo (“…vengo giù da te”). Quest’ultimo ha riferito di trovarsi già di strada per recarsi a Santhià, per cui si è accordato per fermarsi durante il tragitto al capannone di Orlando a Serravalle Scrivia (tel.nr.2298-2301 RIT.1058/09 cellulare GULLACE Carmelo – vds.anche localizzazione GPS RIT.1066/09 autovettura AUDI A4 di GULLACE Carmelo). Sebbene l’utenza mobile in uso a SOFIO Orlando in quella data non fosse più sottoposta a controllo, si è comunque avuta conferma dell’avvenuto contatto tra il predetto e PRIOLO Giuseppe “Pepè”.
Infatti, alle successive ore 17.08, quest’ultimo ha richiamato GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy”, appositamente per informarlo di aver già fatto “quella telefonata” alla persona interessata (SOFIO Orlando), aggiungendo che era “tutto a posto… a postissimo!” (tel.nr.6007-6008 RIT.1498/09 cellulare Jimmy TIM).

                                                                       

 

[3] GIOVINAZZO Girolamo detto “Jimmy”, di Domenico e di ALBANESE Renalda, nato a Cittanova (RC) il 27.7.1972, ivi residente ..., pregiudicato per truffa, falsità ideologica e truffa ai danni dello stato per indebito conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione fatture per operazioni inesistenti finalizzata all’indebita percezione di contributi comunitari, reati ambientali vari, per smaltimento inidoneo di rifiuti speciali.

[4] PRIOLO Giuseppe detto “Pepè”, nato a Taurianova (RC) l’1.09.1960, residente a  Terranova Bracciolini (AR), via Fraz. Ville n.39, di fatto domiciliato in Gioia Tauro, via SS 111 n. 273. E’ legato alla famiglia PIROMALLI per avere sposato COPELLI Soccorsa, fu Domenico e di PIROMALLI Concetta, quest’ultima sorella dei noti fratelli PIROMALLI Gioacchino classe 1934, Antonio classe 1939 e Giuseppe classe 1945.

[5] ditta EUROSERVIZI s.r.l. di GRUTTERIA Marianna, p.iva 01695050060, con sede in Serravalle Scrivia (AL), via dell’Artigianato s.n.c., attiva nel settore della pulizia specializzata di edifici ed impianti.

 

POLITI Francesca detta “Luciana” [6]

al suo riguardo giova evidenziare che, da sempre, è considerata “la nipote prediletta” di RASO Girolamo (come indicato nella nota  informativa ricevuta dal Commissariato di P.S. di Cittanova, in data 3 aprile 2009).

Dalle indagini tecniche, infatti, si è avuto modo di comprovare la particolare predilezione e considerazione che RASO Girolamo tributa a “Luciana”, non solo quale depositaria delle questioni riguardanti la famiglia ma anche conferendole  titolo ad entrare nel merito di importanti decisioni (come accertato nelle intercettazioni telefoniche a suo carico che verranno enunciate negli specifici capitoli in trattazione).

Si rammenta che RASO Girolamo poco prima di subire un serio e delicato intervento chirurgico (presso la Clinica Campus Bio Medico di Trigoria- Roma),  ha manifestato agli altri familiari presenti nella camera di degenza, il desiderio di voler parlare solamente con “Luciana”  che, nella circostanza, appella quale “nipote del cuore”, come la stessa confida alla propria madre (RASO Pasqualina) in una conversazione telefonica intercettata in data 9.11.2009.

 

[6] POLITI Francesca detta “Luciana”, di Francesco e di RASO Pasqualina, nata a Roma il 4.10.1973, ivi residente ..., moglie di GIOVINAZZO Girolamo “Jimmy”.

 

PRONESTI Antonio detto “Antonello” [7]

(legato da un lontano grado di parentela sia a GULLACE Carmelo che a RASO Girolamo) risulta  dipendente della ditta GAP s.r.l., operante nel settore delle slot-machines e sale bingo,  ma di fatto socio occulto di GOLDSHMIDT Ehud detto “Udi”, rappresentante legale della predetta società (del quale si dirà in seguito).

