Mafia e ndrangheta, nuovo allarme in Liguria
Alla Spezia, infiltrazioni di "Cosa Nostra" nel ramo dei cantieri navali. Dossier della Direzione nazionale: "Riciclaggio e reinvestimento speculativo"...
I siciliani alla Spezia, nei cantieri navali, dove operano imprenditori direttamente legati a una famiglia di Cosa Nostra. Nel ponente e a Genova invece la ‘ndrangheta con il riciclaggio «in attività economiche legali controllate attraverso una fitta rete di partecipazioni nel campo dell´edilizia soprattutto, ma anche dello smaltimento rifiuti e del commercio». Sono alcuni degli elementi della Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia presieduta dal procuratore Pietro Grasso. Tra le novità c´è quanto premette il consigliere Carmelo Papalia secondo cui la Liguria «sebbene tradizionalmente impermeabile e in qualche caso reattiva rispetto all´azione di gruppi criminali orientati a praticarvi forme di controllo ed intimidazione, presenta tuttavia chiari sintomi dell´esistenza di processi evolutivi della criminalità organizzata». I settori di interesse, in base alle relazione che convergono alla Dna dalle procure territoriali e dai reparti investigativi specializzati, alle squadre mobili e naturalmente alla sezione genovese della Dia non riguardano tanto il controllo del territorio quanto «la conquista di spazi e riferimenti logistico strategici». «Riciclaggio e appalti, è la mafia dei colletti bianchi che mette radici nell´economia» sottolinea Christian Abbondanza della Casa della Legalità. «Finalità di riciclaggio e reinvestimento speculativo» conferma il consigliere Papalia a proposito della ‘ndrangheta genovese e ligure: «La crescente ampiezza della sfera delle varie anime liguri della ‘ndrangheta... spiega l´attivo interesse ad individuare in ambito locale specifici referenti amministrativi e politici oltre che rinsaldare le relazioni con gli ambienti imprenditoriali della regione». La relazione elenca poi le famiglie di riferimento: a Savona Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia; a Imperia Ventre, Sergi, Pellegrino e Iamundo; nel Levante De Masi, Romeo e Rosmini; a Genova Nucera, Rampino, Fogliani, Asciutto. Mentre viene confermata anche quest´anno il ruolo centrale di Ventimiglia, anche in funzione della vicinanza con la Francia dove storicamente si nascondono i latitanti calabresi. Quanto a Cosa Nostra emerge il caso Spezia con la presenza della famiglia mafiosa palermitana degli Arenella. La relazione evidenzia infatti: «Proiezioni finanziarie e imprenditoriali della nota "famiglia" mafiosa nel settore della cantieristica navale ligure, segnatamente presso gli impianti di La Spezia... dove operano, allo stato nei settori degli appalti, dei subappalti e dell´indotto, alcune società direttamente riconducibili a soggetti legati ad esponenti della citata "famiglia" di Cosa Nostra».
Marco Preve