L'inchiesta - I prestanome nel mirinodella Dia

scritto da Il Secolo XIX il .

NON SOLO la famiglia Canfarotta finisce nel mirino della Direzione investigativa antimafia che, insieme ai carabinieri della compagnia Portoria, ha alzato il sipario sul racket degli affitti nel centro storico. Nei prossimi giorni rischiano infatti di scattare decine di avvisi di garanzia nei confronti dei "prestanome" che avrebbero a loro volta subaffittato i loro a clandestini e prostitute con un "ricarico" clamoroso delle tariffe in realtà corrisposte (almeno questa è l'ipotesi degli inquirenti) sempre ai Canfarotta. A breve, inoltre, gli investigatori passeranno in rassegna anche le società che si occupavano di amministrare il patrimonio della famiglia...

Al momento sono tre le persone indagate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e per aver dato in locazione i propri immobili a cittadini stranieri irregolari: il capofamiglia, Benito Canfarotta, di 70 anni, la moglie Filippa Lo Re, di 75 e il figlio primogenito Salvatore, quarantunenne. Per loro la Procura ha chiesto la sorveglianza speciale, una misura rivolta a chi vive dei proventi di reati e frequenta abitualmente soggetti pregiudicati. I Canfarotta, secondo gli investigatori, non sarebbero collegati a cosche mafiose del palermitano, la zona dove sono nati e dalla quale sono arrivati a Genova alla fine degli anni '70; ma sono in contatto - insiste la Dia - con soggetti siciliani e calabresi dei caruggi considerati vicini alla criminalità organizzata.

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