Lo scandalo della sanità ligure «Medici pericolosi: pensavano solo ai soldi»

scritto da Il Secolo XIX il .

Oltre venticinquemila campioni "fantasma" passati in nove mesi all'ospedale San Martino di Genova. E poi "vetrini" e provette conservati nel frigo di un'anziana, tra la frutta e il salame, oppure abbandonati sotto una saracinesca in attesa che qualcuno li recuperasse...

Medici in pensione che spadroneggiavano nelle loro ex corsie, usandole per un'attività clandestina. E poi vaccini influenzali spariti e ricomparsi solo in parte, il sospetto che in ospedale si facessero pure i rilievi sul sangue dei cani e centinaia di prelievi e controlli effettuati abusivamente, in nero. E insomma un «totale asservimento - come lo definiscono i carabinieri - della sanità pubblica a fini privatistici».

È successo davvero, in Liguria. È successo che istituti e ginecologi privati usassero il personale e le apparecchiature del Servizio sanitario nazionale per far svolgere illegalmente esami d'ogni tipo. Poi spacciavano i risultati ai pazienti come se i test li avessero fatti loro, regolarmente, e ci guadagnavano un mare di soldi. È accaduto per mesi, ma fino ad oggi di quest'inchiesta (37 indagati a vario titolo per associazione a delinquere, truffa, corruzione, falso peculato) erano trapelate solo indiscrezioni.

Oggi Il Secolo XIX è in grado di fugare ogni dubbio, pubblicando stralci della relazione conclusiva inviata dal Nas (Nucleo antisofisticazioni) alla Procura, un dossier di 181 pagine che racconta uno scandalo inimmaginabile.

Matteo Indice

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