Berlusconi scarica, con classe, Scajola
Dall'ex presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, all'ex premier Silvio Berlusconi, è un pattuglione bipartisan quello che Claudio Scajola ha schierato ieri a propria difesa, nel processo che lo vede imputato a Reggio Calabria...
Accusato di aver aiutato l'ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, da anni latitante a Dubai, a sfuggire ad una condanna per concorso esterno e ad occultare il suo patrimonio, l'ex ministro che oggi sogna da futuro sindaco di Imperia, all'aula bunker di Reggio Calabria distribuisce sorrisi, pacche sulle spalle, e sprizza ottimismo. « La testimonianza di Silvio Berlusconi - dice Scajola al termine dell'udienza - è stata un boomerang per la pubblica accusa».
Eppure, l'ex premier non sembra essersi stracciato le vesti a difesa del suo ex ministro. Al contrario, dopo aver chiesto venia per i problemi d'udito causati – sostiene – dalla pressurizzazione dell'aereo, è stato molto attento a marcare distanze, differenze e distinte responsabilità. In primo luogo, sulla gestione della carriera politica di Matacena. Un perfetto sconosciuto per Berlusconi. « Il suo nome non mi dice nulla, evidentemente non è stato uno dei protagonisti della storia della nostra forza politica» dice ai legali che lo interrogano.
Parlamentare del centrodestra nel ' 94, poi deputato nel ' 96 con Forza Italia, di professione padrone del traghettamento fra Calabria e Sicilia, Matacena si è fatto notare per le infuocate interrogazioni contro i magistrati del primo pool antimafia di Reggio Calabria. Erano i tempi delle crociate contro le "toghe rosse", ma Berlusconi non sembra averne memoria. E soprattutto – afferma – non sa nulla dell'inchiesta che ha travolto Matacena come referente politico dei clan di Reggio Calabria e che gli è costata la ricandidatura nel 2001. «Di queste cose – afferma Berlusconi – se ne occupava il coordinatore di Forza Italia, Claudio Scajola».
Le candidature – spiega - erano proposte a livello regionale e poi vagliate a livello nazionale da una squadra coordinata dall'ex ministro oggi imputato. «Erano loro ad occuparsi di tutto » dice. « Certo, c'erano dei criteri, ma noi – ci tiene a sottolineare - non siamo come quelli del movimento Cinquestelle, per i quali basta una situazione di vicinanza alla magistratura per escludere un candidato». E lui – ripete - di queste cose non sapeva nulla. «Solo in caso di contrasti, la decisione finale spettava a me » . E Scajola – ci tiene a dire – di certo non lo consultava per ogni cosa. «Era una persona di grande capacità e godeva della mia stima e fiducia. Nel 2001 avevamo frequenti momenti di scambio, ma mi consultava solo sulle questioni su cui necessitava un parere. Aveva completa autonomia perché all'epoca era uno dei leader del partito».
Parole di miele che di fatto scaricano sulle spalle del solo Scajola qualsiasi problema relativo alla gestione delle liste. Per il resto, l'ex premier non sa, non ricorda, non conosce. Dalla sua memoria sono stati cancellati nomi e volti di deputati, senatori, sottosegretari e vecchi arnesi della politica, tutti in varia misura coinvolti nella latitanza di Matacena e nel suo possibile spostamento in Libano. Lì dove è stato arrestato da latitante quel Marcello Dell'Utri, che Berlusconi sembra quasi non voler neanche nominare.
Di gran lunga più benevolo nei confronti dell'ex ministro sembra essere stato invece il suo storico avversario, Claudio Burlando. Chiamato a spiegare la presenza della moglie di Scajola in qualità di madrina all'inaugurazione del parco eolico di Pontinvrea realizzato dalla Fera srl, l'ex presidente di Regione Liguria ha minimizzato. « L'ho vista in altre 6- 7 occasioni. Anche all'inaugurazione della pista ciclabile di Imperia. E poi – afferma -non è un ruolo molto importante ».
Per la procura invece forse sì, anche perché proprio la Fera è stata destinataria di uno dei finanziamenti Industria 2015 del ministero gestito da Scajola, con cui – dimostrano alcune email – il patron dell'azienda sembrava essere anche indirettamente in contatto.
Pale eoliche
Burlando ha rievocato l'inaugurazione di un parco eolico realizzato da un imprenditore che è risultato avere contatti indiretti con il politico imperiese
LA REPUBBLICA
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