Nel corso dell’attività di ascolto, si è appreso di un’importante trattativa, in apparenza, relativa alla compravendita di un’ingente quantitativo di “cemento”, da parte di alcuni facoltosi compratori esteri dei quali proprio il PRONESTI si faceva garante, trattativa che si sarebbe dovuta concretizzare, tramite GULLACE Carmelo, con un n.m.i. fornitore romano.

In particolare, già nel precedente procedimento penale nr. 7736/08/21, PRONESTI Antonello aveva contattato, sull’utenza telefonica intercettata, GULLACE Carmelo per chiedergli se avesse ancora la possibilità di garantirgli una “fornitura di cemento” da destinare ad un cittadino tedesco e ad uno libico (della cui serietà e solvibilità Antonello, nella circostanza, si faceva personalmente garante), interessati ad acquistarne un quantitativo molto elevato e, laddove si fossero accordati sul prezzo, anche successive forniture con cadenza mensile.

Inizialmente è stato ritenuto verosimile che il fornitore potesse essere una persona indicata da RASO Girolamo detto “Mommo”, in quanto questi aveva rappresentato a GULLACE Carmelo la necessità di vederlo in Roma e che all’incontro fosse presente anche lo stesso PRONESTI. 

Infatti, GULLACE Carmelo e PRONESTI Antonello si incontreranno dapprima a Genova per poi recarsi (a bordo dell’auto BMW 530 XD tg. DP222MY, intestata alla ditta GAP s.r.l.) a Roma presso l’abitazione di RASO Girolamo (come documentato dall’annotazione del 3.10.09 redatta dal personale C.O. DIA di Roma ...).

Quello stesso giorno PRONESTI, già sottoposto ad intercettazione telefonica, veniva contattato dal socio GOLDSHMIDT Ehud “Udi” [8], che espressamente gli raccomandava di non discutere al telefono con nessuno della “trattativa di oggi” ricevendo rassicurazione in tal senso dal suo interlocutore (Udi: “…Non fare discussioni al telefono per la trattativa di oggi!”; Antonello: “Cosa? Ma stai scherzando?”; Udi “…niente… tutto a posto…”). Espressioni che hanno motivato, negli operanti, dubbi circa la liceità della trattativa dell’asserito cemento. Tale negoziazione probabilmente è proseguita nel successivo mese di dicembre, atteso che GULLACE e PRONESTI concordavano un ulteriore incontro a Roma al quale, su richiesta di GULLACE, parteciperà anche GOLDSHMIDT “Udi”. Tale importante riunione, alla quale saranno presenti anche RASO “Mommo”, POLITI Rocco e GIOVINAZZO “Jimmy”, di fatto è avvenuta l’8 dicembre 2009, presso l’alloggio del sorvegliato speciale PAGNOZZI Domenico (di cui si dirà ampiamente nel relativo capitolo).

L’attività tecnica di ascolto telefonico e le relative indagini hanno permesso di rilevare che la coppia d’affari PRONESTI/GOLDSHMIDT era interessata, da tempo, sia ad ottenere “l’omologazione” di una nuova piattaforma software per la gestione del poker on-line (progettata in Israele da tecnici di una società finanziata dallo stesso “Udi”), sia a recuperare un credito (quantificato in circa 160.000 euro) vantato, a seguito di asserite inadempienze contrattuali, nei confronti di alcuni gestori di una sala bingo ubicata nella città di “Latina”  (uno dei quali identificato nell’avvocato BACCO Riccardo).Infatti  attese le numerose difficoltà incontrate dai legali del GOLDSHMIDT per giungere ad un accordo, il PRONESTI, per assicurarsi una risoluzione forzata della questione, si era rivolto a RASO Girolamo tramite GULLACE Carmelo (come ampiamente documentato anche da un servizio di osservazione effettuato da personale del C.O. DIA di Roma in occasione di una “riunione” avvenuta in data 21.1.2010 presso l’Aeroporto di Roma Fiumicino, tra la coppia PRONESTI/GOLDSHMIDT e RASO Girolamo, nell’occasione accompagnato dal nipote POLITI Rocco, di cui si parlerà nel relativo capitolo).

