L'odissea della casa che c'è, ma non per la legge
Per il Comune, e per il Tribunale amministrativo regionale (Tar), che a gennaio ha respinto il ricorso dell'acquirente, è una casa abusiva e va demolita. Per chi abita lì dal 2006, una coppia italo-algerina, Mohamed El Hadi Horchi, ex spedizioniere non vedente da cinque anni, e Sonia Meskaldji, madre e moglie dolce e agguerrita, è il simbolo di un tradimento multiplo: «Da parte dello Stato italiano che ci ha abbandonati e del notaio che ha dato il via libera alla compravendita». E dei vicini, che li hanno isolati: «Siete arabi, ci siamo sentiti dire - racconta la coppia - tutti sapevano, ma nessuno ha pensato di avvisarci per tempo dei rischi che correvamo comprando quell'immobile». Infine, della stessa giustizia che ancora non ha deciso dove sta la ragione. Nell'attesa il sostituto procuratore Francesco Albini Cardona ha rotto gli indugi e ha indagato per truffa il costruttore. È un impresario edile, Luigi L., difeso dall'avvocato Stefano Bigliazzi. La sua azienda non esiste più, restano però le conseguenze giudiziarie di uno degli ultimi affari. Una causa civile e, ora, un processo penale. Attraverso il suo legale, il costruttore annuncia che di fronte al giudice, con l'aiuto di una decina di testimoni, dimostrerà di essere stato in buona fede il giorno in cui firmò l'atto di vendita della villetta che non c'è: «Ero convinto che tutto fosse in regola - spiega - Avevo ristrutturato un edificio preesistente». La coppia italo algerina e il pm Albini Cardona la pensano in modo assai diverso.
Graziano Cetara