Genova - «Alla Maddalena commercio in ginocchio»

scritto da Il Secolo XIX il .

«Una cinquantina di negozi è stata chiusa e solo il 10 per cento ha riaperto». È l'allarme lanciato da Andrea Piccardo, titolare del Mielaus e presidente del Civ (centro integrato di via) della Maddalena, dopo l'ennesima rissa tra extracomunitari andata in scena nei giorni scorsi...


Il commerciante denuncia la situazione che si è verificata nella zona, vista dalla maggior parte dei genovesi come uno dei punti di maggior degrado della città. Le dichiarazioni di Piccardo, portavoce dei negozianti della zona, non lasciano spazio alla fantasia: «Qui il degrado non c'entra. Via della Maddalena non è una zona degradata. Ha i suoi problemi come molte altre. Il problema è la mancanza totale di controllo da parte delle forze dell'ordine. Un controllo che significa più presenza sul territorio e che più volte è stato chiesto nelle sedi opportune». Più che l'attività micro-criminale che ogni giorno ha come teatro questa parte del centro storico, a spaventare i negozianti è la mancanza di agenti sulle strade. Sì perché, secondo gli esercenti della zona, la presenza di poliziotti, carabinieri e vigili rassicurerebbe i cittadini. «Perché - continua Piccardo - i negozi chiudono? Perchè dopo anni di attività si chiudono le saracinesche delle botteghe più caratteristiche di Genova? La risposta è semplice: la gente non passa più di qui. E i guadagni diminuiscono fino a rendere impossibile la gestione di un negozio. Capisco quelli che smettono di lavorare qui: non è facile portare avanti l'attività quando si sa che tutti pensano alla Maddalena come a uno dei luoghi più pericolosi del centro. E, poi, come si fa a convincere l'opinione pubblica del contrario quando anche i media partecipano alla costruzione di un'immagine distorta della realtà? Si parla di scippi, risse (nel filmato qui sotto, un episodio del 20 ottobre 2007, ndr) e prostitute. Quasi mai dell'artigianato di eccellenza che qui c'è».


In via della Maddalena ci sono tantissimi negozi. Alcuni di questi sono vere e proprie botteghe di un artigianato di eccellenza che fatica a resistere nella grandi città. "Creattivando", per esempio, è uno dei pochi laboratori dove, tra le altre cose, si realizzano - e si vendono - tessuti realizzati in "macramè", l'antica arte di annodare e intrecciare fibre con le mani senza alcuno strumento. Ma non è il solo: "Mielaus" è una bottega interamente dedicata al miele che qui si vende in tutte le sue forme. Un vero laboratorio di apicultura unico nel cuore della città. Poi c'è "Exultate", il locale di piazza Lavagna che ha riaperto da poco con una nuova gestione e che vende birra di qualità prodotta artigianalmente. Ma tutta questa ricchezza, anche culturale, rischia di perdersi per un problema di immagine. «Via della Maddalena è un posto sicuro - racconta Cristina, 42 anni, titolare di "Creattivando" - ma i genovesi credono che non lo sia. Qui non succede niente di più di quello che succede in altri posti. Quello che chiediamo è che la città non ci abbandoni solo per una percezione distorta della zona». Sono tanti i negozi che hanno abbassato per sempre le saracinesche. Si va dall'antiquario storico che ha lasciato il posto a un phone center alle birrerie. E proprio per questo le istituzioni hanno pensato a un "piano di sviluppo della Maddalena", che ha come scopo quello di incentivare il recupero degli spazi commerciali chiusi. «Un anno fa - dice con tristezza Piccardo - ha chiuso la storica bottega di torrefazione "I desideri". Era al 50 rosso in via della Maddalena. Nessuno ha rilevato quel posto che è tutt'ora chiuso. Il piano di sviluppo dovrebbe incentivare l'arrivo di nuovi commercianti, ma nessuno si fa avanti. Perchè? È la paura di fare pochi affari».

Ma chi vive via della Maddalena non si lascia prendere dal panico: «Negozianti e residenti da due anni a questa parte si sono dati da fare - conclude Piccardo -. L'unica via di uscita è una collaborazione stretta fra tutte le realtà del territorio: dai Civ ai comitati di quartiere dei residenti o alle associazioni come il sestiere della Maddalena o i "Liberi cittadini del centro storico". E i risultati a poco a poco si vedono con un effetto positivo per tutta la città. Come Civ organizziamo eventi e feste importanti come la "Mangialonga", percorso gastronomico nei vicoli, e il Genova Music Jam", concerto di cori gospel che si terrà in primavera. Prossimo appuntamento il 9 gennaio: a dieci anni della morte di De Andrè il Civ della Maddalena organizzerà un reading del fumetto dedicato al grande cantautore realizzato dal fumettista Sergio Algozzino»

Pablo Calzeroni

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