Coltellata fatale fuori dal bar: ancora oscuro il movente

scritto da Il Secolo XIX il .

Sarà ascoltato domani dal pubblico ministero Giovanni Arena, Antonio Cacciatore, l’uomo di 62 anni che ieri sera, a Genova, durante una lite, ha accoltellato a morte Tommaso Siciliano, ex artigiano di 73 anni. I due uomini, che si conoscevano da anni, avrebbero cominciato a litigare, per motivi ancora da chiarire, in un bar di via Fereggiano, nel popoloso quartiere di Marassi, poi la discussione sarebbe proseguita per strada dove sono state sferrate le coltellate...

Tommaso Siciliano, la vittimaAntonio CacciatoreL’ipotesi degli inquirenti è che, durante il litigio, Cacciatore abbia disarmato Siciliano, che si era procurato un coltello, e lo abbia poi colpito con tre fendenti, ferendolo mortalmente.

L’accoltellatore, che ha riportato ferite alla faccia e all’addome, e che non corre pericolo di vita, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario ed è ancora piantonato dalla polizia all’ospedale San Martino. Al momento non avrebbe fornito chiarimenti sulla dinamica dei fatti.

L'articolo su Il Secolo XIX

Ancora oscuro il movente dell'omicidio di Tommaso Siciliano, accoltellato ieri sera in via Ferreggiano da un conoscente. Trovata l'arma del delitto... L'ipotesi degli inquirenti è che durante un litigio l'omicida, Antonio Cacciatore, 62 anni, residente in via Moresco, a Marassi, abbia disarmato la vittima - 73 anni, residente in via Ricca e noto nel quartiere con il soprannome di"Barbetta" - che si era procurato un coltello. Poi l'uomo avrebbe sferrato tre fendenti ferendo mortalmente Siciliano. L'accoltellatore è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario ed è ancora piantonato dalla polizia all'ospedale San Martino. Le sue condizioni non sono gravi.

Genova. Un litigio davanti a due bicchieri di vino bianco, al bar. Poi, la rissa si trasferisce in strada. E finisce a coltellate. Una, dritta al cuore, lascia secco sull'asfalto di via Fereggiano, Tommaso Siciliano, per la gente del quartiere il "Barbetta", 73 anni, via Ricca. Muore sul colpo. In strada. Va meglio ad Antonio Cacciatore, 62 anni, residente in via Moresco, a Marassi. Se la cava con ferite al volto e all'addome, che lo fanno finire al pronto soccorso dell'ospedale San Martino, dove passa la notte. Piantonato. Per lui scatta l'accusa di omicidio. Lo interrogherà il pm Giovanni Arena, che ieri notte è andato in via Fereggiano - dov'erano già arrivate le "volanti" - per il sopralluogo insieme al medico legale, Marco Salvi; al capo della mobile, Gaetano Bonaccorso e Alessandra Bucci, responsabile della squadra omicidi.

Ancora senza un perché i motivi della coltellata mortale. Proprio davanti al Bar Bosio, all'83 rosso di via Fereggiano. «Quello che è morto, il "Barbetta", era già venuto qui qualche volta - spiega la signora Anna Bosio, la titolare del locale - L'altro non l'avevamo mai visto. Sono entrati e mi hanno ordinato due bicchieri di vino bianco». Tutto normale. In apparenza. Poi la lite improvvisa. Inspiegabile. E la coltellata mortale. Con la lama, di proprietà della vittima, gettata sotto una Panda verde posteggiata davanti al bar. L'ipotesi degli inquirenti è che l'omicida abbia disarmato la vittima impossessandosi del suo coltello e sferrando successivamente tre fendenti di cui uno mortale.

Cacciatore dopo aver ucciso il Barbetta rientra al bar. Va in bagno a lavarsi. Quando ne esce, un cliente del locale ha già chiamato il 118. Le ambulanze arrivano insieme alla polizia. Che scorta Cacciatore al San Martino. Per il Barbetta, soltanto la constatazione che il suo cuore non batte più. Quell'unica coltellata, come verifica il medico legale Marco Salvi, non gli ha lasciato scampo.

Patrizia Albanese
Marco Fagandini

Il PM Arena e gli agenti sul luogo del delitto

Le tracce della rissa mortale

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