Genova, Tir carico di droga, 8 arresti preso anche un agente del reparto mobile

scritto da Il Secolo XIX il .

Un ex poliziotto del reparto mobile genovese è stato arrestato mercoledì sera, insieme ad altre sette persone, con un carico di hashish da oltre un quintale e mezzo...


Erano tutti a bordo del camion o in attesa dello stesso, nel paesino di Arvigo, frazione di Sant'Olcese, in Alta Valpolcevera. A fermarli sono stati i carabinieri della stazione di Rivarolo e della compagnia di Sampierdarena. Per tutti l'accusa, formalizzata dal sostituto procuratore di turno Vittorio Ranieri Miniati, è quella di traffico internazionale di stupefacenti e associazione a delinquere.

I centocinquanta chili di hashish erano arrivati dalla Spagna dove erano stati trasportati dal Marocco.

Tutti e otto, cinque italiani e tre spagnoli, sono stati arrestati con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Il valore dell'hascisc sequestrato è di circa 150 mila euro all'ingrosso e di oltre 300 mila euro al dettaglio.

L'agente di polizia, Paolo Oggianu, di 42 anni, ovviamente incensurato per essere in forza alla polizia (è però l'unico del quale non è stata diffusa la foto in ragione della sua incensuratezza, elemento scontato essendo un elemento delle forze dell'ordine...) presta servizio al Reparto Mobile di Bolzaneto. Gli altri arrestati sono i due autisti del Tir, gli spagnoli Jesus Angel Piqeras Avellan, di 35 anni, e Joan Grau Santos, di 30 anni, il proprietario del magazzino, Angelo Cavagnini, di 51 anni, un magazziniere, Andrea Pinna, di 26, e altri tre uomini presenti nel deposito: lo spagnolo Pedro Soriano Palma, di 27 anni di Valencia, Flavio Clerici, di 31 di Milano e Mirko Moccia, di 33 di Savona.

I ruoli di ciascuno di essi all'interno dell'organizzazione sono tuttora al vaglio dei militari. Al momento non risultano collegamenti con la grande criminalità organizzata ed il gruppo potrebbe essersi formato in maniera estemporanea per entrare nel business del trasporto di hascisc dalla Spagna all'Italia su camion, che ha assunto dimensioni sempre maggiori negli ultimi tempi. Questo ha fatto intensificare ai carabinieri il controllo dei Tir in ingresso a Ventimiglia sull'autostrada dei Fiori.

I militari hanno così monitorato il traffico utilizzando lettori automatici di targhe per identificare rapidamente gli autocarri con targa spagnola. Hanno quindi incrociato i dati con i documenti di vettura, ottenendo così un elenco dei Tir che viaggiavano con carico scarso, tale da non giustificare le spese di un trasporto internazionale. Dopo un Tir trovato tre giorni fa in un'area di servizio del savonese con 635 chili di hascisc (ultima operazione dei carabinieri di una serie con ingenti sequestri di stupefacente) nascosto nel carico di crocchette per cani, è stata la volta del camion carico di mattonelle guidato da Piqueras e Grau.

I carabinieri l'hanno seguito fino al deposito di Sant'Olcese, dove sono stati insospettiti dalla presenza di un numero elevato di persone, giunte a bordo di auto di grossa cilindrata (Mercedes e Bmw). Quando il Tir stava per lasciare il magazzino i carabinieri sono intervenuti ed hanno scoperto i 1500 panetti da 100 grammi ciascuno, confezionati in cubi da 30 chili ciascuno, su un bancale. Sono stati sequestrati anche una Bmw e ventimila euro in contanti. Grande è stata la sorpresa quando si è scoperto che uno di essi era un agente di polizia. Oggianu, nato a Santa Margherita Ligure, aveva prestato servizio nel commissariato di polizia di Rapallo prima di essere trasferito al Reparto Mobile di Bolzaneto.

La notizia dell'arresto dell'agente di polizia, che non ha impiegato molto tempo a diffondersi negli ambienti della pubblica sicurezza genovese, ha colpito come un fulmine la questura di piazza Diaz, riaprendo la vecchia ferita dell'arresto, nel febbraio del 2007, di due agenti della squadra narcotici della questura, Andrea Percudani e Giovanni Sivolella, recentemente giudicati dalla corte di Appello di Genova che ha ridotto da 12 a 8 anni le condanne ottenute nel primo grado (in udienza preliminare). Il terzo agente coinvolto nella vicenda, Giuseppe Bellingrado, aveva avuto 2 anni e otto mesi in Appello, a fronte dei 5 anni e 4 mesi del primo grado.


IL QUESTORE: SE HA SBAGLIATO, GIUSTO CHE PAGHI PIU' DI ALTRI


«Se ha sbagliato deve pagare di più degli altri perché indubbiamente un poliziotto non si deve comportare così».

Il questore di Genova, Salvatore Presenti, difende l'onore della divisa. «Anche se non fa parte della questura, è pur sempre un agente di polizia - prosegue - e un comportamento del genere, per chi veste la divisa, è inconcepibile e inammissibile».

«È vero che i nostri agenti non sono delle Guardie svizzere e che nella polizia, come nella società, ci sono delle mele marce. Ma proprio perché siamo in polizia, le mele marce vanno isolate con decisione».

Il questore lascia però aperto uno spiraglio nei confronti dell'agente arrestato: «Non conosco i dettagli dell'operazione. Prima di esprimere un giudizio nel merito, aspettiamo di vedere esattamente le accuse che gli vengono mosse».

L'episodio, riporta al doloroso ricordo dei poliziotti della squadra narcotici arrestati nel febbraio di due anni fa.

«Quello è un capitolo chiuso - dice Presenti - come ho detto credo che certi comportamenti messi in atto da un agente di polizia debbano essere puniti severamente, a maggior ragione perché fanno parte della polizia di Stato».

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