Del resto, nel corso di quest’indagine, PRONESTI “Antonello” si è rivolto allo stesso RASO Girolamo (tramite il nipote POLITI Rocco) per ottenere, ancora una volta, la sua protezione in una delicata questione, relativa ad esplicite minacce ricevute sia dal PRONESTI che dal GOLDSHMIDT (oltre che da un altro loro socio FILINI Martino [9])  e per quelle  provenienti dal pregiudicato VENDEMINI Salvatore per un preteso credito, di ingente importo (circa 300.000,00 euro), vantato sia da questi che dal pregiudicato ZIPOLO Giuseppe, in virtù di una precedente cessione di un ramo aziendale della società che gestiva la sala “Bingo Zara” di Milano, di cui lo stesso VENDEMINI era il titolare, ramo d’azienda rilevato, nell’aprile 2008, dalla società BINGO SO.LE. di GOLDSHMIDT Ehud & C. s.a.s. (argomento che verrà ampiamente trattato nello specifico capitolo).

[7] PRONESTI Antonio, detto “Antonello” nato a Lecco il 9.04.1963, residente in Vercurago (LC)..., con precedenti per furto aggravato, rapina, associazione a delinquere, ricettazione, oltraggio, resistenza e violenza, segnalato nel 1993, dal Centro Provinciale Criminalpol di Milano per associazione  di tipo mafioso e nel 1992 dal Commissariato di Lecco come trafficante d’auto.

[8] GOLDSHMIDT Ehud, nato a Kfar Saba (Israele) il 28.1.1970, residente in Lecco (LC)..., di fatto domiciliato in Milano, via Santa Maria Rossa nr.8, cittadino tedesco con passaporto israeliano.

[9] FILINI Martino, nato a Dello (BS) l’8.2.1955, residente in Campione d’Italia (CO), via Belvedere 2, amministratore della sala bingo di viale Zara a Milano.

 

GOLDSHMIDT Ehud detto “Udi”,

oltre a quanto già enunciato nella precedente trattazione sul suo conto, è risultato occuparsi di molteplici attività imprenditoriali, molte delle quali a conoscenza del socio d’affari PRONESTI “Antonello”, anche nel settore delle innovazioni tecnologiche e delle energie alternative, spesso operando in stretto contatto con organismi israeliani e palesando una notevole disponibilità di denaro.   

Il GOLDSHMIDT, durante il periodo dell’intercettazione telefonica effettuata anche a suo carico, ha dimostrato di condividere proprio con PRONESTI “Antonello” non solo i vari progetti affaristici ma, anche, ogni scelta operativa tesa ad ottenere la protezione dei principali referenti della famiglia RASO-GULLACE-ALBANESE al fine di pervenire alla risoluzione forzosa di varie problematiche di cui entrambi si sono resi protagonisti (e che verranno trattate nello specifico capitolo).

 

La famiglia RASO di Cavaglià (BI).

Durante l’attività investigativa sono stati rilevati frequenti contatti tra GULLACE Carmelo e la famiglia RASO, residente nel biellese, in particolare con il capostipite RASO Antonio [10] ma, anche, con il figlio di quest’ultimo RASO Diego [12] (intercettato nell’ambito del presente procedimento) che, in più occasioni,  ha palesato un evidente rapporto di subordinazione nei riguardi dello stesso GULLACE. 

RASO Diego è fratellastro di RASO Luigi [13] e RASO Giovanni detto “Rocco”, entrambi autotrasportatori residenti in Fontanafredda (PN) colpiti da gravi pregiudizi, (il secondo risulta condannato ad una pena complessiva di anni 22 e mesi 1 di reclusione ed è stato ammesso, dal 27.6.2008, alla libertà vigilata per un periodo di anni tre). E’ rilevante che una delle condanne comminate a RASO Giovanni (riguardante una vasta associazione capeggiata da PRONESTI’ Rocco  dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti) è stata emessa nell’ambito di un   procedimento che vedeva coimputati  anche GULLACE Carmelo (la cui posizione però era stata stralciata in quel procedimento perché egli era all’epoca  detenuto all’estero in attesa di estradizione ) ed il fratello GULLACE Elio (condannato invece ad anni 6 e mesi 4 di reclusione e lire 35.000.000 di multa).

