Coltellata fatale fuori dal bar: ancora oscuro il movente

L’ipotesi
degli inquirenti è che, durante il litigio, Cacciatore abbia disarmato
Siciliano, che si era procurato un coltello, e lo abbia poi colpito con
tre fendenti, ferendolo mortalmente.
L’accoltellatore, che ha riportato ferite alla faccia e all’addome,
e che non corre pericolo di vita, è stato arrestato con l’accusa di
omicidio volontario ed è ancora piantonato dalla polizia all’ospedale
San Martino. Al momento non avrebbe fornito chiarimenti sulla dinamica
dei fatti.
L'articolo su Il Secolo XIX
Genova. Un litigio davanti a due bicchieri di vino bianco, al bar. Poi, la rissa si trasferisce in strada. E finisce a coltellate. Una, dritta al cuore, lascia secco sull'asfalto di via Fereggiano, Tommaso Siciliano, per la gente del quartiere il "Barbetta", 73 anni, via Ricca. Muore sul colpo. In strada. Va meglio ad Antonio Cacciatore, 62 anni, residente in via Moresco, a Marassi. Se la cava con ferite al volto e all'addome, che lo fanno finire al pronto soccorso dell'ospedale San Martino, dove passa la notte. Piantonato. Per lui scatta l'accusa di omicidio. Lo interrogherà il pm Giovanni Arena, che ieri notte è andato in via Fereggiano - dov'erano già arrivate le "volanti" - per il sopralluogo insieme al medico legale, Marco Salvi; al capo della mobile, Gaetano Bonaccorso e Alessandra Bucci, responsabile della squadra omicidi.
Ancora senza un perché i motivi della coltellata mortale. Proprio davanti al Bar Bosio, all'83 rosso di via Fereggiano. «Quello che è morto, il "Barbetta", era già venuto qui qualche volta - spiega la signora Anna Bosio, la titolare del locale - L'altro non l'avevamo mai visto. Sono entrati e mi hanno ordinato due bicchieri di vino bianco». Tutto normale. In apparenza. Poi la lite improvvisa. Inspiegabile. E la coltellata mortale. Con la lama, di proprietà della vittima, gettata sotto una Panda verde posteggiata davanti al bar. L'ipotesi degli inquirenti è che l'omicida abbia disarmato la vittima impossessandosi del suo coltello e sferrando successivamente tre fendenti di cui uno mortale.
Cacciatore dopo aver ucciso il Barbetta rientra al bar. Va in bagno a lavarsi. Quando ne esce, un cliente del locale ha già chiamato il 118. Le ambulanze arrivano insieme alla polizia. Che scorta Cacciatore al San Martino. Per il Barbetta, soltanto la constatazione che il suo cuore non batte più. Quell'unica coltellata, come verifica il medico legale Marco Salvi, non gli ha lasciato scampo.
Patrizia Albanese
Marco Fagandini

