Camorra, bruciata per vendetta l´auto delle intercettazioni shock
di Conchita Sannino
Devastare quell´auto. Cancellare un simbolo ormai dirompente di ferocia mafiosa. Per "rimuovere" il segno della vittoria dello Stato, le manette, le inchieste e i processi che avanzano contro la strategia del terrore del boss Setola. Litri di benzina e un fiammifero scagliati sulla "Lancia Y" dell´intercettazione shock rivelata da Repubblica.
Così il clan appicca il fuoco e distrugge ieri notte, la "Lancia" intercettata dal pool antimafia di Napoli, l´auto sotto intercettazione che ha consegnato ai carabinieri e ai magistrati di Napoli la formidabile e granitica fonte di prova contro Setola e soci criminali. Su quella vettura, il 12 dicembre scorso, il commando di fuoco di Setola fu infatti ripreso via audio in diretta, dai carabinieri di Aversa, mentre cantavano, ridevano, mentre sparavano centosette colpi di mitragliatore e pistole. Quell´auto, come si dice in gergo investigativo, era già "bruciata". Di fatto inutilizzata dal clan, messa da parte dal momento in cui - un mese fa - un decreto di fermo della Procura antimafia di Napoli aveva arrestato alcuni dei sicari e rivelato l´esistenza di quella raccapricciante trascrizione dell´audio. Inutile, dunque, ai fini dell´inchiesta eliminare quella carcassa.
Così il raid di ieri viene eletto solo come una crisi di nervi. Livore di perdenti. La rabbia del potere mafioso. La vettura è stata trovata distrutta. Un´azione, sottolineano gli inquirenti, che non «incide minimamente nella tutela degli indizi di straordinaria gravità raccolti». Ma forse c´è anche un´altra coincidenza a suonare significativa: proprio stamane, al Viminale, il ministro dell´Interno Roberto Maroni ed il capo della polizia Antonio Manganelli ricevono tutta la "quinta unità" del pool antimafia della Procura di Napoli, impegnato sul fronte dei casalesi, insieme con i carabinieri e la polizia che hanno firmato le catture importanti di questi mesi.