Morte di Federica Monteleone, inchiesta bis per una cartella clinica falsificata
La nuova indagine riguarda un troncone bis in merito ad ulteriori responsabilità per la morte di Federica per quanto è avvenuto nella sala operatoria e, in particolare, sulla presunta falsificazione della cartella clinica della ragazza .Sulla cartella infatti sarebbero state aggiunte delle note posticce successive a quelle dei medici di Cosenza. Atto che sarebbe avvenuto nell'ospedale di Cosenza, dove la giovane morì una settimana dopo l'intervento. Proprio in merito alla falsificazione della cartella sono indagati due medici dell'ospedale di Cosenza. La falsificazione della cartella è stata denunciata, nel corso dell'udienza preliminare, dal difensore di Francesco Costa, l'anestesista dell'ospedale di Vibo Valentia rinviato a giudizio insieme ad altre otto persone per la morte di Federica. L'inchiesta bis, condotta dal procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, e dal pm Fabrizio Garofalo, riguarda anche le presunte manomissioni della sala operatoria in cui fu eseguito l'intervento nel corso del quale la giovane entrò in coma. Interpellato su tutta la vicenda il legale della famiglia Monteleone non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
PM Laudonio "Accuse infondate": Sereno e certo di poter dimostrare "l'infondatezza delle accuse": così si è detto l'ex procuratore di Vibo Valentia, Alfredo Laudonio, in relazione alla richiesta fatta dalla Procura generale della Cassazione al Csm di sospenderlo dalle funzioni e dallo stipendio. Laudonio ha rilasciato una dichiarazione tramite i suoi legali, gli avvocati Bruno Anello e Pietro Proto. "Sono del tutto sereno - ha sostenuto - di avere la certezza di poter finalmente, dopo tanto tempo, dimostrare in maniera inconfutabile, davanti ad un giudice nel quale ho piena e incondizionata fiducia, l'assoluta infondatezza delle accuse, frutto di insinuazioni temerarie, calunniose e false". I due legali non hanno aggiunto altro in relazione alle accuse mosse a Laudonio.