Da quanto emerso nell’attività d’indagine, si è potuto evincere che in  Cavaglià (BI) è operante una cellula ‘ndranghetista, collegata direttamente alla cosca RASO-GULLACE–ALBANESE, di cui GULLACE Carmelo ne è il referente diretto, se non il promotore.
Nello specifico dall’ascolto delle conversazioni sia telefoniche che ambientali è emerso che GULLACE è stato sempre sistematicamente informato sia da “Nino” che dal figlio Diego, sullo stato delle attività affaristiche della famiglia RASO tanto da non escluderne una sua diretta compartecipazione.
Da evidenziare, in tale contesto, è l’interessamento di GULLACE Carmelo nella definizione di contrasti economici insorti, nella gestione di un esercizio pubblico, tra i RASO e tale CAMBARERI Giovanni [14], rendendosi  disponibile a risolvere la questione in prima persona, nel caso in cui il diverbio non fosse stato ricomposto.

L’influenza esercitata da GULLACE Carmelo sul gruppo di Cavaglià è stata  palesata anche da SGRO’ Giuseppe detto “Pino” [15] (emerso quale prestanome di RASO Diego) il quale, durante una conversazione telefonica con RASO Diego, si dichiarava preoccupato poiché, a causa del comportamento di una terza persona, era in procinto di “prendere una rimproverata da Nino”. Si rappresenta che proprio il citato SGRO’ Giuseppe, durante l’indagine in trattazione, è stato tratto in arresto, dalla Squadra Mobile della Questura di Novara, per reati in materia di armi e stupefacenti. 

L’esistenza della cosca è ulteriormente avvalorata da quanto dichiarato da PELLEGRINO Vincenzo [16] che, nell’ambito del procedimento penale nr.6843/96 della Procura di Torino (Sost. Proc. dr. Maurizio Laudi), dichiarava di aver ricevuto una proposta di affiliazione alla famiglia RASO–ALBANESE formulatagli proprio da RASO Giovanni detto “Rocco”.

Dall’attività d’indagine è risultato altresì che, il predetto gruppo biellese, deve sottostare a rapporti rigidamente regolamentati sia con gli affiliati che con i superiori rappresentanti (RASO Giuseppe “l’avvocato”, RASO Girolamo “Mommo” e GULLACE Carmelo), costituenti la struttura della cosca RASO–GULLACE–ALBANESE.  

Infatti, come evidenziato anche in  numerose sentenze di ‘ndrangheta, la posizione di ogni singolo membro è severamente disciplinata e regolata da un ferreo codice comportamentale che non può essere violato; nel caso insorgano contenziosi tra affiliati, questi vengono  sottoposti a giudizio di un Tribunale della cosca d’appartenenza. 

Tale situazione si ritiene essersi verificata, proprio nel periodo d’investigazione, in prossimità della festa della “Madonna della Grotta”, celebrata nel paese di Bombile (RC); in tale occasione, infatti, tutti i componenti della famiglia di RASO Antonio sono stati convocati in loco, nei giorni 1, 2 e 3 maggio  2010, da RASO Giuseppe “l’avvocato” tramite  GULLACE Carmelo .

Dalla disamina degli accadimenti e delle conversazioni telefoniche intercettate si può sostenere che tale “convocazione” sia stata motivata dall’esigenza di definizione di un dissidio intercorso tra RASO Diego e il fratellastro RASO “Rocco”, circa la titolarità nella rappresentanza della ‘ndrina di Biella (oltre a rancori familiari risalenti al passato, alimentati anche dai comportamenti scorretti dell’altro fratello di Diego, ovvero RASO Giovanni [17] che avrebbe dato  sostegno al fratellastro “Rocco”). Il complesso di tali fattori infatti erano stati ritenuti sintomi di grave debolezza dell’organizzazione e di mancata coesione e credibilità esterna della consorteria.

Risulta infatti che, dopo l’arresto di RASO Giovanni detto “Rocco”, GULLACE Carmelo, di fatto, aveva nominato RASO Diego quale referente della locale di Cavaglià, nonostante la sua giovane età. Di contro RASO “Rocco”, una volta terminata la detenzione rientrava a Cavaglià e , ritenendosi ancora l’esponente principale della famiglia, riprendeva ad occuparsi, tra le altre, anche delle attività verosimilmente illecite, sovrapponendosi a quelle che il fratello Diego, da tempo e con il benestare del GULLACE, stava esercitando su quel territorio.  

