Accusati di favoreggiamento due negozianti

scritto da Il Secolo XIX il .

Genova. Anche due commercianti taglieggiati dal racket finiscono sotto inchiesta. Devono rispondere di favoreggiamento. È il reato nel quale si trasforma l'omertà quando la paura produce a volte il silenzio, a volte indicazioni false, fuorvianti per chi indaga...


È il risultato dell'indagine sul racket - con otto nuovi indagati - condotta dal pm della Dda, Federico Panichi. Che nei giorni scorsi ha inviato 10 avvisi di garanzia. I primi due nomi della lista sono quelli che emersero a metà dello scorso mese di ottobre, quando l'inchiesta deflagrò con perquisizioni e arresti. Si tratta di Giovanni Viscuso e Camillo Finato, 31 e 40 anni, nomi noti alle cronache giudiziarie (difesi dagli avvocati Alessandro Vaccaro, Nicola Scodnik e Fabiana Cilio). Finato, in particolare, è il commensale di fronte al quale un latitante siciliano di Cosa Nostra, Emanuele Burgio, nel 2003 venne catturato a Genova dalla squadra mobile, su mandato della procura di Caltanissetta. Ora è il giudice per le indagini preliminari, che ha firmato l'ordinanza dei nuovi arresti, a scriverlo esplicitamente: «Le vittime delle estorsioni erano consapevoli che Viscuso e Finato hanno, o hanno avuto, contatto con il gruppo genovese facente capo a soggetti già condannati per associazione di stampo mafioso». Con i due sono finiti nei guai Corrado Cocco, Corrado Bruscia, Enrico Maragliano, Piero De Maria, Branko Elezovic, Rocco Riccobene e L. A. e N. P., i due negozianti finiti nella rete delle estorsioni e accusati, ora, «di aver aiutato chi li taglieggiava a eludere le indagini, prima rifiutandosi di rendere dichiarazioni alla Guardia di finanza, il 23 ottobre 2008; e poi, previa concertazione di una dichiarazione di comodo, dichiarandosi falsamente "di avere contratto un debito con Viscuso, della somma di 15-16mila euro, e di avere consegnato a lui del denaro, nel giugno-luglio o in epoca successiva, a saldo di tale debito». Essendo vittime, prima che indagati, i loro sono gli unici nomi che il Secolo XIX ha scelto di omettere.

Graziano Cetara
Matteo Indice

Stampa