Rifiuti di Napoli, raffica di arresti

scritto da Il Secolo XIX il .

La Guardia di Finanza e la Dia di Napoli stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti politici, professori universitari e funzionari della Regione Campania, nell'ambito dell'indagine condotta dai pm Noviello, Sirleo e Milita sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione Commissariale...


L'indagine è incentrata sui collaudi degli impianti di combustibile da rifiuti (Cdr), oggi riconvertiti in impianti per la tritovagliatura. Collaudi falsati, che hanno determinato la produzione di rifiuti da smaltire non conformi. Secondo quanto si è appreso, inoltre, tra gli arrestati, prevalentemente collaudatori degli impianti e funzionari che ne hanno avallato l'operato, ci sarebbe l'attuale presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile.

CHI È IL POLITICO ARRESTATO
Il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, è laureato in Ingegneria elettronica all'Università di Napoli, ha lavorato in ambito accademico diventando ordinario di ingegneria informatica presso l'Università degli Studi del Sannio e collaborando col Centro Nazionale delle Ricerche. Dal 2000 al 2006 è stato rettore della stessa università degli Studi del Sannio. È presidente nazionale del GII, l'associazione che raggruppa tutti i docenti ed i ricercatori di Ingegneria Informatica delle università italiane. Autore di oltre oltre 130 pubblicazioni, è stato eletto membro dell'associazione nazionale del Partito Democratico nelle primarie del 14 ottobre 2007. Nel 2008 viene candidato come presidente della provincia di Benevento da un'ampia coalizione di centrosinistra e risulta eletto al primo turno con il 55,1 per cento dei voti. È sostenuto, in consiglio provinciale, da una maggioranza costituita, tra gli altri, da Pd, Udeur e Italia dei Valori.

GLI ALTRI AI DOMICILIARI

Gli altri arrestati sono: i docenti Oreste Greco, Vincenzo Naso, Rita Mastrullo e Filippo De Rossi; Il direttore del termovalorizzatore di Acerra, Vittorio Vacca; il funzionario regionale Claudio De Biasio, già coinvolto in un'inchiesta per irregolarità nello smaltimento rifiuti; Luigi Travaglione, dipendente dell'ufficio tecnico di Benevento; Giuseppe Sica; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone; Mario Cini e Francesco Scalingia. L'accusa per tutti è di falso ideologico, avendo attestato l'idoneità degli impianti quando erano già sequestrati e la conformità del loro prodotto alle specifiche del contratto stipulato tra Regione Campania e Fibe, società del gruppo Impregilo che ha gestito lo smaltimento dei rifiuti nella regione dal 1998 al 2005.

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