 

Questa lettura della fenomenologia all’interno del gruppo biellese emerge chiaramente dal tenore delle comunicazioni  telefoniche intercorse tra RASO Diego e tale  PASQUA Domenico [18]. In particolare in una conversazione di Diego, che in quel frangente si trovava  in Calabria per una riunione, si rileva chiaramente che, in quel luogo, era stata discussa proprio la questione relativa all’esercizio commerciale del PASQUA, al quale RASO “Rocco”, con il sostegno di RASO Giovanni, aveva intimato di non intraprendere l’attività aggiuntiva di pasticceria al proprio negozio, contrariamente con quanto precedentemente concordato dallo stesso PASQUA direttamente con RASO Diego.  

Da quanto potuto rilevare dall’ascolto telefonico, in quella stessa riunione, è stato decretato che RASO Giovanni detto “Rocco”, in virtù della sua esperienza maturata nella gestione delle attività soprattutto illecite, dovesse continuare a mantenere, nel territorio di Biella, il vecchio ruolo di primazia e di rappresentanza della stessa cosca, assegnando contestualmente a Diego un incarico paritario a quello del fratellastro ma determinando l’estromissione di RASO Giovanni dalla famiglia, in modo da rimuovere la causa dell’insorgere di ulteriori contrasti interfamiliari (argomento di cui si tratterà nello specifico capitolo).
Si rappresenta che, nel corso delle indagini tecniche svolte nell’ambito del precedente procedimento penale a carico di GULLACE Carmelo, si è potuta intercettare, in occasione delle esequie  del suocero FAZZARI Francesco, all’interno dell’autovettura AUDI A4 in uso a GULLACE Carmelo, una significativa conversazione tra RASO Diego ed un suo accompagnatore tale “Tony”, successivamente identificato in MICCOLI Antonio [19].
Nel corso di tale conversazione RASO Diego evidenziava, agli occhi del suo interlocutore, il suo forte legame di fiducia con GULLACE Carmelo (da lui nominato “Nino”) sottolineando come questi lo tenesse  in maggior considerazione rispetto al suo  fratellastro RASO “Rocco”,  proprio a seguito di dissensi insorti tra quest’ultimo (probabilmente avvenuti dopo la sua scarcerazione nel 2008) e lo stesso GULLACE.

L’ipotesi investigativa che il GULLACE sia il referente principale della cosca di Cavaglià (BI) è evincibile chiaramente anche da una conversazione ambientale intercettata,   nel luglio del 2009 tra GULLACE Carmelo e RASO Antonio detto “Nino”. GULLACE contesta a RASO Antonio  di aver commesso una trascuranza, per non essersi recato a fare visita a RASO Girolamo, dopo l’intervento chirurgico subito da quest’ultimo. Nella circostanza, Carmelo invita “Nino” RASO a recarsi al più  presto da “Mommo” al fine di  rimediare a tale errore. 
La valenza del termine trascuranza è alquanto eloquente alla luce del suo inserimento tra i termini tipici della ‘ndrangheta per la definizione di una colpa in capo ad un affiliato, così come desumibile al capitolo terzo (‘ndrangheta: gerarchie, gradi, cariche e rituali) del decreto di fermo emesso dalla Procura  
della Repubblica  di Reggio Calabria  DDA ad epilogo dell’operazione convenzionalmente denominata Il Crimine (...)

Per quanto concerne l’operatività della cosca di Cavaglià (BI) si ha motivo di ritenere che gli stessi agiscano in prima persona maggiormente nei settori delinquenziali del traffico e dello smercio degli stupefacenti nonché del traffico degli autoveicoli con i paesi dell’est europeo, avvalendosi  di una vera e propria catena di sottoposti costituita da soggetti  italiani e stranieri.

