Un verbale di perquisizione nello zaino con dinamite

scritto da Il Secolo XIX il .

Nello zaino c'era il verbale di una perquisizione fatta a Panama. Caccia all'identità del perquisito. Il Prefetto Cancellieri: «Episodio gravissimo». Fatti brillare i 64 candelotti (uno conservato per le perizie) trovati nel bagaglio non ritirato e donati dalle Fs alla comunità di don Andrea Gallo. Convocato il comitato sicurezza...


Ha un nome il proprietario della dinamite (o, quantomeno, di chi era in rapporto con lui) scoperta nello zaino donato alla comunità di San Benedetto di don Gallo con altri bagagli lasciati in deposito e non ritirati dopo un anno dai legittimi proprietari, dai depositi delle Ferrovie genovesi. Il particolare emerge oggi dalle indagini: nello zaino c'era un verbale di perquisizione di polizia redatto a Panama.

Il prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri definisce «episodio inquietante» il ritrovamento dello zainetto pieno di esplosivo ed ha convocato per domani, in tarda mattinata, un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza straordinario per fare il punto sulla vicenda.



Il Questore Salvatore Presenti ha detto, stupito dalla mancanza di controlli di sicurezza, che le Ferrovie dovrebbero dotarsi "almeno" di uno scanner per il controllo radiografico dei bagagli.

Le indagini, come detto rivelano inyantoparticolari che supportano il giudizio del Prefetto: nel bagaglio c'era appunto un verbale della Polizia di Panama relativo a uan perquisizione domiciliare senza esito, per la ricerca appunto di esplosivi.

Difficile pensare che l'eslposivo avvia viaggiato da Panama a Genova, piuttosto potrebbe essere stato reperito in Italia e il misterioso "trasportatore" potrebbe essere o un malavitoso o qualche elemento legato a movimenti terroristici irridentisti.

Interesse degli investigatori è cercare di verificare possibili collegamenti con movimenti quali l'Eta o con episodi del G8 del 2001 quando nelle indagini successive agli attentati anarcoinsurrezionalisti alle caserme di carabinieri e polizia, venne indagato un giovane spagnolo. Uno studente che aveva soggiornato a Genova nell'ambito di un progetto Erasmus e che era risultato in contatto con esponenti di movimenti irridentisti o terroristici europei. Ma tutto è da verificare e sono ipotesi. Compresa quella di un utilizzo o destinazione dei candelotti per qualche attentato della malavita visto che l'esplosivo aveva anche il detonatore. La tipologia dell'esplosivo - da cava - è uno di quelli utilizzati in attentati estorsivi nel ponente e in attentati, sempre nel ponente savonese, negli anni settanta e ottanta da bande malavitose legate alla ‘ndrangheta calabrese.

Tutte ipotesi investigative - «si lavora a 360°» dice il Questore - alla luce e rilettura di episodi e vicende del recente - e meno - passato delle cronache genovesi e liguri.

IL VERBALE DI PANAMA E L'IDENTITA' DEL PROPRIETARIO

Le indagini hanno accertato che nello zaino c'era anche un verbale in spagnolo, pare redatto dalla polizia di Panama. L'atto giudiziario è relativo a una perquisizione domiciliare motivata con la ricerca di armi e o droga, risultata però negativa nei confronti della persona perquisita la cui identità è al vaglio degli inquirenti.

Lo stesso zaino era chiuso con un lucchetto, ma uno degli occhielli a cui era fermato sarebbe stato rotto, come se la borsa fosse già stata aperta. Sulla carta e cellophane trasparente che avvolgevano l'esplosivo c'era una scritta - in taliano - riportante la dicitura «esplosivo».

Il detonatore ed una scatoletta utile ai collegamenti si trovavano invece all'interno di un rotolo di carta igienica, per attutire i colpi, dentro un secondo pacchetto ben confezionato.

PREFETTO CANCELLIERI: EPISODIO AGGHIACCIANTE
LUNEDI' COMITATO PER LA SICUREZZA


Al Comitato saranno invitati a partecipare anche i vertici delle Ferrovie di Genova, ha spiegato il prefetto, ai quali sarà chiesto di dotarsi di sistemi di controllo per gli oggetti lasciati in deposito come già esistono in altre grandi città. «Quanto avvenuto è agghiacciante - osserva Cancellieri - dobbiamo dotarci di misure per evitare che episodi di questo tipo possano ripetersi».

LA DISTRUZIONE

Sono stati già fatti "brillare" dagli artificieri della polizia di Genova, in una cava dell'Emilia, i 64 candelotti (gelatina esplosiva da cava tipo 2B) trovati ieri in uno zainetto regalato dalle Ferrovie alla comunità di don Andrea Gallo, insieme con altri bagagli non ritirati nei depositi delle stazioni del capoluogo ligure.

«Indaghiamo a 360 gradi, sia negli ambienti della criminalità comune sia negli ambienti eversivi», ha spiegato il questore di Genova, Salvatore Presenti, che ieri sera ha ricevuto la telefonata allarmata del sacerdote, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto.

Nell'aprire i bagagli ricevuti dalle Ferrovie, infatti, i collaboratori di don Gallo hanno trovato in uno zainetto blu i 64 candelotti, per un peso complessivo di dodici chilogrammi, suddivisi in quattro involucri sigillati con nastro adesivo; non erano innescati, ma accanto a essi sembra ci fossero anche detonatori.

L'esplosivo, anche se non innescato, era comunque pericoloso, poiché aveva incominciato a trasudare dalle confezioni.

Intanto, la richiesta alle Ferrovie di dotarsi di uno scanner per esaminare il contenuto di valigie e zainetti lasciati nei depositi bagagli delle stazioni sarà esaminata domani nella riunione del comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, convocata dal prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri: sarà proprio il questore a proporre l'iniziativa, per migliorare il livello di sicurezza del servizio. Attualmente - fa notare Presenti - non esistono controlli efficaci al momento del deposito e non vengono neppure richiesti i documenti di chi lascia gli oggetti.

Sembra che lo zainetto con l'esplosivo fosse stato abbandonato parecchi mesi fa, forse un anno; con la collaborazione delle Ferrovie si cercherà di risalire al giorno esatto in cui è stato affidato al deposito bagagli. Per il momento, comunque, sembra esclusa l'ipotesi che si tratti di un bagaglio lasciato su un treno, poiché questi vengono aperti e controllati, prima di finire in deposito.

Sullo zainetto e su campioni della gelatina, conservati prima della distruzione del resto del materiale, sono in corso accertamenti di polizia Scientifica.

ma. zin.

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