Pescara: D'Alfonso ritira le dimissioni ma si sospende per motivi di salute

scritto da Repubblica il .

Presentato un certificato medico che attesta il suo impedimento al lavoro. Il sindaco, arrestato e poi scarcerato, evita così il commissariamento. Il vice: «Si vota il 6 e 7 giugno»...


PESCARA - Colpo di scena a Pescara dove il sindaco, Luciano D'Alfonso, ha ritirato le dimissioni rassegnate lo scorso 16 dicembre all'indomani del suo arresto ai domiciliari nell'ambito di un'inchiesta su presunte tangenti negli appalti pubblici. Nonostante tutto a Pescara si tornerà comunque al voto il 6 e 7 giugno, in concomitanza con le provinciali e le europee. D'Alfonso, infatti, si è dimesso in base al comma 1 dell'art. 53 del Testo Unico sull'Ordinamento degli Enti Locali. Ciò significa che è stata scongiurata l'ipotesi dell'arrivo di un commissario prefettizio e che a guidare l'amministrazione, con pieni poteri, sino a nuove elezioni, sarà il vice sindaco Camillo D'Angelo.

MOTIVI DI SALUTE - D'Alfonso, che ha anche scritto una lettera aperta ai cittadini pescaresi ringraziandoli per il «caldo appoggio», non potrà comunque avere in nessun caso contatti con l'amministrazione comunale. Alla base della decisione del sindaco ci sono motivi di salute, una «patologia ingravescente e permanente, quantomeno nel senso della imprevedibilità della data della completa guarigione». D'Alfonso fu posto ai domiciliari la sera del 15 dicembre scorso, a urne ormai chiuse. Si votava infatti, per il rinnovo del Parlamento. Nell'inchiesta su presunti favoritismi in particolare a costruttori di primo piano, sono indagate 40 persone. Il sindaco era tornato libero alla vigilia di Natale. Il 5 gennaio, secondo quanto stabilito dal ministro Maroni, era l'ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni. Il sette gennaio sarebbe arrivato il commissario che avrebbe portato avanti, racchiudendo i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio, l'ordinaria amministrazione sino alle nuove elezioni.

PROSSIME ELEZIONI - Il vicesindaco di Pescara, Camillo D'Angelo, ha confermato che «a questo punto l'amministrazione comunale continuerà la propria attività sino alle prossime scadenze elettorali e, dunque, sino al 6-7 giugno, prima scadenza utile».

LA VICENDA - D'Alfonso era stato rieletto alla tornata amministrativa dell'aprile scorso. Dopo pochi mesi, però, è stato colpito da una bufera giudiziaria. L'inchiesta più eclatante è quella che lo portò ai domiciliari il 15 dicembre scorso, poi revocati alla vigilia di Natale, con accuse pesanti relative, in particolare, ad appalti pubblici milionari in cambio di favori. Un'altra inchiesta è relativa all'urbanistica e fu avviata nel novembre 2006 da quando 22 accordi di programma e programmi complessi finirono sotto l'attenzione della magistratura. All'epoca ci furono approfondite indagini patrimoniali su D'Alfonso e gli investigatori setacciarono i suoi conti bancari e quelli dei suoi familiari fino al terzo grado di parentela senza tuttavia scoprire «tesori» di sorta. Da questo filone di indagini sarebbe emerso solo il prestito di un fondaco da parte di un costruttore. L'ultima inchiesta è relativa all'assunzione in Comune del suo ex braccio destro, Guido Dezio. L'inchiesta è chiusa dal 16 novembre 2007 e ora si attendono le decisioni dei magistrati. In questo caso l'ex primo cittadino è indagato per abuso patrimoniale poiché avrebbe favorito l'assunzione, ad un livello superiore, del suo uomo di fiducia. Nell'inchiesta sulle presunte tangenti sono indagate, in tutto, quaranta persone.

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