Tra questi, in frequente contatto, non solo telefonico, con l’intercettato RASO Diego, si distinguono: MICCOLI Antonio, detto Toni”, già generalizzato, che può essere considerato, a seguito dell’ascolto telefonico, uomo di fiducia di RASO Diego, presente in tutte le sue attività presunte illecite (da una visura alla Banca Dati Forze di Polizia lo stesso MICCOLI risulta gravato da precedenti penali per porto abusivo e detenzione di armi e munizionamento nonché per ricettazione); DEL PRETE Stefano [20], anch’egli gravato da precedenti per ricettazione; LAMAJ Klodian, detto Claudiano” [21] che si accompagna, abitualmente con MICCOLI Antonio ed è, presumibilmente, coinvolto direttamente nello spaccio degli stupefacenti (da una visura alla Banca Dati Forze di Polizia, risulta gravato da precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito di una attività investigativa condotta dalla DDA di Lecce che ha portato all’arresto di numerose persone ed al sequestro di Kg.35,7 di eroina e Kg. 1723,500 di marijuana); OPERTA Suvad, detto “Dino” [22], gravato da precedenti per furto aggravato e resistenza e lesioni a P.U..

 

[10] RASO Antonio detto “Nino”, di Giovanni e di FILIPPONE Maria Rosa, nato a Cittanova (RC) il 25.3.1942, già residente in Cavaglià (BI), Cascina Mosè nr.349, attualmente residente in Dorzano (BI), Regione Sello nr.45 (ove già dimora RASO Giovanni classe 1963), pluripregiudicato per reati contro la persona ed il patrimonio oltre che in materia di armi.

[12] RASO Diego, di Antonio e di GALLUCCIO Rita, nato a Biella il 5.5.1979, residente in Caviglià (BI), cascina Mosè nr.349, pregiudicato per associazione a delinquere, estorsione, furto aggravato, ricettazione, riciclaggio, truffa, appropriazione indebita, lesioni personali, minacce ed altro.

[13] RASO Luigi, di Antonio e di FONTI Elena, nato a Cittanova (RC) il 15.1.1968, residente in Fontanafredda (PN), via Anello del Sole nr.16/1, autotrasportatore, pregiudicato pregiudicato per associazione a delinquere, traffico e smercio di stupefacenti, porto abusivo e detenzione di armi da guerra (alcune pistole, due kalashnikov e due bombe a mano) ed altro.

[14] CAMBARERI Giovanni nato a  Bagnara Calabra(RC) il 1.7.1951 residente a Torino via Montevideo nr.33/27

[15] SGRO’ Giuseppe detto “Pino”, nato a Palmi (RC) il 15.4.1958, residente a Lenta (VC), via Ghislarengo nr.35, pregiudicato.

[16] PELLEGRINO Vincenzo, nato a Misilmeri (PA) il 12.04.1952, già residente a Biella, in via Strada Regione Croce nr.8/bis.

[17] RASO Giovanni, di Antonio e di GALLUCCIO Rita, nato a Cittanova (RC) il 13.10.1967.

[18] PASQUA Domenico, nato a Chivasso (TO) in data 11.08.1965, con pregiudizi per uso di sostanze stupefacenti.

[19] MICCOLI Antonio, nato a Mesagne (BR)  il 9/2/78, residente in Puglia ma di fatto domiciliato presso l’abitazione del noto  SGRO’ Giuseppe ...; pregiudicato per armi ed altro.  

[20] DEL PRETE Stefano, nato a San Pietro Vernotico (BR) il 03.08.1975, residente in San Pancrazio Salentino (BR)...

[21] LAMAJ Klodian, detto Claudiano, nato a Fier, Albania in data 23.07.1978, residente in San Pancrazio Salentino (BR)...

[22] OPERTA Suvad, detto Dino, nato in Bosnia ed Erzegovina l’11.11.1979, residente in Santhià (VC)...

 

LOCALITA’ DI INTERESSE INVESTIGATIVO

L’attività investigativa ha riguardato persone fisiche (ed eventuali ditte/società a queste ricollegabili) di cui si è voluta dimostrare l’appartenenza al sodalizio mafioso di natura ‘ ndraghetista storicamente noto quale cosca RASO-GULLACE-ALBANESE.

