Appalti Asl, super-manager indagati

scritto da Il Secolo XIX il .

Ci sono due ex direttori generali della Asl 3, altrettanti che lavoravano come direttori sanitari e poi dirigenti amministrativi, del bilancio, responsabili dell'Economato e dei sistemi informatici. Personaggi di primissimo piano nella gestione recente delle aziende sanitarie liguri, iscritti negli ultimi giorni sul registro degli indagati per abuso d'ufficio...


È l'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Francesco Pinto sugli appalti milionari concessi senza gara pubblica alla società informatica (creata dalla Regione) Datasiel, che gode sostanzialmente d'un monopolio, ovvero il polverone sollevato dal coordinatore dei sistemi informatici all'ospedale Villa Scassi Carlo Pedemonte. Ieri - dopo che è stata anticipata la notizia della svolta nell'indagine - il tecnico è stato ufficialmente sollevato dal suo incarico.

Il Secolo XIX è oggi in grado di ricostruire il primo elenco di personaggi finiti nel mirino della Procura, che ha messo sotto la lente, in buona sostanza, le concessioni a Datasiel della Asl 3 fra il 2005 e la prima metà di quest'anno.

C'è quindi Alessio Parodi, l'ex direttore generale oggi al vertice dell'ospedale Evangelico. Si definisce «perplesso» davanti ai rivolgimenti investigativi, avendo ereditato una convenzione con l'azienda di fatto avviata l'anno prima. Tant'è che nei guai è finito pure il suo predecessore Luciano Grasso, che a sua volta oppone un «no comment». È tuttavia probabile, come confermano le ultime indiscrezioni raccolte dal nostro giornale, che la sua linea difensiva sia incentrata sui tempi: il decreto Bersani, la legge che certificava l'anomalia di Datasiel poiché imponeva alle amministrazioni di cancellare le posizioni "dominanti", è stato ufficializzato nel 2006, un anno dopo il suo allontanamento dai vertici.

Eliano Delfino e Marco Comaschi sono stati invece in successione i direttori sanitari della Asl 3 genovese, e anche per loro è stato formalizzato l'abuso d'ufficio: «Il mio - spiega Delfino, oggi in servizio alla direzione sanitaria del Santa Corona di Pietra Ligure - era un compito prettamente sanitario. È chiaro che mi sono trovato a fare i conti con le assegnazioni a Datasiel, ma tutt'al più potevo fornire un parere sugli eventuali benefici nel trattamento dei malati, non ero certo il notaio dell'ente». Comaschi, attualmente direttore del Dea (pronto soccorso) del San Martino resta in attesa: «Non ho ricevuto avvisi di garanzia. E non essendo in possesso degli atti, non posso che aspettare».

La Finanza e il pm hanno individuato i loro nomi partendo da un accertamento parallelo della Corte dei conti, cui Pedemonte nelle sue denunce aveva segnalato un danno di 8 milioni di euro alle casse pubbliche, prodotto dalle assegnazioni senza bando. Le altre sei persone coinvolte nell'inchiesta ricoprivano ruoli di responsabilità. Compare nella lista l'ex direttore amministrativo della Asl 3, Gianni Brizzi, oggi in pensione. Abbiamo più volte provato a rintracciarlo sul cellulare, ma non è stato possibile. C'è Mariangela Canepa, ragioniera, che ancora ricopre un ruolo cardine alla direzione bilancio della Asl 3: «Ho letto nelle ultime settimane le anticipazioni sull'apertura del fascicolo, che fino a pochi giorni fa credevamo a carico di ignoti. È una vicenda di cui si parla, e parliamo, da sempre. Però sapere di essere indagata è per me un fulmine a ciel sereno e preferirei al momento non commentare».

Gli ultimi quattro indagati hanno partecipato «direttamente» alla predisposizione delle delibere con le quali si definivano gli appalti-chiave. Si tratta di un altro ex direttore amministrativo, di una responsabile dell'Economato uscita tempo fa dalla Asl 3, di un ingegnere e un nuovo responsabile informatico. Nel frattempo Pedemonte, l'autore delle denunce che hanno dato il via agli accertamenti, ha ricevuto la lettera dei nuovi superiori (estranei all'inchiesta) che lo sollevano dal suo incarico. È venuto meno il «rapporto fiduciario» e sono stati troppi gli atteggiamenti «contrari alle direttive aziendali». Sarà destinato a un'altra mansione.

Matteo Indice

Stampa