Porto di Genova - L'Authority "parte offesa" nel processo Multipurpose
È una novità clamorosa, perché la posizione di "vittime" - le richieste di rinvio a giudizio saranno formulate entro pochi giorni dalla Procura - potrebbe rappresentare il viatico a sostanziosi risarcimenti in caso di condanna. Con un retroscena che arricchisce (notevolmente) la vicenda: il legale cui si sono rivolti i nuovi vertici dell'Authority, guidata da Luigi Merlo, sarà Carlo Federico Grosso, uno dei penalisti più noti del Paese, in passato vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Un autentico "big" (noto alle cronache anche perché fu il primo difensore di Anna Maria Franzoni) che a breve incontrerà i pm del capoluogo ligure. La sua nomina sarà ufficializzata domani o al più tardi martedì.
La decisione di gettare la maschera rappresenta un passaggio-chiave sia dal punto di vista giudiziario che politico, perché certifica per la prima volta formalmente l'opposizione tra chi sta guidando oggi Palazzo San Giorgio e chi lo aveva fatto in passato, con probabili, e significativi, rivolgimenti economici. Sono otto i nomi eccellenti che rischiano d'essere mandati alla sbarra a breve, in una vicenda che ha scosso i palazzi del potere come poche altre nella recente storia genovese. Oltre a Novi sono coinvolti l'ex segretario generale dell'Autorità Alessandro Carena, il consulente, e avvocato, Sergio Maria Carbone, il manager Filippo Schiaffino (oggi presidente di Stazioni marittime spa), l'armatore Aldro Grimaldi, l'imprenditore Aldo Spinelli, il console della Compagnia unica Paride Batini e il suo vice Paolo Marchelli.
Novi, Carena, Carbone, Grimaldi e Spinelli devono rispondere in primis di turbativa d'asta, accusati di aver spartito "a tavolino" l'area Multipurpose in presenza d'una gara pubblica. Per Novi, Carena e Carbone è stato formulato anche l'addebito di concussione, poiché secondo i pubblici ministeri avrebbero costretto altri "pretendenti" (in particolare i Messina) a farsi da parte o a ridimensionare parecchio le proprie aspettative. Truffa è l'accusa per Schiaffino e ancora Novi, Carena e Carbone, nell'ipotesi che siano stati falsificati alcuni documenti delle varie sedute di Comitato portuale (le riunioni nel corso delle quali si prendono le decisioni-chiave per lo sviluppo dello scalo). Stessa accusa per il leader dei camalli Batini e il numero due Marchelli. In questo caso i sostituti procuratori Walter Cotugno, Mario Morisani ed Enrico Zucca ritengono che sia stato irregolare, poiché non dovuto, un indennizzo di 1.728.000 euro alla Compagnia.
È chiaro che con l'ingresso della nuova Authority e la nomina di Grosso, l'affaire cambia parecchio. I contatti fra lo staff di Merlo e il legale (iscritto formalmente al foro di Torino, dov'è professore universitario, ma impegnato in tutt'Italia) erano iniziati tre mesi fa e da allora lo scandalo che ha riempito decine di pagine di giornale è stato studiato, radiografato in attesa soprattutto che le tensioni si smorzassero. E ora che le questioni più urgenti sono state risolte (perlomeno in via provvisoria, come il pagamento di alcuni canoni demaniali da parte della Compagnia unica) ci si prepara a giocare la maxi-partita del processo.
Matteo Indice