I lavori nel mirino dei carabinieri. Impregilo: «Noi siamo corretti»

scritto da La Stampa il .

Milano, indagini sugli appalti per la costruzione della sede della Regione...


MILANO
I lavori per la costruzione a Milano, in via Melchiorre Gioia, della nuova sede della Regione Lombardia, appaltati da Infrastrutture Lombarde spa al Consorzio Torre (nel quale la società Impregilo ha una quota superiore al 90 per cento) per un importo di oltre 185 milioni di euro, sono finiti, per presunte irregolarità, nel mirino dei carabinieri per la tutela dell'ambiente.

In un rapporto di oltre 50 pagine, fondato per gran parte su intercettazioni telefoniche - secondo quanto l'agenzia di stampa Ansa ha potuto apprendere - i militari hanno ipotizzato vari reati (dalla concussione, alla corruzione, dalla turbativa d'asta alla truffa, alle false fatturazioni) a carico, tra gli altri, di un alto dirigente di Infrastrutture Lombarde spa (società con capitale interamente della Regione Lombardia) e di alcuni dirigenti di Impregilo.

I filoni investigativi seguiti dai carabinieri sono stati diversi: i fatti penalmente rilevanti sono stati portati all'attenzione del pm potentino Henry John Woodcock e da questi trasmessi, per competenza territoriale, alla Procura di Milano.

Ci sarebbero, secondo i carabinieri del Noe di Roma, «molteplici elementi indiziari circa l'esistenza di fatti di reato, contro la pubblica amministrazione, posti in essere in maniera sistematica e in assetto organizzato» in merito agli appalti per la costruzione della nuova sede della Regione Lombardia.

Queste le ipotesi di accusa: Francesco Ferrara, titolare della Sogesa Srl, Giovanni Iannilli dell'ufficio acquisti Impregilo, Marco Pirovano dell'ufficio Approvvigionamento Impregilo e Armando Cattaneo, direttore generale dei lavori del consorzio Torre, sono indagati per truffa aggravata.

L'imprenditore lucano Ferrara, è indagato anche per traffico di rifiuti. Antonio Giulio Rognoni, amministratore delegato di Infrastrutture lombarde e responsabile dei lavori per la costruzione della nuova sede della Regione Lombardia, Alberto Rubegni, amministratore delegato di Impregilo, e Gaetano Antonio Salonia, sono indagati per la turbata libertà degli incanti.

Per Rognoni c'è anche l'ipotesi di reato di concussione. Rubegni, Salonia e Luciano Ciapponi (direttore tecnico di Impregilo), sono indagati per corruzione. L'indagine è nata in seguito ad intercettazioni telefoniche raccolte dai carabinieri del Noe di Roma, svolte nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Woodcock su petrolio, appalti e tangenti, di cui Francesco Ferrara è il principale indagato.

La Direzione generale di Infrastrutture Lombarde spa in serata ha smentito «ogni coinvolgimento nei presunti episodi illeciti relativi a subappalti nei lavori» di costruzione della nuova sede della Regione Lombardia. «Siamo fiduciosi nella magistratura - ha detto il dg Antonio Rognoni - e siamo certi della correttezza e trasparenza dell'operato della società ». Smentito ogni suo coinvolgimento nella vicenda, Rognoni ha aggiunto che qualora dovesse emergere indagini una responsabilità da parte di personale di ILSPA «non esiteremo ad assumere i provvedimenti conseguenti».

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