'Ndrangheta/ Chiesto il rinvio a giudizio per ex assessore Crea

scritto da Apcom il .

Con lui indagato anche il figlio ed altri...


Reggio Calabria - Domenico Crea ex consigliere ed assessore regionale della Calabria e suo figlio, Antonio, coinvolti nell'inchiesta "Onorata sanità" su presunti intrecci tra politica e 'ndrangheta nella gestione del settore della sanità nel reggino, devono essere rinviati a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa ed altro. A dirlo è stato Mario Andrigo, sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria davanti al Gup di Reggio Calabria Paolo Ramondino, che però è stato ricusato dalla difesa dell'ex esponente della margherita calabrese.

Il gup si è riservato di decidere rimandando l'udienza al prossimo 27 gennaio, mentre per gli altri imputati che hanno chiesto il rito abbreviato l'udienza è stata fissata per il 26 marzo. Tra loro figurano anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, attualmente sotto processo con l'accusa di essere i mandanti dell'omicidio del vice presidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, al posto del quale è stato ripescato proprio Domenico Crea, essendo il primo dei non eletti della sua lista. Anche se in quel processo Crea non è coinvolto, per l'accusa i Marcianò fecero uccidere Fortugno proprio per far posto a Mimmo Crea in consiglio regionale.

Tra gli altri imputati che hanno chiesto il rito abbreviato c'è anche Giuseppe Panzera, medico e genero del boss di Africo Nuovo Giuseppe Morabito, detto "'u tiradrittu". L'indagine, coordinata dalla Dda di Reggio e condotta dai carabinieri, aveva portato, alla fine di gennaio dello scorso anno, ad una ventina di arresti, tra cui anche dipendenti e funzionari della regione Calabria.


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