Come  riferito tale sodalizio criminale, di già riconosciuta valenza mafiosa in varie sentenze, origina in Cittanova e zone limitrofe incluse nella provincia di Reggio Calabria nel quadro di una faida che ha visto contrapporsi, fin dagli anni 60, i gruppi familiari dei RASO-GULLACE-ALBANESE e dei FACCHINERI nello stesso conflittuale intendimento di esercitare l’esclusivo controllo su quella specifica parte di territorio. L’alterna prevalenza delle due fazioni ha comportato, nel tempo, l’allontanamento di alcuni loro affiliati emigrati verso altre regioni italiane tra cui il Piemonte, la Liguria, la Lombardia ed il Lazio. Tali personaggi, sempre mantenendo significativi contatti con l’area di origine e con gli altri membri dello stesso consorzio criminale, sviluppavano attività imprenditoriali infiltrandosi progressivamente nell’economia locale avvalendosi delle modalità tipiche della criminalità organizzata mafiosa ovvero fruendo del sostegno materiale , economico,  e dell’intimidazione derivante dal gruppo di appartenenza. Le regioni italiane che hanno riguardato la presente attività di indagine sono state: 

CALABRIA

Segnatamente la provincia di Reggio Calabria ed in particolare la città di CITTANOVA e paesi limitrofi.

In tale  area infatti risiedono i già citati personaggi :

  • RASO Giuseppe (detto “l’avvocato”)
  • GULLACE Francesco (detto “Ciccio”)
  • GIOVINAZZO Girolamo (detto “Jimmy”), marito di POLITI Francesca (detta “Luciana”) nipote prediletta di RASO Girolamo (detto “Mommo”)
  • COSTA Carmelo (detto “Melo”)
  • COSTA Rosario (detto “Angelo”)
  • CONTARTESE Pantaleone (detto “Luni”)
  • DEMASI Girolamo
  • CAMINITI Fortunato (detto “Gaetano”) 

Inoltre in zona confluiscono, in base alle esigenze del gruppo, i sottonotati altri soggetti di interesse investigativo :

  • RASO Girolamo (detto Mommo)
  • GULLACE Carmelo (detto “Nino”)
  • SOFIO Orlando
  • RASO Antonio (detto “Nino”)
  • RASO Diego
  • RASO Giovanni (detto “Rocco”)

LAZIO

In particolare :

Comune di Roma  ove risiedono:

  • RASO Girolamo (detto “Mommo”)
  • POLITI Rocco
  • POLITI Rosario
  • POLITI Maurizio
  • POLITI Francesca (detta “Luciana”)

Comune di Pomezia ove risiede:

  • POLITI Girolama (detta “Mimma”) sorella di POLITI “Luciana” 

LIGURIA

Provincia di Savona ove risiedono:

  • GULLACE Carmelo
  • GULLACE Elio
  • BRUZZI’ Camillo
  • CHIARO Vincenzo (nipote di DEMASI Girolamo)
  • FAZZARI Giulia (moglie di GULLACE Carmelo)
  • ZURZOLO Antonio (detto “Tony”)

Provincia di GENOVA ove risiedono:

  • MAMONE Luigi (detto “Gino”)
  • MAMONE Vincenzo (figlio di Luigi)
  • MAMONE Gino (figlio di Luigi)
  • DERACO Salvatore (figlio di Urbano)

PIEMONTE

In particolare:

Provincia di Alessandria ove risiede:

  • SOFIO Orlando (Novi Ligure)

Provincia di BIELLA, ove risiedono/domiciliano:

  • RASO Antonio (detto Nino)
  • RASO Giovanni (classe ‘67)
  • RASO Diego

RASO Giovanni (detto “Rocco”, classe ‘63) 

Provincia di VERCELLI ove risiede:

  • SGRO’ Giuseppe
  • MICCOLI Antonio (detto “Tony” domiciliato in San Germano Vercellese ancorché residente in Torre Santa Susanna –BR )
     

LOMBARDIA

Provincia di Milano/Lecco ove risiedono/lavorano :

  • PRONESTI Antonio (detto “Antonello”)
  • GOLDSHMIDT Ehud (detto “Udi”)
  • PRONESTI’ Antonio (domiciliati a Seregno)
  • PRONESTI’ Carmelo (domiciliati a Seregno)

Tags: D.I.A., sentenze, indagati, alchemia, profili, terra di siena, imputati, al 2011, seconda parte 2

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