Lotta alla prostituzione, sgominata gang cinese
L'operazione è stata eseguita dagli uomini del commissariato di polizia Cenisio nell'ambito di un'indagine che mira a individuare i responsabili di un'organizzazione specializzata nella contraffazione di documenti, favoreggiamento e sfruttamento di cittadini irregolari, reclutamento e induzione alla prostituzione.
L'inchiesta è nata dopo la denuncia sporta da un cittadino cinese che si era visto recapitare per posta fatture e solleciti di pagamento da privati e aziende per morosità maturate per l'affitto di appartamenti e contratti per l'erogazione di luce e gas cui lui era estraneo.
Secondo gli accertamenti, i componenti della banda falsificavano permessi di soggiorno, carte di identità, codici fiscali e altro, utilizzando dati anagrafici di soggetti realmente esistenti e ricavati da fotocopie di documenti originali.
Con l'apposizione nei documenti posticci delle foto dei nuovi possessori, stipulavano in tutta Italia (a Roma, Alba, Sondrio, Milano, Biella, Caserta, Santa Maria Capua a Vetere, Parma, Imperia, Rapallo, Vicenza, Monza e in altre località in corso di accertamento) contratti di locazione con privati ed enti pubblici per la fornitura di energia elettrica e del gas, per l'uso di appartamenti ove venivano collocate cittadine cinesi per svolgere la prostituzione.
Nel corso dell'operazione, sono stati sequestrati oltre 50.000 euro in contanti, in parte trovati addosso ai tre arrestati e in parte custoditi in una cassetta di sicurezza.