Foggia, una nuova guerra di mafia tra agguati e arresti
Non a caso Capantica è ritenuto dagli investigatori "uomo di fiducia" del boss Rocco Moretti; non a caso l'agguato era stato compiuto da esponenti del clan mafioso riconducibile al pregiudicato Roberto Sinesi. Mandante del fatto di sangue proprio il figlio Francesco, arresto venerdì dalla Mobile. Dunque il cinque maggio del 2007 si rompono gli equilibri e si da il via ad una nuova scia di sangue. Il 18 giugno dello stesso anno cade sotto i colpi di pistola in piazza Libanese a Foggia Franco Spiritoso, pregiudicato di 48 anni, ritenuto uno dei vertici della mafia locale, definito il 'paciere' perchè avrebbe cercato di assumere un ruolo super-partes, nel tentativo, appunto, di riappacificare i clan in lotta. Ma ormai lo scontro era in atto. Il 16 luglio due killer attentano alla vita di Pasquale Moretti, figlio di Rocco, mentre il giovane era a bordo di un'Audi A4 station wagon guidata dal cognato. L'escalation di sangue, però, non si ferma lì. Il 12 agosto, due persone a bordo di uno scooterone Yamaha T-Max esplodono alcuni colpi di pistola all'indirizzo del pregiudicato Alessandro Aprile e di un 17enne in sua compagnia. L'agguato fallisce, il minore fa scudo con il suo corpo e rimane gravemente ferito al volto. A calmare le acque l'operazione "Cronos" della Mobile, contro il clan Moretti- Pellegrino-Lanza. Nove persone finiscono dietro le sbarre; tra gli arrestati vi erano anche i due capi dell'organizzazione, ovvero Rocco Moretti e lo stesso Antonio Vincenzo Pellegrino. Salto di quali un anno. I clan tornano ad impugnare le armi il 23 settembre del 2008, quando nei pressi di parco San Felice , si consuma il tentato omicidio nei confronti di Claudio Russo. Nel corso della sparatoria viene ferita alla gamba una ragazzina di appena 14 anni. Ma la scena si ripete 4 giorni più tardi. Il 27 settembre, con l'agguato in via San Severo, del pregiudicato Angelo Bruno, 21enne ritenuto vicino al clan Sinesi. Anche in questo caso a fare le spese è un pensionato che in quel momento si trovava casualmente sulla traiettoria di tiro dei killer. Resta alla guancia destra, alla schiena e alla caviglia. Lo stesso giorno, muore crivellato di colpi, Antonio Bernardo, uno dei capi storici della società foggiana che insieme al suo intimo amico Franco Spiritoro si sarebbero occupati della spartizione del denaro derivato dalle attività illecite tra i diversi gruppi malavitosi locali. L'omicidio di Pasquale Vallario del sette gennaio scorso, per il quale è stato arrestato un esponente del clan Sinesi; al momento, però, non viene ritenuto con certezza collegato alla guerra di mafia.
Tatiana Bellizzi