Persi i fascicoli, salta il processo per Bissolotti e Esposito
Clamoroso in corte d'appello a Genova. Il processo all'ex assessore al turismo Antonio Bissolotti (Forza Italia) e all'impresario musicale Angelo Esposito è saltato questa mattina: sono infatti scomparsi 17 dei 18 fascicoli relativi allo scandalo che nel 2003 decretò la fine dell'amministrazione comunale del Polo, innescò l'ennesima bufera su Sanremo e portò l'anno dopo alla vittoria elettorale della coalizione civico-progressista guidata da Claudio Borea.
A Genova doveva aprirsi la seconda tappa giudiziaria dopo la sentenza del tribunale di Sanremo, che il 16 ottobre 2007 ha condannato Bissolotti ed Esposito a 4 anni e 5 mesi di reclusione ciascuno per concorso in corruzione in relazione alle tangenti legate alle manifestazioni della Publimod - la società di Angelo Esposito che organizzava il Festival del jazz e del blues e altri concerti e spettacoli - che venivano inserite nel programma dell'assessorato e godevano di sostanziosi contributi del Comune.
Il processo è stato rinviato a lunedì, ma non è chiaro come andrà a finire tutta la vicenda. I faldoni erano stati sistemati in una stanza, ma non sono stati più ritrovati.
Il processo d'appello nasce dai ricorsi presentati dagli imputati, e firmati dagli avvocati Pier Maria Corso (di Milano) e Alessandro Mager, per Bissolotti; e da Alessandro Moroni e Vincenzo Icardi per Esposito. I legali hanno esaminato e affrontato tutti i passaggi-chiave delle motivazioni delle condanne, per ribadire che a loro avviso non esiste affatto quell'insieme di indizi «univoci e concordanti» che, secondo il tribunale di Sanremo, hanno prodotto un quadro probatorio tale da dimostrare la colpevolezza dei due imputati. La difesa fa un discorso sia prettamente giuridico, che riguarda la peculiarità e la giurisprudenza del processo indiziario; sia di analisi dei fatti e delle testimonianze, per mettere in discussione la credibilità di personaggi come il teste-chiave Silvano Lorenzi, ex contabile di Esposito.
C'è poi il solito problemi dei tempi della giustizia. Fatti i debiti calcoli, la prescrizione dei reati dovrebbe scattare il 30 giugno 2010, quindi dopo la sentenza d'appello ci sarà poco meno di un anno e mezzo di tempo per arrivare alla pronuncia della Cassazione. Questo significa che se il verdetto di primo grado dovesse essere confermato o anche livemente ridotto, le pene a carico di Bissolotti ed Esposito diventerebbero esecutive. Con la differenza che Esposito, in virtù dell'indulto (tre anni) e avendo già subito circa tre mesi di carcerazione preventiva, non rischierebbe alcuna forma detentiva o restrittiva della libertà, mentre per l'ex assessore di Forza Italia potrebbe prospettarsi la misura dell'affidamento in prova ai servizi sociali. La difesa, comunque, è più che mai convinta di avere carte da giocare per arrivare a un ribaltamento della sentenza di primo grado. Oltre alla pena di 4 anni e 5 mesi di reclusione, Bissolotti ed Esposito erano stati condannati al pagamento di una provvisionale di 250 mila euro a titolo di risarcimento a favore del Comune di Sanremo, e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Fulvio Lanteri