Soldi delle Colombiane, arrivano gli ispettori
Dopo gli esposti alla magistratura del Provveditore alle opere pubbliche di Genova sui 97 milioni dei "finanziamenti residui" per le Colombiane (in arrivo più di 15 anni dopo le celebrazioni del 1992) e sulla loro gestione, è arrivata l'ispezione disposta dal ministero. Il Provveditore Cinthya Fico, come ha anticipato il Secolo XIX, ha infatti messo nel mirino una serie di "comportamenti omissivi" di dirigenti del ministero stesso. E al primo posto c'è il nome di Mario Mautone, che nel suo ruolo di direttore al dicastero della Infrastrutture stava gestendo la partita dei 97 milioni. Stava: all'imperfetto, perché Mautone è stato poi arrestato (e ieri il gip ha confermato gli arresti domiciliari) per una serie di ipotesi di reato collegate all'inchiesta Global Service di Napoli. È l'inchiesta sugli affari dell'immobiliarista Alfredo Romeo, che ha portato sull'orlo della crisi (anche di nervi) il sindaco Rosa Russo Iervolino e la sua giunta falcidiata dalle manette.
Sul ruolo di Mautone al ministero rimane silente l'ex ministro Antonio Di Pietro. Fu lui a volerlo a Roma, una volta saputo dell'inchiesta a suo carico da parte della procura. E nelle carte rimane traccia delle "raccomandazioni" fatte a Mautone dal figlio del leader dell'Italia dei Valori, Cristiano. «Non ricordo nulla di questa vicenda - spiega Antonio Di Pietro - ma ritengo che Mautone abbia solo dato seguito ad accordi conclusi in precedenza».
Ma la novità politica è la solidarietà bipartisan a Mautone. Mario Mantovani, senatore Pdl, sottosegretario, sbotta: «Mautone è un funzionario leale, un servitore dello Stato. Siamo attoniti per quel che è accaduto».
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.